Ostia Clean-up. L’intervista

15 maggio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Un mondo più pulito con i ragazzi di Ostia Clean-Up

Si presentano così sulla loro pagina social:

Siamo un gruppo di ragazzi nati e cresciuti a Ostia. Siamo persone a cui piace il mare, d’inverno molto più che d’estate. Purtroppo le nostre spiagge vengono pulite quotidianamente soltanto durante la stagione estiva: da inizio Maggio a fine Settembre. Il resto dell’anno sono una discarica di bottiglie di birra, cartacce e montagne di plastica gettate a riva dalle onde e dai passanti.

Abbiamo deciso di fare qualcosa per cambiare questa situazione. Abbiamo deciso di smettere di lamentarci e accusare chi non adempie al proprio dovere, di rimboccarci le maniche e di regalare un aspetto dignitoso a ciò che a Ostia abbiamo di più caro e a ciò che più ci caratterizza: le nostre spiagge e il nostro mare. Quando ne avremo l’occasione, ci prenderemo cura anche dei parchi pubblici e della pineta.

Non chiediamo nulla in cambio, se non un aiuto da chi ha a cuore lo stesso problema. Insieme possiamo fare di più. L’importante è agire, ora.

 

Sono partiti in tre circa un mese e mezzo fa ed oggi contano più 1400 followers su Facebook e decine di persone che ogni settimana partecipano agli eventi di pulizia che promuovono, dalle spiagge ai parchi cittadini.

Ci incontriamo nello spazio di Ostia Coworking in Via Claudio 44,

luogo adibito per riunioni e ufficio per chi necessita di uno spazio temporaneo per il proprio lavoro.

Alessio fa l’infermiere, Bruno si sta laurendo in ingegneria meccanica e lavora come riparatore di computer, Giordano studia in Svezia disastri ambientali.

Amici da sempre.

Alessio come è cominciata questa avventura?

A ottobre dello scorso anno ho pensato di contattare Giordano per proporgli di fare qualcosa contro l’inquinamento delle nostre spiagge, perchè siamo di Ostia e viviamo il mare tutto l’anno e questo problema lo sento molto.

Ci accordiamo per cominciare acquistando del materiale di raccolta su Amazon decidendo di riprodurre un modello di raccolta che lui aveva sperimentato all’estero.

 

All’estero dove, Giordano?

Sono spesso fuori. Da un anno studio in Svezia e per un periodo ho fatto un tirocinio in Indonesia per la tesi. E’ proprio qui che con l’organizzazione per la quale lavoravo, un centro di ricerca per gli tsunami, facevamo delle giornate di raccolta sulla spiaggia dove la situazione inquinamento è veramente imbarazzante. Ci organizzavamo il sabato mattina coinvolgendo molte persone del luogo raggiungendo anche le 200 unità e raccogliendo migliaia di chili di rifiuti che venivano portati via da camion. Stavo in una cittadina a Nord di Sumatra, dove non c’è turismo. I rifiuti sono prodotti esclusivamente locali causati da un sistema di smaltimento che non funziona. Lì il problema è culturale.

 

La prima uscita di pulizia a ostia fatta da Giordano crea un certo consenso tramite i social, molti like e molti commenti. Si aggiunge a loro anche Bruno e con sempre più seguaci aprono la pagina di facebook Ostia Clean-Up che gli permette oggi di gestire gli eventi.

 

Bruno, con Giordano, sei tra gli ideatori del nome?

Si una sera ci siamo sentiti al telefono e abbiamo deciso che era il momento per essere presenti sui social. Abbiamo cercato ed è uscito Ostia Clean-Up che non è molto originale come nome, ma avevamo fretta. Il mezzo dei social è potente se ci sono dietro i contenuti e lo si sa sfruttare bene.

