Madre e figlia, legame emotivo forte e indissolubile

11 aprile 2018 | commenti: Commenta per primo |

Uno dei legami familiari più forti, quello tra madre e figlia, raccontato dalla dott.ssa Giulia Migani

Madre e figlia. Sono arrivata all’ultimo giorno utile per la consegna dell’articolo di questo mese, anzi all’ultima notte. Ho cercato mille argomenti, ma sento che non posso scrivere di niente altro… se prima non scrivo di questo. E allora… inutile scappare. Affrontiamo il “mostro”, il dolore, e scriviamo…

Ho perso mia madre due mesi fa. Non credo che serva dilungarsi su quello che ha significato per me questo dolorosissimo distacco. Anche i miei fratelli hanno perso la loro madre e i miei nipoti la loro amata nonna e sono certa che soffrono moltissimo. Ma io mi sento come se mi avessero portato via una parte immensa di tutta l’energia, il coraggio, la forza, la tenacia che prima sentivo.

Penso che questo sia determinato dal fatto che io fossi la sua unica figlia e ho cercato di approfondire quello che la psicologia dice circa questo rapporto: il legame tra una madre e la propria figlia.

È uno dei più forti e indissolubili che possano esistere

Complessa e piena di sfumature, la relazione madre-figlia va molto oltre il discorso dell’affetto e dell’educazione determinata dal contesto. A volte può risultare problematica, generando conflitti e incomprensioni, soprattutto durante l’adolescenza quando la figlia comincia a differenziarsi dalla figura materna. Probabilmente perché il naturale processo di identificazione con il genitore dello stesso sesso determina un difficile distacco e una conseguente tribolata formazione della propria identità.

Dopo la nascita del bambino, infatti, c’è una fase di rapporto simbiotico, una dipendenza totale del neonato, con la madre che lo nutre a livello fisico e anche affettivo. Crescendo, la figlia femmina sentirà maggiormente l’identificazione con la propria madre. Il maschio, invece, per identificarsi con la figura maschile, dovrà cominciare a differenziarsi dalla mamma.

La relazione iniziale tra madre e figlia serve quindi a radicare il senso di identità nella figlia. Dopo l’identificazione ci sarà il passaggio all’individuazione: la figlia vuole conquistare il proprio spazio di autonomia e quindi comincia a distaccarsi dalla figura materna.

madre e figlia web

E qui cominciano i problemi. Quali sono le dinamiche relazionali conflittuali che possono sorgere fra una madre e la propria figlia?

Uno dei più comuni è caricare sulla figlia le proprie aspettative e desideri. Se la madre ha questo atteggiamento, la figlia cercherà di assecondarla per sentirsi amata, provando però rabbia o frustrazione perché percepirà di non essere accettata per quello che realmente è. Prima o poi la sua rabbia verrà fuori in qualche modo, o con atteggiamenti di ribellione (cioè agita esternamente) o con manifestazioni depressive (cioè agita internamente). La madre ha da prendere consapevolezza del fatto che la figlia non è un prolungamento di sé, ma una persona diversa da lei, con la propria identità.

La madre dovrà riuscire a mettersi da parte, per lasciare la propria figlia libera di scegliere e sbagliare.

Solo così potrà crescere e costruirsi un’identità femminile autonoma. Pur continuando ad aver bisogno, nelle diverse fasi della sua vita, dell’appoggio materno, che dovrà essere dato in modo non invadente ma costante.

Altro problema che può presentarsi è quello di creare un rapporto troppo totalizzante, così da confondere la propria vita con quella della figlia: questo rischio c’è anche con i figli maschi, ma molto di più con una femmina perché l’identificazione con la madre è più profonda. La madre, ad esempio, potrebbe inconsciamente desiderare di vivere una seconda giovinezza attraverso la figlia.

