Il “Nuovo Lavoro” è un’opportunità per le donne

29 gennaio 2021 | commenti: Commenta per primo |
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Pandemia Covid: il “nuovo lavoro” è un’opportunità per le donne, vediamo come e perchè

Quando la pandemia ha colpito di sorpresa il Pianeta all’inizio dello scorso anno, la conseguente quarantena ha costretto la maggior parte delle aziende pubbliche e private, a mandare a casa i propri dipendenti.

Le misure avrebbero dovuto essere temporanee. Così chiunque pensava che fossero.

“Qualche settimana, forse un mese, non più di due.”

In molti casi siamo arrivati all’anno intero in restrizione “pandemica”.

È poi successa una cosa che ha (parzialmente…) sorpreso tutti: il lavoro a distanza funziona davvero.

In effetti, ha funzionato così bene che quasi tre quarti dei CFO prevedono che almeno alcuni dei loro lavoratori si trasferiranno in posizioni remote permanenti.

E non è l’unico cambiamento che rimarrà impresso nella nostra società.

C’è stato nell’ultimo anno un chiaro movimento verso l’innovazione e la modernizzazione del modo in cui avviene il lavoro.

Nelle aziende specializzate sui servizi di marketing, per esempio, è oramai la nuova norma.

Questo genere di aziende sta assumendo più persone di come faceva prima della pandemia e il fatto che le assunzioni avvengano quasi tutte via intervista online e il lavoro è remoto così estremamente, che moltissimi stanno lavorando con compagnie da sei mesi ed anche più, e non sono mai stati un solo giorno nella sede della propria compagnia o stretto la mano al responsabile del personale che li ha assunti.

In questo modo, le aziende stanno raggiungendo fasce di mercato di lavoratori che non avevano mai immaginato prima e stanno attirando autentici talenti del settore che per mille motivi (logistici, prima di tutto) non riuscivano ad avvicinare prima.

Questi cambiamenti per i lavoratori in alcuni lavori e settori, per molti dipendenti con sede in ufficio, i turni post-coronavirus sono senza dubbio un miglioramento delle condizioni lavorative e lo sono in particolare per le donne. Ecco perché.

Il lavoro a distanza è tra di noi e bisogna prenderne atto, inoltre può rendere le aziende più produttive

Amministratori delegati o Dirigenti di Imprese, così come molti leader aziendali sono d’accordo su una cosa: il lavoro si è spostato verso l’avere più dipendenti remoti e questa è la “nuova norma” da cui non si tornerà indietro una volta che la pandemia sarà dominata.

Questo cambiamento sara’ una grande spinta per le donne nel mondo del lavoro.

Infatti, quasi due terzi delle lavoratrici affermano che il lavoro a distanza è sempre stato uno dei loro vantaggi professionali più desiderati.

Su una rivista specializzata avevo letto nel 2019, che il 40% delle donne non era in grado di lavorare da casa perché le loro Aziende non lo permettevano.

Le donne che non vivono a distanza di pendolarità dai loro uffici e quelle che hanno problemi di salute o una famiglia da tirare avanti nello stesso istante, in pratica qualsiasi problema che rende difficile per loro andare sul posto di lavoro possono solo beneficiare ora della possibilità di lavorare da un “ufficio a remoto”.

Queste donne, come conseguenze di tutti i problemi elencati sopra, sono state tutte emarginate dal paradigma del lavoro tradizionale.

Ma ora, quello che vediamo chiaramente è che possono essere incluse e possono partecipare in modo significativo alla catena produttiva.

Gli orari flessibili diventeranno più comuni

Storicamente, i dipendenti che chiedevano flessibilità rischiavano di essere portati fuori dalla corsia preferenziale, in pratica emarginati e non considerati per la carriera.

Ciò ha messo in difficoltà le persone con responsabilità maggiori nella vita familiare, il più delle volte donne.

Uno dei maggiori vincoli per le donne è che spesso devono lasciare l’ufficio in un determinato momento, ad esempio per andare a prendere bambini a scuola o per portarli dal pediatra.

Quindi è innegabile che il potenziale impatto del COVID-19 possa essere la chiave e il grimaldello sulla parità di genere nel mondo del lavoro.

Nell’ultimo anno, le aziende hanno scoperto che il tempo legato all’ufficio non era così importante come si pensava.

Le nuove tecnologie che sono state a lungo ignorate, come le videoconferenze, hanno finalmente scoperto che aiutano.

Le persone utilizzano sempre più la tecnologia che hanno sempre avuto a portata di mano e l’hanno usata fino ad oggi per motivi futili e banali.

La cultura d’ufficio può diventare più umana

Che si tratti di bambini che si presentano “a sorpresa” nelle riunioni Zoom o che i genitori non siano disponibili in determinati momenti, ha portato davanti a tutti la realtà della vita normale della gente, in pratica è stata finalmente fatta “normalità”, la banalità evidente che la maggior parte dei dipendenti ha obblighi personali, tra la chiusura di scuole, asili nido e campi estivi da organizzare.

È cosa nota, che specie nelle donne, ci si tratteneva di parlare di “impegni personali “che interferivano con il lavoro e una possibile carriera, ed anche una gravidanza, doveva essere ben studiata e programmata, se si voleva anche fare carriera o tenere il lavoro che si aveva.

Oppure sacrificarsi nella famiglia, rinunciando a un lavoro e soddisfazioni personali, per via delle difficoltà che il lavoro avrebbe creato nell’equilibrio familiare.

Ma nel mezzo all’incertezza del Coronavirus, i leader aziendali che hanno mostrando il loro lato umano stanno guadagnando la fiducia, la credibilità e la lealtà dei loro dipendenti, e conseguentemente hanno una miglior redditività lavorativa.

Segnali di speranza

Ora, non è che le norme di genere e le gerarchie sociali, come quelle perpetuate nei luoghi di lavoro per decenni e secoli, siano destinate a sparire in un secondo, perché questa cultura gerarchica sono appiccicose e si sono auto-rinforzante negli anni e sono davvero difficili da rompere tra la gerarchia di sesso maschile. Una specie di auto difesa.

Tuttavia, ci sono validi motivi e segnali nello sperare in un posto di lavoro più amichevole e favorevole per le donne e le persone emarginate da problemi logistici ed economici dal grande mercato.

Ora che andiamo verso una vaccinazione di massa bisogna vedere se l’effetto collaterale del COVID-19, è queste idee che abbiamo avuto e letto in ogni giornale al Mondo recentemente, su come dovrebbe cambiare il lavoro, è legata a come Leader Aziendali e Sindacalisti (spesso “uomini”) si comporteranno e opereranno e non gettino invece fuori dalla finestra la grande occasione che il Virus ci ha portato, per pura mera auto conservazione e paura di cambiare la propria situazione personale.

La risposta arriverà molto prima di come molti pensano e sarà la sfida più’ grande dei prossimi dodici mesi.

testo e foto di Massimo Usai (massimousai.com)

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