Oscar 2018. La 90° edizione in tinta rosa

7 marzo 2018 | commenti: Commenta per primo |

La 90esima edizione degli Academy Awards, alias gli Oscars, si è tinta di rosa.

Oscar 2018. Le donne sono state le vere protagoniste, a pochi giorni dalla loro festa. Tema principale è stata la difesa per le donne contro le molestie ed è stato toccato più volte l’argomento Weinstein.

Per celebrare questo è stato bandito il colore nero nei loro vestiti, sempre molto usato e apprezzato negli anni precedenti. Il red carpet, di conseguenza, è stato un trionfo di colori: pastello, metallici, sgargianti, tenui fino ad arrivare all’immancabile ed etereo bianco.

Vediamone alcuni

Il blu è stata la scelta di due splendide attrici Hollywoodiane. La magnifica e svolazzante Jennifer Garner, nel suo morbido Versace con strascico, che ha valorizzato la sua figura e messo in luce delle belle braccia muscolose. L’eterea Nicole Kidman, in uno splendido e lucido Armani Prive, con un vistoso, e rigido, fiocco all’altezza dei fianchi, che la faceva camminare a braccia larghe. Solo la sua magrezza poteva sfoggiarlo senza apparire un’enorme brocca con i manici.

 

Il rosa shocking, di Michael Kors, è stato scelto da un’irriconoscibile Viola Davis. Che fine ha fatto la donna di classe in rosso dello scorso anno? Un vestito aderente, scollato, glitterato che le dava un che di goffo e fuori luogo, il tutto unito ad una capigliatura leonina. Se posso accettare la pettinatura, non riesco a farmi andare giù quel vestito e la sua camminata zoppicante ad inizio serata. Ha consegnato il premio al miglior attore non protagonista Sam Rockwell per il suo ruolo in Tre manifesti a Ebbing, Missouri.

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Visto che siamo in tema “Ma come ti vesti?”

Non posso non nominare Salma Hayek. La caliente attrice messicana ha indossato un Gucci glicine. Ricordava molto l’abat-jour impolverata della nonna ottantenne di Barbie.

Darei, invece, una sufficienza scarsa a Sandra Bullock. Il suo abito, firmato Louis Vuitton, sembrava creato con la foglia oro che usava Giovanni Muciaccia di Art Attack. Ma il suo portamento elegante le ha dato un plus.

Sempre in tema foglia oro era Jennifer Lawrence, con i capelli sciolti e selvaggi, in uno scintillante Dior che ricordava un po’ un’armatura. Anche la pettinatura, nonostante lei sia bellissima e le stesse benissimo, risultava poco elegante. Il suo portamento, tra l’altro, non aiutava: è stata colta anche mentre scavalcava le poltrone con un bicchiere di vino in mano.

Lo scettro d’oro doc mi sento di darlo alla splendida Lupita Nyongo con un Versace monospalla, incluso spacco. Magari avrei evitato la fascia laterale da Miss Kenya.

Ho amato Mira Sorvino in viola e, naturalmente, non si può ignorare una divina Margot Robbie nel bianchissimo ed elegantissimo Chanel, candidata come miglior attrice protagonista per il film Tonya.

Chiudo il paragrafo red carpet con la strepitosa Whoopi Golberg, non la si può tacere. Con delle treccine centrali e rasata ai lati, occhiali neri, tatuaggio sulla spalla in bella vista è comparsa sul red carpet avvolta in un Christian Siriano. L’effetto che le sia scoppiato un astuccio pieno di pastelli addosso è stato immediato. Fortunatamente il vestito era abbastanza lungo da coprire i suoi stivaletti slacciati.

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L’evento

Jimmy Kimmel è stato il presentatore, per il secondo anno di seguito. Si è augurato da subito che quest’anno non ci fosse un finale a sorpresa come lo scorso. (Per chi non lo ricorda o non lo sa, lo scorso anno è stato premiato il film sbagliato). Come di consueto i primi minuti è previsto il monologo del presentatore.

Ha nominato il candidato più giovane, come miglior attore protagonista per il film Chiamami col mio nome, Timothee Chalamat. Poi il candidato più anziano Christofer Plummer con i suoi 88 anni, per la categoria di miglior attore non protagonista per il film I soldi del mondo. E come ogni presentatore, degli ultimi anni, ha preso di mira Meryl Streep che ormai ha il posto in prima fila fisso.

Ogni notte degli Oscars la Streep è lì in prima linea con una candidatura, ormai non ci farà neanche più caso lei.

Io me la immagino a casa, quando sono lì ad annunciare le candidature, che spolvera i suoi 3 Oscars già vinti sul caminetto. Lei che fa la lista della spesa e il marito che dopo un po’ arriva e le dice “Anche quest’anno tocca acchittarci per andare al Dolby Theatre, ma una volta guardarli a casa, no?”

Io sarei curiosa di vedere come entrino in crisi i giudici dell’Academy quando devono scegliere le candidature negli anni in cui Meryl non ha recitato in qualche film.

