Occupazione di immobile

4 marzo 2020 | commenti: Commenta per primo |

Cosa fare quando terzi occupano il nostro immobile?

Salve a tutti e ben ritrovati. Anche per questo anno le domanda che porgete al nostro sportello sono davvero innumerevoli, molte delle quali incentrate sulle problematiche relative alle proprietà immobiliari e alla necessità di tutelare le predette ogni qual volta veniamo lesi nell’esercitare legittimamente il nostro diritto.

A volte, difatti, può verificarsi la malaugurata ipotesi che qualcuno decida di impossessarsi senza la nostra volontà, ovvero, acquisendo da noi in buona fede le chiavi di accesso con la promessa poi di “regolarizzare” la situazione, di un immobile che tenevamo momentaneamente libero. Ovvero, ipotesi non rara, di acquistare un immobile con smisurati sacrifici per poi scoprire come lo stesso risulti essere occupato sine titulo da soggetti estranei.

Tale tipologia di occupazione si configura ogni qualvolta il soggetto si trovi a stare dentro l’immobile senza alcun tipo di contratto (comodato, locazione etc…) né consenso da parte del proprietario. La tutela di certo è giudiziaria, dovendo, il soggetto leso, necessariamente adire il Tribunale del luogo ove si trova l’immobile al fine di ottenere un provvedimento specifico che ordini il rilascio del bene e la reintegra nel possesso dell’immobile in favore del proprietario medesimo.

Le possibili azioni da esercitare sono due:

1) atto di citazione che va ad incardinare una procedura ordinaria con i tempi del caso di fatto dilatati, ovvero;

2) un ricorso più breve “ex art 702 bis c.p.c.” che solitamente il legale affronta quando il cliente si trovi nella possibilità di consegnare tutta la documentazione idonea per richiedere l’accoglimento delle proprie doglianze, senza dover richiedere al Giudice mezzi istruttori complessi. In tale caso potrebbe doversi prevedere la rinuncia al risarcimento del danno e, dunque, all’indennità di occupazione (che la parte lesa si riserverà a quel punto di chiedere con separato autonomo giudizio) proprio al fine di non aggravare il predetto celere procedimento.

Doveroso evidenziare come, in tema di occupazione sine titolo di un cespite immobiliare altrui, ovvero in caso di ritardato rilascio, il danno subito dal proprietario è da ritenersi “automatico” discendendo direttamente dalla perdita della disponibilità del bene e dall’impossibilità di conseguire l’utilità ricavabile dal bene medesimo in relazione alla natura normalmente fruttifera dello stesso.

Quanto alla determinazione del danno risarcibile esso può essere operata direttamente dal Giudice in virtù di elementi presuntivi semplici con riguardo al valore locativo, anche tenuto conto dell’ubicazione dell’immobile, delle sue dimensioni e delle pertinenze eventuali.

Come evidenziato da una recente sentenza della Corte di Cassazione, il danno per il proprietario usurpato è da ricollegandosi al semplice fatto della perdita della disponibilità del bene da parte del proprietario ed alla impossibilità per costui di conseguire l’utilità anche solo potenzialmente ricavabile dal bene medesimo in relazione alla natura normalmente fruttifera di esso.

Dunque non solo il proprietario ad oggi possiede diversi strumenti a tutela del suo diritto di proprietà leso ma, altresì, potrà vedersi garantire il riconoscimento di un risarcimento del danno per il solo fatto di aver perduto la disponibilità del bene stesso.

Avv. Federica Lorenzetti

 

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