Maria, Regina di Scozia: una storia di sorelle

6 febbraio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Diretto da una regista debuttante, proveniente dall’ambiente del teatro, il film biografico ‘Maria Regina di Scozia‘ sulla vita di Maria Stuarda, si presenta come una spettacolare pièce ad alto budget, con tutti i difetti e le particolarità che questa premessa può anticipare.

Con l’attrice di punta del successone ‘Lady Bird’ (Saoirse Ronan) nel ruolo della protagonista e la star di ‘Suicide Squad’ e ‘Tonya’ (Margot Robbie), in quello secondario, il film di debutto della regista teatrale Josie Rourke si fa sin da subito notare come un period movie insolito, in salsa pop e con l’istinto spettacolare di una grande produzione da palcoscenico.

‘Maria Regina di Scozia’ è tratto da un romanzo di John Guy, non privo di licenze storiche. Anche tenendo a mente questo fattore, il film stesso non è privo di difetti.

Le mani della Rourke, dietro la macchina da presa, hanno l’impaccio naturale del principiante, ma tutto l’impegno e la cura dell’esperienza nei dettagli scenici e nei rapporti fra i personaggi, che formano l’architrave del film.

Giochi di sguardi, di gesti, di risate e di etichette: la componente bellica, caratterizzante di molti film storici, è qui limitata a una sola scena, girata senza infamia e senza lode, ma fare altrimenti sarebbe fuori luogo per un film che è, prima di tutto, una storia di donne. Girata da una donna, la cui mano si sente anche nei momenti più inaspettati.

Le pubblicità e i poster di ‘Maria, Regina di Scozia’ mostrano Maria, Saoirse Ronan, ed Elisabetta, Margot Robbie, fianco a fianco in posizione di uguaglianza, ma il film stesso riguarda prevalentemente la prima, riservando alla seconda scene ridotte e staccate l’una dall’altra.

La recitazione delle due, tuttavia, è parimenti superba, elegante e ricca di sfaccettature. Sono capaci di rendere eleganti e funzionali anche le scene più statiche, e sorreggono dunque un copione che tende ad incastrarsi nei punti di maggiore drammaticità.

Josie Rourke proviene da un ambiente di scrittura teatrale, e questa sua influenza permea tutta la durata del film. Eccetto le due protagoniste, i costumi dei personaggi di sfondo sono tutti somiglianti tra loro, con tagli simili e colori neutri, e il film stesso si presenta come una serie concatenata di scene che si susseguono una dietro l’altra con transizioni rapide e immediate.

Anche il casting è influenzato dal background di teatro della regista: molti degli attori provengono proprio da quell’ambiente, risultando invece sconosciuti a un pubblico internazionale.

Gemma Chan, attrice cino-inglese già vista nel ruolo di Astrid in ‘Crazy & Rich’ (Asiatici Ricchi da Pazzi), è semplicemente deliziosa nel ruolo di Bess di Hardwick, confidente e favorita di Elisabetta, adorna di gioielli e con la competenza e la prontezza d’azione di una moderna segretaria.

Appena uscita dalla scuola di teatro le fu detto che un’attrice asiatica non aveva spazio in Inghilterra, dove buona parte della produzione filmica e seriale è improntata su film storici: eppure, nelle mani di Rourke, sembra nata per la parte.

Come lo è Adrian Lester, l’affascinante attore nero che interpreta l’ambasciatore Lord Thomas Randolph, conosciuto in Inghilterra per apprezzate interpretazioni di spettacoli di Shakespeare come Amleto ed Enrico V.

Spiazzante è anche David Tennant, irriconoscibile nel ruolo del barbuto predicatore John Knox. La star di ‘Doctor Who‘ è rumorosa, irremovibile, e il bigottismo più inveterato gocciola con sorprendente naturalezza dalla sua bocca in tutti i suoi interludi.

Solo uno degli aspetti più crudi che permeano la lunghezza di ‘Maria, Regina di Scozia’, resi ancora più brutali, quando giustapposti ai momenti d’intimità della protagonista con le sue damigelle, con le quali ha un rapporto amicale e con cui condivide fino all’ultimo gioie e dolori.

Le sorelle non abbandonano le sorelle, dichiarano a Maria in lutto e sola.

Un rapporto spesso ignorato in altre opere storiche, e spesso unico spiraglio di luce nei momenti più bui della sua storia. Momenti la cui cupezza deriva, in buona parte, dal sessismo di cui Maria è più volte vittima, da parte anche del fratello Giacomo, e mostrati eccellentemente nella recitazione sottile e precisa della Ronan.

Scena dopo scena, si può vedere il peso dello stress e del dolore sul suo volto, culminando nella rottura definitiva con l’incontro con l’ultima “sorella” rimasta, Elisabetta, girato con grazia e delicato distacco, ma con una chimica meno accesa di quanto sarebbe potuta essere.

‘Maria, Regina di Scozia’ è ben lontano dall’essere un film perfetto, ma non mancherà di lasciare un impatto su chi andrà a scoprirlo. L’impegno della regista è tangibile, nonostante un risultato imperfetto.

Alla fine, il fascino di un film vivace e colorato è immortale, e questo film avrà successo anche solo per le attrici amate e popolari che lo sostengono.

Per quello che vale, è un film ambizioso e inoffensivo, che sa distinguersi in un genere in recente ascesa e che tratta, con uno sguardo insolito, uno dei momenti più affascinanti della storia rinascimentale inglese.

Per chi avesse voglia di guardarlo, lascerà sicuramente un’impressione. C’è ancora tempo per la Rourke di imparare a gestire un lungometraggio, e non è sicuramente priva della buona volontà per farlo.

di Maria Flaminia Zacchilli

 

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