All’opposto, una madre può anche nutrire sentimenti ambivalenti o essere gelosa della propria figlia quando quest’ultima comincia a crescere, magari perché non riesce ad affrontare con serenità il fatto di invecchiare. In tal caso, vedere nella figlia la giovinezza e la bellezza perdute può scatenare gelosia. Con un figlio maschio è più raro che questo accada, sempre perché non c’è la stessa identificazione. Anche una figlia può essere gelosa della madre, se questa è giovanile, affascinante e con un forte ego, per cui potrebbe sentirsi schiacciata e non avere lo spazio per esprimere la propria identità.

A volte una madre può essere molto presa dalla sua vita esterna e trascurare il suo ruolo materno. In questo caso, viene a mancare un vero legame, una vera intimità.

Per quanto sano e profondo possa essere, dunque, non esiste rapporto fra mamma e figlia del tutto privo di conflitti, poiché la crescita passa anche attraverso crisi e litigi. L’obiettivo sarà quello di non evitarli ma di viverli in modo consapevole e costruttivo. Con il passare del tempo, cambiano le esigenze affettive e relazionali di entrambe. Per mantenere nel tempo un buon rapporto è necessario comunicare sempre, perché solo parlando è possibile cogliere e comprendere i cambiamenti che si stanno vivendo e andarsi reciprocamente incontro.

E fin qui abbiamo parlato dei possibili conflitti.

Ma… quel “sentire” così simile? Quell’intuirsi e comprendersi anche senza parlare? Perché tra madre e figlia esiste. Io so che esiste…

Ultimamente alcuni studi (Università della California) hanno rilevato che l’unione emotiva tra madre e figlia presenta una spiegazione scientifica che ha a che fare con il sistema limbico e che ne rende simili i meccanismi di reazione. Praticamente lo studio dice questo: la struttura cerebrale che regge le emozioni potrebbe trasmettersi di madre in figlia.

Dunque la capacità femminile di affrontare le diversità, di trovare forze insospettabili dinanzi a situazioni complesse si trasmette tramite questo “vincolo cerebrale”? Sembra di sì. Certo, potrebbe trasmettersi anche la probabilità di avere gli stessi “problemi” emotivi, magari ansia o depressione ma questa rimane comunque una scoperta eccezionale.

Per quanto riguarda il mondo delle emozioni, sembra essere la risposta all’affascinante mistero del perché madri e figlie spesso condividono questa profonda unione emotiva.

madre e figlia

Il sistema limbico esattamente cosa fa?

Regola e il nostro intero mondo emotivo. È in esso che si trova la nostra memoria emotiva e si sviluppano i tratti fondamentali della nostra personalità.

A sua volta, il sistema limbico è formato da altre strutture cerebrali, come l’ippocampo o l’amigdala, responsabile anche di emozioni quali la paura o la capacità di integrare ricordi.

Lo studio condotto, attraverso prove di risonanza magnetica non invasiva, ha rilevato che madri e figlie condividono la stessa forma ed attività neurochimica nel sistema limbico.

Cioè esso si attiva in un modo simile.

Questo vuole forse dire che le figlie sono “copie” delle madri? Credo di no. Per quanto ci sia una vicinanza di funzionamento limbico, non può esserci una totale uguaglianza, poiché le personalità, i comportamenti, le esperienze e le scelte saranno sicuramente unici ed individuali.

Rimane però il fascino, anche consolatorio (per me), di questa scoperta. E’ come se noi donne, adesso, potessimo dirci che una parte di nostra madre rimarrà sempre dentro di noi, nel nostro sentire, nel nostro affrontare i problemi, nel nostro scegliere. Non è più solo “mamma avrebbe sentito, detto, fatto così” ma è sapere che lei è traccia indelebile nella nostra “memoria cerebrale”, oltre che nel nostro Dna. E che nemmeno la morte può riuscire a dissolvere il legame emotivo profondo che esiste tra madre e figlia.

Perché lei è “la sola al mondo che sa, del nostro cuore, ciò che è stato sempre, prima di ogni altro amore” (Pasolini).

 

Dott.ssa Giulia Migani

Psicologa – Psicoterapeuta

Analista transazionale socio-cognitiva

Mediatore Feuerstein Basic e Standard I livello

EMAIL: giuliamigani@yahoo.it Cellulare: 338 3839479

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