Palazzo del Lavoro di Torino: un nuovo inizio?

7 gennaio 2021 | commenti: Commenta per primo |
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Torino, Palazzo del lavoro: dai fasti al declino, e ora?

Tra il 1959 e il 1960 Torino stava cercando qualcosa per celebrare in grande stile i 100 anni dell’Italia Unita che avrebbe dovuto essere un modo per testimoniare il temperamento italiano che non si era scoraggiato e aveva superato in modo brillante tutte le sfide del dopo guerra nonostante una dura e lunga ricostruzione.

Insomma nel 1961 ci sarebbe dovuto essere qualcosa di grandioso e Torino in qualità di prima capitale d’Italia avrebbe dovuto essere al centro della scena.

Appena pubblicato il bando fioccarono subito tantissimi progetti e tra tutti fu scelta la soluzione avveniristica e tutta proiettata nel futuro presentata dall’architetto Nervi, un palazzo grandissimo che era il Palazzo del lavoro e un edificio più piccolo di forma vagamente ovale fatto da vetrate stupende per una vista a 360° sul fulcro delle manifestazioni.

I due edifici erano uniti da una monorotaia che andava abbastanza piano per fare ammirare il paesaggio e si poteva ammirare anche un fantastico laghetto con fontane. Inoltre nei sotterranei c’era un cinema multisala modernissimo per l’epoca, dotato di ogni tecnologia per vedere e sentire al meglio ogni scena.

L’Expo Italia ’61

Iniziano i lavori e Italia ‘61 viene inaugurata con tanto di reti televisive, reporter, giornalisti e una marea di curiosi pronti a fare il loro ingresso. La monorotaia sembrava veramente avveniristica e le hostess erano gentili e competenti, pronte a fare vedere al grande pubblico tutte le invenzioni e il genio italiano in tutta la sua grandezza.

Furono veramente tantissime le persone che da tutto il mondo vennero a Torino per celebrare il nostro Paese a cento anni dalla sua nascita, per visitare mostre ed esposizioni e l’euforia era palpabile in ogni angolo della città.

Ma una volta finita l’esposizione, archiviati i festeggiamenti e riposti gli abiti della festa il dopo fu un triste destino di abbandono e declino inesorabile; tutti i tentativi di salvare il palazzo fallirono miseramente.

Già la monorotaia venne quasi subito dismessa a causa degli elevati costi di utilizzo e venne lasciata in stazione fino al suo definitivo smantellamento e il destino del palazzo chiamato Oval a causa della sua forma fu di lunghi anni di triste abbandono fino al 2006 quando venne trasformato in palazzo per il pattinaggio su ghiaccio in occasione delle Olimpiadi invernali.

Il triste declino del Palazzo

Il Palazzo del lavoro invece continua ad essere buio e triste e non riesce ancora a trovare una sua collocazione, nemmeno le Olimpiadi gli hanno riportato la fama e la gloria che lo avevano reso grande nel 1961.

Nel corso degli anni ha avuto tantissimi rimaneggiamenti e tante destinazioni d’uso, tra cui uffici della Facoltà di economia, ma non sono mai stati perseguiti gli obiettivi di risanamento e bonifica di cui l’edificio avrebbe urgente bisogno.

E l’edificio è sprofondato sempre di più nel degrado, incendi dolosi hanno pericolosamente minato la già fragile struttura e hanno sprigionato miasmi nauseabondi di plastica e fili elettrici bruciati. Anche il cinema è solo un lontano ricordo di quello che era prima, tutto è tristemente abbandonato al suo destino.

Le ultimissime

Dopo anni di incuria però una soluzione si è forse trovata: grazie a nuovi investitori e studi di architettura riprenderanno i lavori per creare un nuovo centro commerciale, forse già nel 2021, e questa potrebbe essere finalmente la svolta si aspettava da tanto, troppo tempo.

di Valeria Fraquelli

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