Progetto Nasi in Fuga, alleniamoci!

9 gennaio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Progetto Nasi in Fuga, allenamento n. 3

Progetto Nasi in Fuga, un nuovo allenamento il 30 dicembre 2018 ore 9, antivigilia di Capodanno.

Questa mattina è particolarmente rigida, il cielo è grigio. Non c’è sole, almeno per ora.
Siamo comunque tutti qui fuori dal rifugio, pronti per un altro allenamento di mantrailing del progetto “Nasi in Fuga”, rivolto ai cani ospiti del canile di Quintomondo Animalisti Volontari Onlus di Montelibretti (RM). Quando i cani ci vedono attraverso le recinzioni impazziscono di gioia. I fuori programma sono sempre benvenuti.

Collari e pettorine messi, iniziamo a caricarli in macchina. Alcuni salgono (anzi si tuffano) sui sedili posteriori o nei portabagagli come se non avessero fatto altro tutta la vita, altri li dobbiamo un po’ aiutare, ma sono ben contenti di andare in gita.

Arriviamo al centro cinofilo Dog Revolution, che gentilmente ci presta il campo quando alleniamo i cani di Quintomondo, ed iniziamo a prepararci.

Si decide chi sarà figurante, quale sarà il suo percorso di allontanamento e dove dovrà posizionarsi ad aspettare il cane.

E si stabilisce l’ordine di partenza, in modo che i vari conduttori abbiano il tempo di andare a prendere i cani.

Ormai il rituale di preparazione e vestizione è chiaro a tutti, ed anche il comando di partenza “track”.
Mi emoziona sempre vedere i cani all’opera: mettono giù il naso e seguono la scia delle molecole odorose del figurante, per noi invisibile, ma per loro chiarissima ed inconfondibile.

E adoro vederli alzare la testa quando perdono per un attimo l’odore perché il figurante allontanandosi ha cambiato direzione. Poi, con l’aiuto del conduttore, ritrovano la traccia e la seguono fino alla fine.

Ed all’arrivo tanti “bravo bravissimo!!!” da parte dell’istruttore, del conduttore e del figurante. A quel punto la ricompensa in cibo non si rifiuta, ma perde un po’ di importanza rispetto a feste e coccole.

Eh sì, la cosa che conta davvero per questi splendidi quattro zampe abbandonati è la nostra approvazione per come hanno lavorato. E’ quello il vero premio, non altro.

Dudù e Stella, le nostre molossoidi, danno una pista a tutti i maschietti: sono accurate e millimetriche nel seguire le tracce.

Merlino e Amleto, i nostri derivati maremmani, ce la mettono tutta e con qualche correzione ed aiutino nei momenti di difficoltà, arrivano a metà rapidamente.

E che dire di Sprint, cane padronale arrivato al rifugio alla morte del proprietario? Sprint è sempre pieno di entusiasmo in ogni cosa che fa, e non si risparmia mai, pur di essere parte di questa splendida squadra di atleti.

Dulcis in fundo Byron, il nostro setter, seppure per motivi di selezione della razza dovrebbe essere il primo della classe, si emoziona così tanto al pensiero di fare qualcosa insieme a noi, che perde spesso di attenzione e di concentrazione. E nella sua fragilità è davvero irresistibile ed adorabile.

Ed a noi che abbiamo dedicato il nostro tempo a questi cani, a parte il freddo pungente e la stanchezza fisica, resta negli occhi e nel cuore una grande gioia. Non è mai tempo perso quello passato con loro. E se la speranza più grande è di vederli prima o poi trovare una famiglia che li accolga con amore, per il momento ci accontentiamo di aver regalato a Merlino, Amleto, Dudù, Stella, Byron e Sprint, una mattina diversa, fuori dal rifugio che ormai è la loro casa.

To be continued….

testi e foto di Elena Cannella

 

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