Milano Cortina 2026: è tutto vero, e ora?

3 luglio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Parte il sogno Olimpico di Milano Cortina 2026.

Il giorno dopo i festeggiamenti dovuti, il primo a rimboccarsi le maniche per Milano Cortina 2026 è stato il Presidente del Coni Giovanni Malagò, che o si ama o si odia, ha subito spronato il via della macchina organizzativa.

Entro luglio infatti il Coni dovrà comunicare al Cio la governance per le Olimpiadi 2026, un gruppo di lavoro che va pensato e studiato e messo nelle condizioni di svolgere un impegno importante da qui a sette anni. Malagò sarà il Presidente del comitato organizzatore ma non avrà deleghe per la gestione che averrà con una serie di figure competenti all’interno del Coni e del mondo dello sport

Tra i primi nomi trapelati ci sono quelli di Diana Bianchedi, schermitrice oro a Barcellona ’92 e Sidney 200 e la dirigente olimpica del Coni Anna Riccardi, ma anche l’ex sciatore Kristian Ghedina, simbolo di Cortina sarà della partita, tanto più che nel 2021 nella cittadin ci saranno i Campionti del Mondo di Sci Alpino di cui è già attivo nell’organizzazione.

Roma e Torino

Hanno destato invece stupore gli entusiasmi delle amministrazioni di Roma e Torino. Alla Capitale infatti sono stati negati dei Giochi Olimpici estivi del 2024 dove si trovava in pole position per una serie di motivazioni economiche, sociali e politiche, pertanto l’appoggio capitolino, seppure apprezzabile lascia quanto meno perplessi. L’occasione negata di Roma 2024 potrà essere stata condivisibile o meno, ma perché ora appoggiare tanto apertamente Milano-Cortina 2026.

Il tessuto romano in tutti i settore è competitivo almeno quanto quello lombardo-veneto, pertanto tutte le preoccupazioni positive e negative al riguardo, dai timori dei famoso magna-magna a quelli di un ko economico, c’erano allora e ci saranno adesso.

Torino invece si è svegliata il giorno dopo con una curiosa apertura verso Milano e Cortina, una mano tesa che è stata prontamente rifiutata, se non altro perché la cittadina piemontese si era defilata in fase di candidatura. Una strana salita sul carro dei vincitori che ha destato qualche imbarazzo e che anche qua rappresenta un peccato visto che le belle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, sarebbero state un bel bagaglio di conoscenza su cui poggiarsi.

Soldi e posti di lavoro

Arriveranno subito la metà dei soldi da Losanna, 1,5 miliardi di euro dei 3 totali che da regolamento olimpico arrivano ai vincitori. Circa 2 miliardi saranno invece i costi stimati.

L’analisi dell’impatto di Milano Cortina 2026 elaborato dall’Università La Sapienza di Roma parla di 22mila posti di lavoro e 5 miliardi di euro di valore aggiunto per l’Italia.

Gli introiti diretti e indiretti legati ai giochi nel periodo 2020/2028 si stima che al termine del periodo portino un PIL cumulato aggiuntivo prodotto dai giochi di circa 2,3 miliardi di euro.

Le unità di lavoro che diventeranno a tempo pieno saranno 5.500, con un picco di più 8.500 unità nel 2026.

La gioia di Sala e Zaia fa da contraltare a chi prevede mega-buchi economici post-organizzativi, aumenti di tasse ed inchieste come quelle sull’Expo 2015 ma che dire, speriamo che l’esperienza sia portatrice di buoni propositi e realizzazioni e che la vigilanza sull’organizzazione prima, durante e dopo, sia degna di un Paese Europeo di quest’epoca.

I giovani

I giovani saranno sicuramente protagonisti dell’occupazione lavorativa ma anche gli atleti porteranno una ventata di freschezza all’Italia.

E lo si è capito già nella presentazione della candidature a Losanna quando Sofia Goggia e Michela Moioli, olimpioniche un anno fa a PyeongChang, hanno portato tutta la loro energia sul palco, persino esibendosi con la ‘dab’.

Se le  due azzurre nel 2026 saranno nel pieno della loro maturità atletiche di trentenne, è bello pensare che un ragazzo che oggi sta sudando sui libri degli esami di terza media o di una maturità, possa sognare di partecipare a queste Olimpiadi tra sette anni.

Per noi che guardiamo invece, appuntamento al 6 febbraio 2026!

di Lorenzo Sigillò

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