Macchina della verità in aeroporto

7 novembre 2018 | commenti: Commenta per primo |

In aeroporto i controlli saranno più serrati. Non per i bagagli ma per le “vere intenzioni” dei passeggeri

 

La stretta dei controlli in aeroporto ora passa anche per la macchina della verità. Non il controllo dei bagagli, o la scansione dei dati biometrici. Le reali intenzioni dei passeggeri saranno messe “sotto torchio” da un software AI creato dalla Metropolitan University di Manchester e finanziato dalla Commissione Europea (ben 4,5 milioni di euro). Il suo nome è iBorderCtrl.

L’algoritmo iBorderCtrl

Si tratta di un algoritmo che analizza ben 38 caratteristiche diverse a livello di micro-espressioni stabilendo se il passeggero sta dicendo la verità o mente.

Questa presunta macchina della verità funziona in due momenti diversi. Non appena si prenota il biglietto, bisogna rispondere alle domande poste dalla macchina all’interno di una piattaforma online, con webcam collegata. Così si può procedere con l’’analisi preliminare dei movimenti facciali.

Se questa fase viene superata e si è ormai in aeroporto, il viaggiatore – che nel frattempo è stato classificato dalla macchina come poco o per nulla rischioso – viene nuovamente sottoposto a iBorderCtrl e al suo algoritmo. In caso positivo potrà accedere al paese di destinazione.

Un passeggero che dovesse essere classificato come potenzialmente rischioso verrebbe sottoposto ad un controllo più approfondito dalla macchina e dagli agenti di sicurezza.

 

Controlli anche umani?

IBorderCtrl controlla i micro-movimenti del viso, quelle espressioni che a occhio nudo possono non dire niente ma che a un livello più profondo nascondo la verità. Non vengono considerati i sorrisi, ad esempio, che sono espressioni eccessivamente “dispersive” da un punto di vista analitico. Vengono invece messi sotto osservazione i tic, movimenti degli occhi o della bocca, il tono della voce.

Questi elementi vengono confrontati con i dati presenti all’interno di un database, che è quello da cui poi discende il livello di rischio più o meno alto associato al passeggero. Come abbiamo visto, può verificarsi il caso di un viaggiatore classificato come richioso, e in quel caso è previsto l’esame del flusso del sangue nelle vene, facendo appoggiare il palmo della mano del viaggiatore su un dispositivo dedicato.

Per il momento la macchina della verità viene sperimentata solamente in alcuni varchi di Ungheria, Lettonia e Grecia per i viaggiatori extra europei.

Lo scopo, però, non è così fantascientifico come potrebbe sembrare: il principale interesse per ora è la velocizzazione dei controlli e uno snellimento della trafila burocratica per gli esseri umani.

Nessuno scenario futuristico, insomma, solo normale amministrazione…

di Simona Gitto

 

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