Oggi i followers della pagina sono 1400. Da una parte è stato facile perchè in un luogo come Ostia ci conosciamo tutti e se fai qualcosa la voce gira in breve tempo. E poi è un quartiere che ha un orgoglio altissimo e nel momento in cui presenti una tematica che è emergente a livello globale, che sta a cuore a tante persone e che la coinvolge in quanto realtà locale, ricevi tanto supporto perchè la gente si riconosce in quello che fai.

 

Chi sono le persone che vi seguono?

Principalmente giovani, nostri coetanei, che ci seguono maggiormente sui social, dai 18 ai 30 anni, ma sono anche capitate famiglie con bambini. Durante gli eventi come quello che abbiamo fatto al Pontile, in una zona molto centrale, molti ci hanno fermato per chiedere chi eravamo e cosa stavamo facendo.

 

Come vi fate riconsocere?

Abbiamo fatto delle magliette grazie ad un’associazione che ci ha dato una mano. Sono diverse le associazioni che ci stanno sostenendo. Una di queste è Save the Sea Roma, dei ragazzi di Ardea nati da qualche mese anche loro. Sono già venuti un paio di volte qui ad Ostia a darci un aiuto. In queste ultime settimane siamo entrati in contatto con Water Will Save the Water, due ragazzi di prenestino che da gennaio fanno eventi in diverse parti di Italia coinvolgendo la comunità del Kite surfing. Con loro abbiamo fatto un evento al Porto Turistico di Roma.

 

Avete preso contatti con realtà locali?

Con Lega Ambiente, solo che con associazioni costituite e strutturate non è così facile collaborare poichè noi non lo siamo, siamo ancora dei privati. Ci invitano ad alcuni eventi ma non possiamo fare partnership ufficiali.

 

State pensando di costituirvi in un’ Associazione?

Stiamo valutando, però si possono fare delle cose, anche sensibilizzando le amministrazioni pubbliche, senza doversi per forza costituire in qualcosa di ufficiale, ma rimanendo un gruppo di volontari.

 

Come funziona lo smaltimento dei rifiuti che raccogliete?

Durante i primi eventi abbiamo raccolto i rifiuti differenziandoli nei sacchi neri ma all’isola ecologica dell’AMA hanno buttato tutto nel cassone dell’indifferenziata perchè non si sono fidati del contenuto. Abbiamo successivamente parlato con gli Assessori all’ambiente Ieva e Vitolo, ma non essendo costituiti in associazione non possiamo fare accordi con nessuna istituzione in tal senso. In alternativa abbiamo trovato la collaborazione con una start up romana che si trova a Testaccio e si chiama ‘Non solo rifiuti’ che compra alcuni tipi di rifiuti, li smaltisce e li rimette nel mercato come materiale grezzo.

 

State agendo soprattutto sulla pulizia delle spiagge?

Abbiamo cominciato a pulire anche delle aree verdi come il parco Clemente Riva e quello di Via Pietro Rosa, ma ci siamo concentrati soprattutto sulle spiagge prima dell’apertura della stagione quando la nostra azione diverrebbe più complicata. Ci muoviamo essenzialmente sulle spiagge libere poichè per quelle in concessione entriamo in conflitto con i gestori degli stabilimenti. Il nostro intento è quello non solo di raccogliere il rifiuto ma di agire in contrasto all’inquinamento e non facciamo quindi distizione di area, se pubblica o in concessione, e neanche di tempo perchè viviamo il mare tutto l’anno e vorremmo quindi una spiaggia pulita sempre.

Continueremo a promuovere degli eventi anche a stagione avviata chiaramente solo sulle aree libere.

 

State andando comunque di pari passo ad alcuni interventi del municipio che sta cominciando, anche se con un pò di ritardo, a mettere mano alla passeggiata verso il Porto, rimuovendo le vecchie piante e le transenne sulla pista ciclabile.

