Marco Gradoni. Il campione dietro l’angolo

26 luglio 2017 | commenti: Commenta per primo |

Abbiamo incontrato un campione!

Grazie ad un piccolo eroe che si chiama Marco Gradoni è stato issato 4 giorni fa il Gran Pavese sul Circolo sportivo del Tognazzi Marine Village.

Dopo 18 anni torna in Italia la Coppa del Mondo di Optimist!!

Il mondiale svoltosi in Thailandia ha visto la partecipazione di 280 velisti provenienti da 62 Paesi.

Una vittoria meritatissima veleggiando nelle acque di Pattaya.

Il Club, che ha cresciuto sportivamente Marco, tredicenne romano, ha festeggiato lunedì sera il suo campione e noi di TabletRoma siamo andati a conoscerlo, accompagnati dal nostro amico Luca Santagà, ex velista e oggi accompagnatore di Mountain bike.

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Lo incontriamo insieme al suo coach Simone Ricci, allenatore della squadre agonistiche veliche del Club.

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I loro volti felici in attesa dei festeggiamenti, i tanti amici intorno che lo salutano e lo abbracciano, le mani che stringono la sua con tanti complimenti rendono l’atmosfera emozionante.

Gli occhi castano verdi di Marco e il suo bel volto di bravo ragazzo mettono a proprio agio. Nonostante i suoi 13 anni, Marco Gradoni è un campione ma non lo fa pesare.

Come ti senti? Ti stai rendendo conto dell’impresa che hai compiuto?

Mi sento molto felice anche se ancora devo realizzare bene tutto quello che è successo.

Come è nata la passione per la vela?

Mio papà è un velista e windsurfista, quindi fin da piccolo ho vissuto l’ambiente del mare. Poi a sette anni mi hanno fatto provare la vela e da quel momento non l’ho più abbandonata.

Come ti senti quando sei in mare aperto?

Sono sempre tranquillo, la barca mi da molta sicurezza, mi sento protetto. So che non potrà mai succedermi nulla. Sono sicuro che quello che faccio e quindi non vivo alcuno stress, anche quando sono in gara.

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Simone ci racconta a tal proposito un aneddoto. Un giorno un campione olimpionico stava dando dei consigli molto importanti su come i ragazzi dovevano tenere alta l’attenzione durnate le competizioni, stare sempre in guardia e al contempo essere rilassati, di come dovevano insomma comportarsi. Marco di tutta risposta disse che tutte queste cose lui già le adottava perchè lui è sempre tranquillo, attento e rilassato.

Per dire che già con la sua indole segue un percorso da ‘olimpionico’.

Marco cosa pensi quando partecipi a competizioni così importanti? Alla tecnica, agli avversari?

In realtà quando comincio a gareggiare non sento alcuna pressione, mi lancio di istinto. Agisco molto di istinto su quello che devo fare per ottenere il risultato migliore.

E come ti sei preparato per queste regate del mondiale?

Lo scorso anno sono arrivato al quarto posto, nel mondiale in Portogallo. Mi sono preparato con Simone con l’idea di migliorare questo risultato, non proprio di arrivare primo ma almeno di migliorare.

Marco ci racconta il campo di regata vissuto durante la competizione thailandese.

Guarda il video

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Simone Ricci confermando quanto detto da Marco ci spiega come anche lui in qualità di allenatore non adotta pressioni di tipo psicologico sui ragazzi, ma li accompagna affinchè raggiungano una buona gestione della propria capacità tecnica e della propria mente, come in effetti deve agire un bravo coach. Trasmettere certezze e sicurezze.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Quello più importante sono le Olimpiadi. Voglio cominciare a prepararmi per affrontare tra 7 anni la competizione con il 49ER, in cui non sarò più solo ma in coppia. Sarà impegnativo ma sono sicuro che ce la farò.

Noi di TabletRoma, nel rinnovarti i nostri complimenti, ti auguriamo il meglio per un futuro pieno di grandi emozioni e impegno. Ciao Marco

Un’ ultima battuta la scambiamo con Simone Ricci, anche lui ancora in fase di assetamento dal rientro dalla Thailandia e da questa grande emozione.

Come ci si sente ad allenare un campione?

Grande impegno e grande responsabilità. Alleno da molti anni e Marco mi sta dando tante soddisfazioni.

Cosa hai provato quando ti sei reso conto che Marco stava vincendo?

La competizione si svolge con più regate per diversi giorni. Quando ho cominciato a vedere che a un certo punto i risultati erano sempre avanti a tutti, ho capito che la vittoria era vicina. Ci sono arrivato preparato in un certo senso, ma il momento dell’arrivo finale rimane sempre un momento indimenticabile.

Avete ancora diverse avventure davanti e questa vittoria porta molto prestigio a te e alla Società.

Sono molto soddisfatto dei risultati che otteniamo come team. Abbiamo riportato un titolo in Italia dopo 18 anni. Oggi festeggiamo, da domani continueremo a impegnarci come sempre.

 

Grazie Simone Ricci per la disponibilità e il tempo che ci avete dedicato.

 

Marco Gradoni è inoltre Campione italiano vincendo il titolo sia nel 2015 che nel 2016 e si sta preparando per una competizione internazionale di Open Bic sul Lago di Garda per i primi di agosto.

 

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L’Optimist è un’ imbarcazione a vela che consiste in un piccolo scafo con una vela che viene utilizzata dai velisti alle prime armi tra i 6 e i 15 anni e partecipa come categoria alle regate organizzate dalla Federazione Italiana Vela e dalla International Sailing Federation.

 

Fotografie durante l’intervista e video di Luca Carlo Santagà.

Intervista a cura di Cristina Anichini

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