Nick Mason, emozioni dai Pink Floyd ad oggi

15 maggio 2019 | commenti: Commenta per primo |

I Saucerful of Secrets di Nick Mason in tour

Si vocifera che Nick Mason, lo storico batterista dei Pink Floyd, abbia messo in cantiere i Saucerful of Secrets dopo aver ‘finito’ il cofanetto dei Pink Floyd “The Early Years 1965-1972”, box che contiene versioni live di molte canzoni che non erano state eseguite dal vivo per tanto tempo e si rese anche conto che c’erano molte altre che non erano state eseguite dal vivo.

Con lo spirito di ricreare le atmosfere dei primi Pink Floyd ecco quindi nascere questa nuova superband con il chitarrista Lee Harris, il bassista Guy Pratt (anche lui ex Pink Floyd), il chitarrista degli Spandau Ballet Gary Kemp e Dom Beken alle tastiere.

In attesa di vederlo in Italia quest’estate (8 luglio Chieti Summer Festival – Arena La Civitella, 14 luglio Ravenna Festival – Pala De André, 16 luglio Rock in Roma – Auditorium Parco della Musica, 17 luglio Perugia – Umbria Jazz, 18 luglio Brescia – Piazza della Loggia) il nostro Massimo Usai ci regala un preview di emozioni, dalla data londinese appena trascorsa.

Nota di Lorenzo Sigillò

Set the controls at the heart of the memory

Alle volte mi sento sfortunato. Mi sento come se la vita non mi avesse dato quello che ha dato agli altri, ma poi ci sono momenti che mi rimettono i piedi per terra e che penso che in fin dei conti ho avuto fortuna fino ad oggi.

Non sono ricco, non ho soldi di fatto. Vado avanti giorno per giorno combattendo nel lavoro come tutti quanti coloro che non sono nati in famiglie nobili o commerciano droga.

Ma nella vita, nel nostro piccolo universo interno, cosa alla fine chiediamo? Forse che certi cerchi si chiudano, che cerchi episodi vadano ad avere un senso un giorno o l’altro.

Sabato sera per me si e’ chiuso un cerchio e mi posso considerare fortunato.

Una storia che si era aperta nel 1973, non ancora teenager, con un gruppo di amici, riusciamo ad infilarci al cinema “Ambra” , il Dopolavoro ferroviario di Alessandria, alla prima di un film di cui tutti parlavano, specie quelli più’ grandi di noi, ma per noi era qualcosa di misterioso.

Il Film era vietato ai minori di 14 anni e non ricordo più’ come riuscimmo ad infilarci tra la folla che prendeva rumorosamente posto al cinema.

Non era un film, era qualcosa per noi inusuale, era un documentario dove della gente parlava in inglese e dei sottotitoli traducevano frasi che per noi non avevano alcun senso.

Anzi, no. Ci facevano ridere. Ridevamo di quello che sentivamo, di quello che vedevamo e della reazione strana del pubblico, che si alzava all’improvviso con sigarette fatte a mano tra le dita (in quegli anni potevi fumare al cinema (!) e vestiva colori sgargianti, zampe di jeans larghissime e le ragazze con collane lunghe, tante collane e gonne a fiori… era tutto irreale.

Devo ammettere, non avevo mai visto nulla di simile.

Ricordo di aver letto qualcosa di simile, ma o non avevo capito oppure avevo cose piu’ interessanti da fare, ad esempio scambiare figurine.

Non ascoltavo musica in modo ossessionante. Non mi piacevano le canzoni mielose della radio, quelle in lingua italiane che parlavano d’amore e di mamme. Ma avevo simpatia per i suoni che arrivano da oltre Alpi. Con gli anni cominciai a capire che parlavano delle stesse cose delle canzoni italiane, ma lo facevano con una classe e uno stile decisamente differente.

Ricordo che prima di entrare in quel cinema, avevo già comprato alcuni dischi.

Il primo LP che comprai si chiamava Tarkus dei Emerson Lake & Palmer. Avevo 11 anni, non ricordo bene se lo comprai più’ per imitazione dei compagni di scuola più grandi o perché realmente mi piacesse.

Ricordo di aver preso pure Foxtrot dei Genesis, ma in mezzo a questi presi anche “Gira che ti rigira amore bello” di Claudio Baglioni perché’ mi piaceva “W l’Inghilterra” e ricordo pure di aver avuto la cassetta originale di “MU” il primo album di Riccardo Cocciante e Concerto Grosso dei New Trolls.