Per inciso, non ha vinto neanche quest’anno. Alla 21esima candidatura, continua a battere il suo stesso record ogni anno. Io mi chiedo ma quando le facciamo vincere questo quarto Oscar, così da detenere il record e la facciamo finita? Vogliamo per caso continuare a candidarla ogni anno? Capiamola anche questa donna, è vero che sarà un’enorme soddisfazione per lei, ma ha anche perso in 18 edizioni, non deve essere bello.

Chiusa la parentesi Streep, veniamo ai film.

Quest’anno i premi si sono diluiti molto, non vi è stato un film che ha fatto incetta.

La forma dell’acqua, una romanticissima storia d’amore tra una donna muta, splendidamente interpretata da Sally Hawkins. Candidata anche come miglior attrice protagonista, ha vinto 4 Oscars: Miglior film, miglior regia, Migliore colonna sonora e miglior scenografia.

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Tra i candidati come miglior regia vi era, per la prima volta, una donna Greta Gerwig per il film Lady Bird.

La statuina come miglior attore protagonista se l’è aggiudicata Gary Oldman, per il suo ruolo di Churchil in L’ora più buia. Oldman ha ringraziato Churchill e la mamma che lo stava guardando da casa, sottolineando che è più grande degli Oscars. Il film ha avuto anche il premio per il miglior trucco e acconciatura.

Miglior attrice protagonista è stata Frances McDorman per il ruolo in Tre manifesti a Ebbing, Missouri.  Un’inusuale Frances agitata, emozionata e commossa, quando generalmente è sempre controllata. Ha ringraziato tutti e infine ha dedicato il suo premio a tutte le donne nominate, considerandosi onorata di essere lì. Ha chiesto a tutte di alzarsi in piedi, dichiarando che ognuna di loro ha una splendida storia da raccontare.

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Tra le migliori attrice non protagoniste va menzionata Mary J. Blige che per la prima volta nella storia degli Oscars aveva anche una seconda candidatura per la miglior canzone. A vincere il premio è stata Allison Janney per il suo ruolo in Tonya. Arrivata sul palco ha detto, scherzando, di aver fatto tutto da sola e di non dover ringraziare nessuno.

Anche un titolo italiano

Tra i candidati di quest’anno vi era anche un film nostrano: Chiamami col mio nome della regia di Luca Guadagnino. Aveva 4 candidature ed è riuscito a portare a casa una statuina come miglior sceneggiatura non originale, l’89enne James Ivory ha ritirato il premio.

Il film di animazione Coco, che ha commosso il mondo intero, ha portato a casa due statuine per il miglior film di animazione e miglior canzone di Kirsten Anderson-Lopez e Robert Lopez, già vincitori per Frozen.

In ogni edizione vi è sempre un momento che verrà ricordato nel corso degli anni, come il selfie di Elle Degeneres. In questa 90esima edizione Jimmy Kimmel, asserendo che il cinema esiste grazie agli spettatori, ha deciso con alcuni attori di intrufolarsi in un cinema vicino per offrire snack vari agli ospiti. Inutile dire che nel cinema si è scatenato un momento di esaltazione, che ha raggiunto l’apice quando Kimmel ha chiamato uno spettatore per annunciare i successivi presenter.

Alcune info interessanti

Daniel Day Lewis, per l’ennesima volta, ha annunciato di voler lasciare le scene, candidato come miglior attore protagonista per il suo ruolo in Il filo nascosto. Al momento detiene il record con 3 statuine per questa categoria, avrebbe potuto battere il suo stesso record.

Rita Moreno, vincitrice dell’Oscar come miglior attrice non protagonista nel ’62 per il film West Side Story è apparsa sul palco con lo stesso vestito che indossava allora. Avrà pensato: piuttosto che prendere un altro vestito che non indosserò mai, tanto vale usare quello della scorsa volta.

Per la prima volta tra i candidati come Miglior fotografia vi era anche una donna, Rachel Morrison per Mudbound.

Riflessione post notte degli Oscar: Se ottieni una standing ovation e non hai vinto il premio vuol dire o che sei morto o che non ci sei poi così lontano.

Miglior sceneggiatura originale è andata a Jordan Peele per Get Out.

Miglior film straniero è il film cileno Una donna fantastica.

Roger A. Deakins di Blade Runner 2049 si è aggiudicato il premio per la Miglior fotografia. Presentato da una simpatica Sandra Bullock che ha richiesto di abbassare luci per sembrare 35enne. Lo stesso film ha vinto anche l’Oscar per i migliori effetti speciali.

Miglior montaggio, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro sono andati al film Dunkirk.

L’Oscar per i migliori costumi se l’è aggiudicato Mark Bridges per il film Il filo nascosto.

Miglior documentario è Icarus di Bryan Fogel.

Miglior cortometraggio documentario è Heaven is a Traffic Jam on the 405 di Frank Stiefel.

Miglior cortometraggio è The Silent Child di Chris Overton e Rachel Shenton.

Miglior cortometraggio d’animazione è Dear Basketball.

 

di Valentina Mele

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