Manipolatori affettivi

25 settembre 2019 | commenti: Commenta per primo |

Manipolatori affettivi: come riconoscerli e starne alla larga

 

Che cos’è un manipolatore affettivo?

Inizialmente si presenta come un partner brillante, attento e premuroso e che quindi potrebbe far pensare di aver trovato la persona giusta. Una persona che si prende cura di noi e che inizialmente è  difficile riconoscere per quello che è, e non per quello che mostra di essere.

Quello a cui dovremmo stare attenti è se questa persona, inizialmente così brillante, con il tempo inizi a diventare un uomo che non si prende cura di noi, ma una persona che cerca in tutti i modi di manipolare la nostra vita. Una persona che vuole decidere più di noi, su quello che dobbiamo fare e su quello che è meglio per noi.

Ma anche qui potremmo ancora non preoccuparci. In molte relazioni con il tempo, finita la fase dell’idealizzazione e della passione, iniziano ad esserci i primi scontri e le farfalle allo stomaco volano via rispetto ai primi mesi.

Dobbiamo preoccuparci invece quando la persona che abbiamo accanto inizia a non farci sentire mai “abbastanza”: mai abbastanza bella, mai abbastanza intelligente, mai abbastanza in gamba.

Le “vittime” dei manipolatori affettivi sono quasi sempre delle donne fragili con bassa autostima. Delle prede facili per questi tipi di persone che utilizzano la fragilità dell’altro per aumentare il proprio ego, e per manipolarlo.

Il manipolare affettivo si avvicina alle proprie vittime cercando di diventare il loro partner ideale, indossando una maschera per nascondere la sua vera natura. E’ quindi solito ad eclatanti manifestazioni d’amore, frasi ad effetto che servono proprio a far cadere nel tranello le vittime.

Una volta conquistata la fiducia della vittima, il manipolatore affettivo lascia cadere la sua maschera e si mostra per quello che è veramente: un essere crudele e privo di empatia.

Quando questo avviene però la donna è ormai coinvolta e cerca in tutti i modi di riportare la storia al suo stato iniziale senza sapere che questo non avverrà mai. Inizia cosi la fase della “svalutazione” dove la vittima inizierà a porsi mille interrogativi e a sentirsi sbagliata.

Non contento il manipolatore affettivo termina il suo gioco con lo scarto, quando abbandona la vittima senza nemmeno troppe spiegazioni. In questo modo essa si sente misera, debole e non più meritevole di attenzioni pensando di essere “quella sbagliata”.

Nel suo volume “Io non ci sto più” la psicologa forense e criminologa investigativa Roberta Bruzzone stila in 14 punti la strategia per vincere contro un manipolatore affettivo e liberarsene per sempre.

Tra i 14 punti troviamo: avere una solida autostima. E’ l’unica in grado di salvarvi, e capire che i manipolatori narcisistici non cambiano .

E ancora, evitate il caro “occhio per occhio dente per dente”. E’ un gioco in cui perderete. Il manipolatore è molto più bravo di voi. Infine fate una grande risata: questa lo seppellirà.

 

a cura di Oriana Orlandi

 

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