Questi sono gli album che ricordo come i primi, in linea di massima sono stati il mio battesimo come acquirente, ma ero ovviamente un ascoltatore distratto, occasionale, forse piu’ di atteggiamento che per reale passione.

Mi piaceva la musica, ma non ne sapevo molto. Era forse solo un atteggiamento oppure una reazione alle varie Canzonissima e Festival Di San Remo.

Odiavo i Fabrizio De Andre’ o Battisti, che qualche anno dopo invece adorai, ed ancora penso correlato alla reazione a quelle persone a cui piacevano. piu’ che per reale analisi critica. Ero una specie di bastian contrario “musicale”.

Ad ogni modo, tornando alla mia avventura al cinema Ambra di Alessandria, accadde di tutto quella sera ed accadde l’imprevisto.

La gente ballava, mugugnava, seguivano il concerto-documentario seduti per terra. In estasi per uno che toccava i genitali di un cane per ottenere lamenti per accompagnare la sua melanconica chitarra e tante altre diavolerie sonore.

Poi ad un certo punto una scena epocale. Una cosa che mi trasformo’ per sempre. Un sole in controluce, un pazzo furioso, magro, capelli lunghi, che suonava il gong, lo picchiava più’ che lo suonava, lo martoriava, mentre gli altri facevano lo stesso con i loro rispettivi strumenti.

Era una scena pazzesca per me ancora bambino, ma devo confessare che quando mi riguardo il film, quella scena mi colpisce ancora.

Non capivo molto al tempo, in compagnia degli amici di pari età si rideva di tutto, ma quella scena mi colpii internamente ma non volli smettere d’essere pedante, perche’ ero nel gruppo e nel gruppo, a quella eta’, si e’ tutti solidali.

Quando usci però volli sapere di più, quasi di nascosto dagli amici, nei giorni seguenti, volevo capire e non volevo sentirmi “indietro” con alcuni amici leggermente più’ grandi, per cui volli scoprire di più’ di questi ragazzi che suonavano in un Teatro vuoto ed abbandonato a Pompei e non essendoci internet non mi rimaneva che usare il “google” di quel tempo.

In pratica dovevi “chiedere”, fare domande ad amici più’ grandi ed ascoltare. Semplicemente ascoltare, immagazzinare nel personale hard disk che abbiamo sempre avuto (la memoria), ed incrementare la conoscenza.

Considero la visione del Film “Pink Floyd a Pompei” come il “via” reale al mio approfondimento musicale.

Da quel momento volevo conoscere e non solo ascoltare distrattamente. Fino a quel punto avevo fatto come le macchine di “Formula Uno” che fanno il giro di ricognizione prima della bandiera a scacchi che determina il via ufficiale della gara.

Di Baglioni o Cocciante o di cose simili, non comprai più’ nulla ed invece intrapresi un percorso che mi porto’ a diventare un vero appassionato musicale, ed anche un collezionista discretto di dischi e di concerti dal vivo.

Ho visto probabilmente un migliaio di concerti live, ed il fatto che da 20 anni abito a Londra, mi ha favorito non poco a vedere gruppi nuovi ma anche vecchie “colonne” del rock del passato.

La scorsa settimana un caro amico riesce ad avere due biglietti ad invito da Lee Harris, che è colui che sta suonando da due anni in giro per il Mondo con Nick Mason e di fatto è membro ufficiale dei “A Saucerful Of Secrets”, la band che sta riproponendo i primi lavori dei Pink Floyd live in piccole arene e quando Nick Mason, ad un certo punto dello show, si alza e va a sbattere, suonare e maltrattare il Gong che è dietro di lui, capisco che la fortuna ha giocato una bella carta con me.

Mai avrei pensato quel giorno ad Alessandria, nel 1973, che ben 46 anni dopo, mi sarei trovato davanti a quel Gong, in un teatro storico come il Roundhouse a Camden a nord di Londra, vecchio edificio nato con l’intento di cambiare la direzione dei treni sui binari e che ha compiuto i 175 anni da poco.

Visto che negli anni andò in abbandono totale, fu trasformato in spazio culturale nel 1966 e proprio i Pink Floyd, con i Soft Machine, inaugurarono l’arena.

Insomma, tante combinazioni, tanti punti che si chiudono. Ho avuto quasi le lacrime dall’emozione mentre Manson suonava il Gong e la prima cosa che ho pensato tornando a casa in metropolitana, e’ stata proprio quello di mettere in parole questa mia personale esperienza.

Sperando di non avervi annoiato ma casomai aver stimolato i vostri primi ricordi di appassionati musicali.

foto © e testo di Massimo Usai

www.massimousai.co.uk

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