Oscars 2019

25 febbraio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Si è conclusa da poco la 91esima edizione degli Academy Awards, meglio conosciuta come la notte degli Oscars.

É stata un’edizione all’insegna del nuovo, a partire dalla clamorosa assenza di un conduttore, situazione che non avveniva da 30 anni.

Questa decisione è stata presa nel momento in cui sono stati trovati sull’account Twitter del presentatore prescelto delle frasi omofone datate 2009. Kevin Hart si è scusato pubblicamente e ha chiarito che, nel corso degli anni, ha assolutamente cambiato modo di pensare e nonostante abbia avuto appoggio dalla comunità Lgbt e dall’Academy stessa si è sentito in dovere di rinunciare.

A questo punto l’Academy, dopo aver ricevuto un rifiuto anche da The Rock, ha preso la decisione di far scivolare la serata con il susseguirsi di ospiti d’eccezione. Forse non è stata proprio un’idea geniale perché la serata è apparsa un po’ noiosa e slegata.

Un’altra novità sorprendente è la clamorosa assenza di Meryl Streep… neanche una misera nomination quest’anno? Come si fa a registrare la notte degli Oscars senza la Streep seduta in prima fila? Probabilmente si sarà presa un anno sabbatico. Io l’ho immaginata comodamente sdraiata sul suo divano, in ciabatte e pigiama a guardare le serata con le sue 3 statuine al seguito. (Per chi non lo sapesse Meryl Streep ha ricevuto 21 candidature agli Oscars e ne detiene il record).

Torniamo a noi. La serata degli Oscars 2019

L’edizione di quest’anno è stata all’insegna dell’immigrazione, ebbene sì, a quanto pare l’America vive una situazione simile alla nostra e quindi, con buona pace di Trump, tutta la serata è stata un continuo messaggio di apertura agli immigrati e soprattutto ai Messicani. Laddove la parola “apertura” va presa in maniera letterale, niente muri.

Tra le maggiori candidature, compresa Miglior Film compare un Messicanissimo “Roma” che ha vinto come Miglior film straniero, portando per la prima volta la statuina dorata in Messico e che sia avvenuto proprio adesso è significativo. Il regista è Alfonso Cuaron che invece si è portato a casa il premio come Miglior Regia. Tra i miglior film spicca anche Black Panther che sicuramente non merita la vittoria ma ha l’appoggio di Obama, in quanto film con protagonista un supereroe afroamericano.

La cerimonia si è aperta con una splendida performance dei Queen con Adam Lambert come frontman, il pubblico di stelle ne era estasiato.

Come ogni edizione che si rispetti c’è una grande sconfitta che vede scivolare la statuina dalle sue mani e si vede avvicinare sempre di più nel mondo di Leonardo Di Caprio… apro una parentesi ( l’edizione con più attesa ansiosa e snervante rimarrà sempre l’ 88esima dove Leo ha finalmente spezzato la maledizione e conquistato la statuina. Un’edizione trepidante come quella non ci sarà a breve).

Comunque sia la grande sconfitta quest’anno è stata Glenn Close, che a differenza di Leo, è probabile che la statuina non la vincerà mai. All’età di 71 anni, 72 il prossimo mese, con 7 nomination alle spalle, si è vista soffiare l’Oscar come Miglior attrice protagonista da una Olivia Colman sorpresa, che sembrava non aspettarselo affatto e nonostante il film che l’ha vista protagonista quest’anno si intitoli “La Favorita”, lei non lo era.

La favorita era la Close che dopo aver vinto il Golden Globe si aspettava l’altro premio Golden, infatti per non sbagliare si era anche vestita in total oro, con la speranza di avere un effetto calamita? Fatto sta che se ne ritorna a casa a mani vuote e per non farsi mancare nulla si ritrova anche la vincitrice, sua grandissima fan, che si scusa pubblicamente di averlo preso al suo posto. E Niente, cara Glenn, anche quest’anno si vince il prossimo… o almeno ci si prova. Chi sforna un bel filmone stile “Revenant” che la faccia vincere?

Il Miglior attore protagonista, assolutamente meritato, va a Rami Malek con la sua fantastica e rischiosissima interpretazione di Freddie Mercury in “Bohemian Rapsody”.

Il ragazzo è di origini egiziane… vi ricorda qualcosa? Salvini, ci senti? Constatiamo che per la prima volta battiamo sul tempo gli americani: noi il vincitore mezzo egiziano l’abbiamo premiato quasi un mese fa.

