Mappe concettuali e condivisione in rete

7 gennaio 2021 | commenti: Commenta per primo |
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Mappe concettuali in rete. La formidabile e generosa idea dei fratelli Cipolla

Mappe concettuali e Condivisione. Condivisione in rete. Queste le parole d’ordine dei due giovani fratelli Cipolla, Giuseppe e Pietrosilvio, studenti universitari e liceali, che in piena pandemia hanno avuto l’idea di organizzare tutto il lavoro accumulato in anni di studio e metterlo a disposizione di altri studenti.

Ma cosa hanno accumulato? Mappe concettuali. Schemi costruiti da loro, che sono stati un grande supporto ai loro studi e che possono essere da ora in poi di supporto a tutti i ragazzi DSA/BES come loro, ma anche per tutti gli altri ragazzi.

Nel giro di pochi giorni dalla pubblicizzazione attraverso i social del loro progetto e del loro sito (www.dsastudymaps.it) hanno raggiunto migliaia di visualizzazioni e altrettanti complimenti per l’iniziativa.

Li abbiamo incontrati per conoscerli e per portare anche i nostri complimenti.

Giuseppe ha 20 anni ed è al terzo anno di Psicologia, mentre Pietrosivio ha 17 anni e frequenta l’ultimo anno del Liceo Scientifico Democrito.

Ciao ragazzi, come state? Vi sentite un po’ star del web in questo momento?

G: Assolutamente no.

P: hahahahah.

Il lavoro che avete fatto vi rende molto merito. Lo avete pensato durante il lockdown. Ma cosa vi ha spinto esattamente?

G: L’idea che tutto il materiale del liceo, prodotto con tanto sacrificio, potesse finire riposto negli scaffali, mentre riteniamo possa essere d’aiuto ad altri studenti.

P: Inoltre, quando Giuseppe mi ha detto che all’università oltre ai testi ci sono le dispense delle lezioni dei professori che riepilogano e mettono a sistema i vari concetti, ho pensato perché non le dispense di mappe per il liceo?

Avete deciso di aiutare tutti quei ragazzi che come voi faticano nello studiare con i metodi tradizionali. Le mappe concettuali sono così importanti?

G: Sono molto utili per tutti ma sono fondamentali per un DSA. La mappa è una delle misure “compensative” più importanti, può essere usata in classe durante le lezioni, le interrogazioni, i compiti in classe e gli esami.

Allora ci potete spiegare bene cosa sono queste mappe concettuali di cui si sente sempre più parlare?

G: Di base sono semplici riassunti, molto schematici che però hanno i concetti chiave dell’argomento trattato e sono organizzate in modo da comunicare le informazioni visivamente. Infatti, attraverso l’uso di colori, frecce, corpo e carattere del testo si definiscono le indicazioni di priorità di una nozione rispetto all’altra.

P: Secondo me non sono riassunti. I riassunti sono legati a un libro o a un racconto mentre definirei la mappa come uno schema mentale dell’argomento. La mia mappa nasce durane la lezione con le spiegazioni del professore, poi a casa inserisco i contenuti del libro e spesso anche altre indicazioni trovate per esempio su internet.

Quali sono le esigenze che rendono necessario l’utilizzo della mappa concettuale?

Le esigenze sono differenti perché i DSA presentano neuro-diversità e caratteristiche diverse l’uno dall’altro, ognuno quindi ha le proprie necessità da compensare.

P: Per esempio a me serve per ricordare lo schema del discorso e mi evidenzia i concetti chiave nel giusto ordine. Chi come me ha una buona memoria fotografica trae maggiore beneficio da una mappa concettuale rispetto ai normali riassunti sottolineati.

G: Io le uso principalmente perché non ricordo mai i dati numerici, oppure per ripassare prima di un esame.

E come possono essere utilizzate dai ragazzi in generale?

G: Tutti possono usare le mappe come semplici riepiloghi, per accedere più facilmente alla comprensione dell’argomento, per memorizzare, per focalizzare i concetti chiave. Inoltre, siccome sono elaborate al PC e hanno una buona grafica sono anche utili per esempio ai ragazzi disgrafici che in genere rileggono con difficoltà la propria scrittura.

Consideriamo anche che per usarle all’esame di maturità devono necessariamente essere fatte al PC.

P: Oppure possono essere sfogliate per un ripasso rapido prima dell’interrogazione o del compito in classe. In quel caso è importante stamparle e metterle in porta listini materia per materia così si ha tutto sotto controllo perché alla fine dell’anno il materiale è tanto.

Ci tengo a sottolineare una cosa, le nostre mappe che si trovano sul sito, una volta scaricate, possono essere modificate proprio perché la mappa è personale e trasformando le nostre ognuno può creare la propria.

Il sito è online da poche settimane, avete avuto tanti complimenti e raggiunto migliaia di visualizzazioni al giorno. Come ve lo spiegate? Visto che non tratta argomenti così popolari? 

G: Perché questo tipo di materiale sul web è raro, almeno per le superiori e poi forse abbiamo messo il link del sito nei gruppi giusti su Facebook.

