Maria Kwasniewska, l’atleta eroica

5 giugno 2019 | commenti: Commenta per primo |

Una storia polacca, Maria Kwasniewska

credits wikipedia*

Maria Kwasniewska nasce a Lodz, nel 1913. La Polonia è sotto l’ombrello dell’Impero Russo e la vita non è facile per la giovane Maria.

Durante la sua giovinezza Maria è determinata a seguire la sua passione per lo sport, in particolare l’Atletica, ma la madre non vede di buon occhio questa sua passione e cerca di ostacolarne la passione.

Ad ogni modo riesce ad allenarsi e con la complicità della locale associazione sportiva, riesce a farsi notare e all’età di 13 anni la passione diventa un lavoro vero.

Siamo subito dopo la Prima Guerra Mondiale e si vive di speranza e di paura nello stesso istante.

Gli animi dei Paesi che hanno partecipato alla Guerra Mondiale non sono del tutto placcati e tra tensioni interne e internazionali, è ammirevole chi si dedica allo sport a questo livello, sia per passione che per cercare di sfuggire alla realtà.

foto 1 © Massimo Usai

Maria comunque raggiunge i vertici nazionali del Giavellotto e la sua convocazione alle olimpiadi del 1936 a Berlino, sono il giusto premio alla sua dedizione e passione.

Non si presenta da semplice passeggera, ma raccoglie anche una medaglia di bronzo. Il suo risultato, aiutato anche dalla sua bellezza, attira l’attenzione dei media propagandistici tedeschi del tempo e viene invitata, insieme a due atleti tedeschi, ad incontrare Adolf Hitler in persona.

Quest’incontro diventa un caso nazionale e il suo nome e la sua faccia sono popolari in Germania, per cui Maria diventa una “delle facce” dei Giochi Olimpici Berlinesi.

Di certo non avrebbe mai immaginato l’importante di quell’incontro nel 1936, ma le sue parole e la sua immagine erano di dominio pubblico.

foto 2 © Massimo Usai

Venne fatta una foto dopo stringeva la mano a Hitler e il fatto che fosse stata considerata “Miss Olympic Games” e che fosse polacca, faceva gioco forza per la propaganda tedesca.

Quattro anni dopo scoppia la Seconda Guerra Mondiale e quella foto divenne di fatto un lasciapassare per salvare migliaia di vite durante il conflitto.

Oramai ex-Atleta, Maria s’impegna a cercare di aiutare le vittime della guerra, i carcerati, i feriti. Si concentra in particolar modo ad un campo temporaneo di prigionieri a Pruszkow, alle porte di Varsavia e quella foto diventa il passaporto per entrare dentro il campo.

I soldati, vedendone la sua immagine nella foto che mostra, le permettono di entrare, convinti che sia una vicina al Regime nazista e le sfrutta questo doppio ruolo per portare medicine e cibo e per organizzare la fuga di migliaia di persone.

Non vive per te stesso, vivi per gli altri

foto 3 © Massimo Usai

“Non vive per te stesso, vivi per gli altri”, disse anni dopo quando venne considerata “eroina nazionale” nel suo Paese una volta finita la guerra e Maria rischia la sua vita, sfrutta la sua immagine, la sua popolarità, quella stretta di mano, per salvare gente comune, persone che non conosce, ma che sa stanno soffrendo e che senza il suo intervento in gran parte morirebbe.

La sua carriera sportiva fu interrotta dallo scoppio della Guerra, ma il suo coraggio e la sua determinazione, nel diventare atleta, continuava nella vita reale, diventando un vero patriota ed un’eroina del popolo polacco.

Maria è morta nel 2007, all’età di 95 anni ed ora riposa al Cimitero Monumentale di Powazki, come si merita un vero Eroe.

di Massimo Usai
Instagram: @massimousaiphotographer

foto © Massimo Usai

Note sulle immagini:

1 – il vecchio stadio di Atletica, in pessimo stato, dove furono organizzati gli Europei di Atletica, e che ora viene usato come campo di allenamento e stadio da rugby;
2 – aereo militare/civile dell’aeronautica polacca;
3 – scorcio del Palazzo della Cultura, eredità del vecchio regime sovietico ed oggi importante centro culturale della città;

*wikipedia credits: 1936 Summer Olympics Berlin. Medalists Javelin (left => right): Tilly Fleischer (gold), Maria Kwaśniewska (bronze), Luise Krüger (silver)
Polski: Medalistki olimpijskie w rzucie oszczepem (lewej => prawej): Niemka Tilly Fleischer (złoto), Polka Maria Kwaśniewska (brąz), Niemka Luise Kruger (srebro). XI Letnie Igrzyska Olimpijskie 1936 Berlin.
Date August 1936. Source Narodowe Archiwum Cyfrowe / National Digital Archives Poland (Nac.gov.pl) – Author Unknown

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