Obiettivo da raggiungere. La bacchetta magica siamo noi

16 maggio 2018 | commenti: Commenta per primo |

Vi piacerebbe ottenere più facilmente quel che desiderate?

Obiettivo da raggiungere. Il semplice esercizio che vi propongo si può trasformare nella vostra bacchetta magica se lo mettete in pratica.

Tutto sta a capire come definire bene gli obiettivi che vogliamo raggiungere e ad agire di conseguenza. Semplice, no?

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Pronti? Allora, regalatevi un quarto d’ora tutto per voi e, se potete, provate a rispondere per iscritto a queste domande.

  • Cosa vorreste fare o cambiare nella vostra vita?
  • Il vostro obiettivo esprime la voglia di allontanarsi da qualcosa di negativo, come: “voglio smettere di fumare”? Oppure di avvicinarsi a qualcosa che piace, come “voglio avere più fiato quando faccio sport”? Pensateci bene…
  • In una scala da 1 a 10, quanto sarete contenti quando il vostro obiettivo si sarà avverato?
  • L’obiettivo è concreto, misurabile e tempificato? Esempio, “voglio stare meglio” è un obiettivo vago, mentre “voglio che il mio colesterolo torni sotto i 200 in tre mesi” è specifico, misurabile e tempificato. Com’è il vostro obiettivo?
  • Quanto è realizzabile?
  • La riuscita dipende tutta da voi oppure no? In altri termini, potete raggiungere da soli ciò che volete oppure deve intervenire qualcosa che voi non controllate direttamente ? Un’altra persona, una vincita al Lotto…
  • Come vi accorgerete che lo avete raggiunto? Cosa deve succedere dentro o fuori di voi perché possiate dire “ce l’ho fatta”?
  • E adesso immaginate che ci siate riusciti. Quello che volevate si è avverato. A cosa avete dovuto rinunciare? Ne è valsa la pena?

Se la contentezza al pensiero di raggiungere il vostro obiettivo è al di sotto dell’8, se non del 9, lasciate perdere. Un obiettivo da raggiungere deve essere prima di tutto motivante. Chi parte tiepido fatica ad andare lontano.

Inoltre l’ obiettivo da raggiungere va espresso in modo positivo, per spiegare ciò che voglio cominciare a fare, non ciò che voglio smettere di fare.

Deve anche essere specifico, se possibile misurabile, e poi tempificato e realizzabile, perché il nostro cervello ha bisogno di chiarezza e concretezza per attivarsi e per capire se e quando l’obiettivo viene raggiunto. Un obiettivo ambizioso è stimolante, ma se travalica troppo le capacità della persona induce alla rinuncia. Il nostro organismo partecipa volentieri a sfide che ritiene possibile vincere.

Quindi, basta con gli obiettivi che non possiamo raggiungere o che richiedono l’intervento di fattori esterni. Tutte scuse per non cambiare nulla! Un obiettivo ben formulato è sempre sotto il nostro diretto controllo, cioè raggiungibile con le nostre risorse personali. Un atleta può migliorare la performance, ma non può porsi come obiettivo ben formulato la vittoria. Perché non dipende soltanto da lui. L’atleta ci deve credere, deve aspirare a vincere. Senza quel sogno, faticherebbe a raggiungere il suo obiettivo di miglioramento, a sopportare i sacrifici che comporta. Sogniamo, dunque, desideriamo, ma subito dopo facciamoci una domanda: “qual è il primo passo che devo fare perché il mio sogno si possa avverare?” . E farlo!

Un’ultima cosa da capire è se l’obiettivo è ecologico, cioè se il suo raggiungimento può minacciare l’equilibrio complessivo della nostra vita. Siete sicuri di voler cambiare lavoro, rinunciando alla libertà di cui godete ora, alla vicinanza a casa, al bel rapporto con i colleghi di adesso per trecento euro in più al mese? Domande che è opportuno farsi prima, per evitare di piangere sul latte versato.

E ora vi lascio alla vostra bacchetta magica. Esercitatevi e, se funziona, fatemelo sapere!

Sibling – siblingcoach@gmail.com

 

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