P:  Io credo anche perché il sito è  facile da usare, è gratuito, senza iscrizione. Si va, si cerca l’argomento, si visualizzano le mappe d’interesse, si stampa e fine. Il tutto in poco tempo. E le mappe non hanno marchi, loghi o scritte sovrimpresse che ne impediscono una personalizzazione.

La cosa più bella che avete fatto, oltre a tutta questa mole di lavoro, è quella di aver deciso di condividere tutto con la rete.

In che modo pensate di dar seguito a tutto ciò? Mica vi fermerete qui?

G: No, non si fermerà qui. A dire il vero pensavamo di aver concluso, entrambi siamo piuttosto impegnati con lo studio, ma ci stanno contattando tanti altri ragazzi che vogliono contribuire con le loro mappe. Vediamo cosa riusciremo a fare.

Adesso parliamo più di voi. Dall’aspetto non mi sembrate ragazzi che hanno passato l’adolescenza a studiare, anzi sappiamo che siete molto sportivi. Sappiamo che tu Giuseppe, prima che si fermasse il modo per il Covid, sei stato un agonista di pallanuoto e tu Pietrosilvio militavi nelle Fiamme Oro della Polizia di Stato, praticando lotta libera. Giusto?

Come avete fatto a trovare il tempo di studiare, di fare le mappe concettuali e immagino di avere anche una vita socialmente attiva?

G: Ci siamo riusciti grazie ai nostri genitori che ci hanno sempre supportato e hanno dato allo sport quasi la stessa importanza dello studio ed è stato fondamentale per noi, perché là dove c’è stato un insuccesso a scuola c’era una gratificazione nello sport e viceversa.

Questo per dire che è importante inserire nella vita di un ragazzo DSA anche altro, oltre la scuola, che sia uno sport, un corso di teatro, uno strumento musicale, qualcosa che nella crescita contribuisca positivamente.

P: Aggiungo a quanto detto da Giuseppe che gli strumenti previsti per i DSA consentono di poter conciliare al meglio lo sport agonistico con lo studio. Uno tra tutti sono le interrogazioni programmate che sono previste sia nel PDP che le PFP.

Ci raccontate qual è la vostra giornata tipo?

P: identica a quella dei nostri coetanei. Studio-sport-amici-ragazze

Come vi relazionate con gli amici in questo momento così particolare?

P: Ci vediamo poco, il web sta diventando sempre di più il luogo in cui ci incontriamo. Iniziamo la mattina con le video-lezioni e spesso ci ritroviamo nel pomeriggio a studiare insieme collegati. Molti miei compagni non DSA mi chiedono copia delle mappe per ripassare e le mappe sono una bomba condivise sul monitor le vediamo tutti e ci servono per continuare a focalizzare i concetti chiave degli argomenti di studio e a confrontarci.

Che rapporto avete avuto con la scuola?

G: Io terribile, mio fratello ottimo. Alle medie nessuno credeva che io fossi dislessico, sono arrivato in primo liceo a fare i test. Per Pietro è stato più semplice perché diagnosticato me, abbiamo fatto fare i test anche a lui; effettivamente avere una diagnosi tempestiva è molto importante perché si adotta subito il metodo di studio adeguato e si evitano probabili disturbi d’ansia.

Purtroppo è solo fortuna, se si capita con professori sensibili, non importa quanto siano preparati sui DSA, si ha un percorso ottimo, diversamente, basta anche un solo professore che non rispetti il tuo piano di studi che mette in crisi tutta l’organizzazione.

P: Sì, confermo. Io non ho avuto alcun problema, i miei professori sono molto corretti e questo mi permette di studiare in serenità. Ma non è sempre così, molti miei amici DSA non sono fortunati come me poiché ci sono ancora molti docenti che non concedono loro gli strumenti compensativi e dispensativi, previsti per legge. A volte sembra come se ci fosse un vero e proprio abuso di potere.

Giuseppe, tu studi psicologia. Cosa ti ha spinto a questa scelta?

G: Gli studi fatti all’ultimo anno di liceo sull’epigenetica e le neuroscienze.

Pietrosilvio, tu quest’anno hai la maturità. Hai già pensato a cosa vuoi fare da grande?

P:  Penso Giurisprudenza anche se non ho ancora focalizzato la mia professione futura, mi vedo proiettato a tutelare gli interessi delle persone e non mi dispiacerebbe affatto un giorno entrare in politica.

Quali ambizioni avete. Come vi vedete proiettati nel futuro?

G: Beh, il Covid ci ha un po’ inibito, in questi mesi sarei dovuto partire per l’Erasmus a Barcellona. Per adesso incasso il colpo, spero di vincere il bando anche nella laurea magistrale. Ora sono determinato a finire gli studi, mi mancano pochi esami.

P: Si, lo stesso vale anche per me, voglio concentrarmi bene sull’esame di Stato e poi, in estate, megaviaggione con gli amici, Covid permettendo.

Grazie ragazzi avete fatto un lavoro fantastico e grazie per la vostra generosità. In bocca al lupo per tutto!

www.dsastudymaps.it

a cura di Cristina Anichini

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione del testo, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche

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