Michele Bavassano

20 febbraio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Intervista a Michele Bavassano, Wildlife Photographer.

Michele Bavassano è un giovanissimo fotografo naturalista che abbiamo scoperto grazie ad Alessandro Polinori, responsabile del Centro Habitat Mediterraneo di Ostia.

Le immagini di Michele ci hanno immediatamente colpito. Gli sguardi degli animali che riesce a immortalare sono ipnotici. La sua giovane età, 22 anni, ci ha resi più curiosi e affascinati.

Lo abbiamo contattato e ve lo presentiamo con molto piacere.

 

Come nasce la tua passione per la fotografia.

 

Fin da bambino sono sempre stato attratto dalle arti visive. Mi sono avvicinato alla fotografia per gioco qualche anno fa rimanendone completamente affascinato.

 

Sei nato e cresciuto in un contesto in cui la natura è molto presente. L’amore per la natura e in particolar modo per gli animali non è necessariamente una conseguenza. Ti è stata trasmessa dalla famiglia?

 

Si, sono cresciuto in un piccolo paese umbro vicino ad Orvieto, una zona collinare ricca di boschi e ambienti naturali. La passione per la natura e per gli animali non é una conseguenza scontata ma sicuramente il contesto e la mia famiglia mi hanno aiutato a scoprire questo mi grande amore.

 

Le modalità di appostamento e di attesa di un fotografo naturalista sembrano quelle di un cacciatore, quasi militaresche. Ma sei un cacciatore di immagini.

 

Specialmente in Italia le abitudini e i comportamenti degli animali sono molto influenzati dalle attività antropiche e, anche a causa della pressione venatoria, in molti casi gli animali sono schivi e diffidenti verso l’uomo. Di conseguenza per riuscire a osservarli e fotografarli da vicino nei loro comportamenti naturali senza disturbarli é necessario appostarsi e attendere il loro passaggio.

 

Quali sono le sensazioni che si provano durante l’attesa?

 

L’attesa é sempre molto bella e suggestiva. Specialmente per gli appostamenti all’alba, quando si arriva nelle location di notte per non essere visti. Attraversare il bosco nella notte e attendere il sorgere del sole con la speranza di trovare ciò che si sta cercando ti fa sentire una forte connessione con la natura e riesce a distaccarti completamente dal caos quotidiano.

 

Ci sono diverse modalità di appostamenti e di attesa secondo la specie faunistica che vuoi fotografare?

 

Sì, certo. Gli appostamenti si fanno solitamente per fotografare i mammiferi. Per l’avifauna di solito si tende a utilizzare dei veri e propri capanni. Gli uccelli, essendo soggetti solitamente più piccoli é necessario un capanno per poterli fotografare da più vicino.

 

Quanto è studiato nei minimi particolari e quanto è lasciato al caso?

 

Amo questo genere fotografico proprio perché per quanto ci si provi, é quasi sempre impossibile studiare ogni singolo particolare. Attese estenuanti per avere davanti spesso la luce o la scena sbagliata. Per quanto tu possa studiare questi fattori quando ti ritrovi davanti un animale, spesso hai pochi istanti per scattare la tua foto. Pochi istanti per leggere la scena e trovare l’inquadratura piu efficace.

 

Hai mai avuto paura? ci sono state situazioni di pericolo o comunque avventurose nella tua esperienza?

 

Nelle mie prime uscite qualche anno fa, spesso mi trovavo intimorito attraversando un bosco o salendo in montagna di notte, sentendo degli animali camminare a pochi metri senza vederli. Poi con il tempo mi sono abituato e ho capito che ci sono molti più pericoli nella vita quotidiana o durante un viaggio in auto. Senza dubbio la natura può essere pericolosa, va ammirata ed esplorata ma sempre con il rispetto e con la giusta esperienza. Ho fotografato a pochi metri lupi e orsi senza nessun capanno o protezione, ma non mi sono mai sentito in pericolo.

 

Stai fotografando molto in Italia ma vai anche all’estero. Come organizzi un viaggio fotografico?

 

Non é semplice trovare situazioni interessanti in questo genere. Scattare vicino casa o in luoghi che possiamo visitare spesso é sicuramente un gran vantaggio per vivere il giusto momento. Quando si va all’estero é diverso. Spesso si ha poco tempo ed é fondamentale conoscere i luoghi giusti. Anche nei viaggi, quando si é interessati ad un certo tipo di scatto, spesso é necessario tornare più volte. La cosa migliore é sempre mettersi in contatto con le guide locali e/o con persone che conoscono questi luoghi per avere una base da cui cominciare.

 

Hai in dotazione un teleobiettivo potentissimo?

 

In questo genere fotografico spesso si scatta in condizioni di luce pessima. Scattando con poca luce una buona attrezzatura può aiutarti a ottimizzare la qualitá delle tue foto.  Utilizzo dei teleobiettivi fissi molto luminosi che mi consentono di scattare anche prima dell’alba e dopo il tramonto. Per quanto siano grandi l’ingrandimento é modesto e quindi spesso è necessario che gli animali siano vicini per catturarne ogni dettaglio.

 

Alcune immagini seppur prese da molto lontano sono quasi delle macro.

 

Mi piace molto andare a ricercare i dettagli di alcuni animali, i colori, il piumaggio o un atteggiamento particolare. In diverse occasioni sono stato molto vicino ad alcuni animali (per molto vicino intendo fra i 3 e i 10 metri) e non ho potuto fare a meno di ricercare determinati dettagli.

 

 

Immagino che il tuo lavoro fotografico sia anche un messaggio di salvaguardia verso alcune specie

 

Amo la natura e gli animali. Purtroppo in un contesto naturale sempre più antropizzato agli animali rimane sempre meno spazio. Con le mie foto vorrei anche sensibilizzare le persone ad un corretto approccio con la natura e con gli animali. Facendo conoscere quanta vita c’è a pochi metri da noi.

Cosa pensi del futuro? Come giovane cosa senti di poter dare e trasmettere?

 

Mi  poter continuare a vivere in questo modo, in natura e con la mia macchina fotografica. Ho 22 anni, ho ancora molto da imparare, ma credo che con le mie foto e le mie esperienze riuscirò a far avvicinare molte persone alla natura.

 

Ho letto che organizzi anche dei workshop. Parliamone, potrebbe esserci qualche lettore interessato.

 

Si, mi occupo di diversi eventi riguardanti la fotografia naturalistica. Principalmente organizzo workshop di fotografia. Sono corsi  sia  teorici che pratici.  . Si svolgono nei principali parchi italiani, fra cui anche i due storici parchi nazionali italiani: il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Sono un’ottima occasione sia per chi vuole avvicinarsi a questo genere fotografico sia per chi ha già delle esperienze e vuole approfondire questo genere portando anche a casa scatti di qualitá. A breve avremo grandi novitá, per chi fosse curioso vi consiglio di seguirmi sui social instagram e facebook

di Cristina Anichini

Michele Bavassano 

Wildlife Photographer

Mail : info@michelebavassano.com

Website : michelebavassano.com

Facebook : https://www.facebook.com/michelebavassanophotographer/

Instagram : https://www.instagram.com/michele_bavassano_photographer/?hl=it

 

 

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