Con l’Assessore Ieva ci siamo detti che gli interessi sono comuni quindi riuscire ad intrecciarli e andare nella stessa direzione sarebbe la cosa ideale. Riconosciamo che ciò che facciamo non sarebbe compito nostro ma bensì del Comune, ma ci fa piacere agire come cittadini perchè ne abbiamo il tempo e perchè il nostro spirito ambientalista si muove per il bene comune.

Il nostro principale obiettivo è combattere l’inquinamento e tutelare l’ambiente, quindi non solo spiagge ma, per esempio anche la Pineta, che in alcune punti versa in condizioni terribili. Poi noi non ci limitiamo a raccogliere i rifiuti ma li differenziamo perchè una raccolta fatta male porterebbe ancora più inquinamento.

Se tutti riuscissimo a differenziare bene alcuni materiali per portarli ad una nuova vita sarebbe tutto più semplice arrivando così alla cosidetta economia circolare. In questo modo si può tracciare l’intero processo di smaltimento e si può essere trasparenti su ciò che facciamo. In questo modo anche la gente che viene a raccogliere vede che c’è un ritorno ogni volta, e che magari un oggetto che ha raccolto si è trasformato in altro. Questo è molto interessante.

Faremo così fino a quando riusciremo ad avere una collaborazione con l’AMA. L’Assessore Ieva se ne sta intressando e stiamo aspettando una sua risposta per sapere come procedere. Siamo stati anche informati che si sta istituendo un albo dei volontari ambientali. E’ molto importante perchè si potrà avere una polizza assicurativa comunale per tutti i partecipanti in caso di piccoli incidenti. Basterà una semplice firma del partecipante.

 

Avete partecipato venerdì 19 all’incontro con Greta, a Piazza del Popolo.

C’era molta gente ed è stato molto piacevole. Avevamo portato con noi un cartello di Ostia Clean Up e molti ci hanno riconosciuti, sia persone di Ostia ma anche di Roma, universitari che ci conoscono e che sono interessati alle nostre iniziative.

Per noi il fenomeno Greta è positivo. Abbiamo sentito dire che lei ha cominciato con gli scioperi del venerdì dopo che la mamma aveva pubblicato un libro per sensibilizzare le persone su temi ambientali. Non ci vediamo nulla di male, se è cresciuta con questa cultura ben venga, è comunque un fine lodevole. Poi con il potere dei social lei si è trovata nel giro di breve tempo a parlare con il Papa ed è stata accolta al Parlamento europeo. Si comincia a fare una cosa personalmente e poi si diventa un simbolo globale. Ma dal momento che questo simbolo tratta di questioni ambientali e climatiche, allora meno male che qualcuno c’è.

Quando ci si espone può arrivare di tutto, cose belle e cose meno belle.

 

Quali altri progetti state sviluppando?

Abbiamo da poco istituito una rubrica, ed ogni martedì su Facebook e su Instagram pubblichiamo un breve articolo, dei consigli su come e dove differenziare dei materiali particolari. Si chiama Martedìfferenziamo e sta andando molto bene.

Ci stanno anche chiedendo di fare degli interventi puntuali su alcuni tratti di spiaggia come per esempio ai cancelli, nei punti in cui non ci sono più le aree organizzate.

 

Come lo vedete il futuro?

Dal punto di vista globale non abbiamo una visione molto positiva, basta vedere quello che facciamo a livello di emissioni e produzione di materiali plastici. Invece un aspetto molto positivo che stiamo riscontrando è che a livello locale quello che si può fare è molto più di quanto fa una politica nazionale. Lo stiamo vedendo a Ostia con quello che stiamo facendo. Quando impatti con la sensibilità della gente, l’azione collettiva diventa spontanea e ha una forza maggiore rispetto a qualsiasi altra richiesta che potrebbe venire dall’alto. Questo nostro progetto proposto anche in altre realtà con altre esigenze, può diventare veramente dirompente.

 

Grazie ragazzi continuate così!

Per contatti e informazioni visitate i loro profili Facebook e Instagram Ostia Clean-Up

di Cristina Anichini

 

 

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