Rami, visibilmente emozionato, dopo aver baciato più volte una splendente Lucy Boyton anch’essa attrice nel film, ritira il suo premio dichiarando “Abbiamo fatto un film su un omosessuale, immigrato che ha vissuto impudentemente, e il fatto che stasera stiamo festeggiando lui e la sua vita è la prova che abbiamo bisogno di queste storie”. Ha vinto un attore figlio di immigrati che ha interpretato un immigrato omosessuale, più integrazione di così! Salvini, tappati le orecchie.

Continuando con la serie minoranze alla ribalta, i premi come MIglior attore non protagonista e Miglior attrice non protagonista vanno a due fantastici attori afroamericani: Mahershala Ali e Regina King. Il primo è alla seconda vittoria raggiungendo così Denzel Washington.

Su questa scia si aggiudica anche il primo Oscar Spike Lee come Miglior sceneggiatura non originale con BlacKkKlansman, dopo 5 nomination.

Diciamoci la verità, il momento topico, il momento che ha reso seriamente interessante e degna di essere vista l’intera serata è stata la performance di Lady Gaga con Bradley Cooper. Una coppia così magica e praticamente perfetta che ha fatto tremare le gambe all’ex futuro marito della Gaga, che ha deciso di annullare il matrimonio dopo aver visto il film, si presume.

Verso la fine della serata una splendida Lady Gaga in nero, che fortunatamente ha cambiato il vestito con cui era comparsa sul red carpet, è salita sul palco, senza presentazione, mano nella mano con Bradley, che già solo questo avrebbe fatto tremare le gambe a una qualsiasi donna, ma non ovviamente lei. Hanno cantato “Shallow” con un’eleganza, serenità e profondo amore da far sciogliere il cuore più duro che esista. Ci si aspettava quasi un bacio finale. L’unico motivo per cui la compagna di Bradley Cooper non si è scomposta e ha abbracciato con passione Lady Gaga alla fine della performance, è solo perché lei è Irina Shayk e se sei Irina Shayk la gelosia non sai neanche cosa sia.

Inutile dire che il premio come Miglior Canzone è andato a Lady Gaga, niente matrimonio, niente marito, niente Bradley nella vita vera ma almeno ha un Oscar.

Alle 5 e mezza passate una splendida Julia Roberts in rosa premia come Miglior film Green Book, un po’ a sorpresa. Per la prima volta a vincere è un film che segue il filone della commedia, con un regista che vede in carriera film come “Tutti pazzi per Mary”.

“Green book” è un film che tratta dell’integrazione, quasi scontato, con un eccelso Viggo Mortesen, candidato, che fa da autista ad un famoso pianista afroamericano, Mahershala Ali, nel 1962. Il solo fatto che il bianco sia dipendente e porti in giro l’elegante e ricco nero seduto dietro crea scalpore; in più lo scopo del giro è quello di recarsi in tutti gli alberghi e locali in cui in quel periodo i neri erano accettati, seguendo il Green Book, guida dell’epoca. Qui si innesta il paradosso, il pianista ricco e famoso non può soggiornare negli alberghi più lussuosi, ma può farlo il suo autista spiantato.

Anche qui il messaggio di apertura verso gli immigrati, gli stranieri e le minoranza in generale è forte.

La 91esima edizione, probabilmente con più vincitori afroamericani è scivolata via, un po’ lentamente, e ha veicolato il suo messaggio di amore e di abbattere i muri che ci separano dall’altro. (E anche qui la parola “muri” non è metaforica).

Altri premi Oscars 2019

Miglior sceneggiatura originale: Green Book, Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly

Miglior Film di animazione: Spiderman- un nuovo universo ( anche qui c’è uno Spider Nuovo, con origine afroamericane).

Miglior Fotografia: Alfonso Cuaron – Roma.

Miglior Scenografia: Hannah Beachler e Jay HartBlack Panther

Miglior Montaggio: John OttmanBohemian Rhapsody

Miglior Colonna Sonora: Ludwig GöranssonBlack Panther

Migliori effetti speciali: Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J. D. SchwalmFirst Man – Il primo uomo (First Man)

Miglior Sonoro: Paul Massey, Tim Cavagin e John CasaliBohemian Rhapsody

Miglior montaggio Sonoro: John Warhurst e Nina HartstoneBohemian Rhapsody

Migliori costumi: Ruth CarterBlack Panther, la prima donna afroamericano ha vincere questo premio.

Miglior Trucco e acconciatura: Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia DeHaneyVice – L’uomo nell’ombra (Vice)

Miglior documentario Free Solo, regia di Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi

Miglior cortometraggio documentario: Period. End of Sentence., regia di Rayka Zehtabchi, un documentario sulle mestruazioni in India.

Miglior cortometraggio: Skin, regia di Guy Nattiv

Miglior cortometraggio di animazione: Bao, regia di Domee Shi

 

di Valentina Mele

La immagini sono state scaricate da Internet, fonte ABC e Getty Images

 

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