PUA, intervista a Ieva sul Piano Utilizzo Arenili

4 marzo 2020 | commenti: Commenta per primo |
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PUA, Ieva: “Più autonomia per lavorare meglio”

 

PUA. Il vice Presidente ed Assessore all’Ambiente, Territorio e Sicurezza parla del Piano Utilizzo Arenili e dei “difetti” amministrativi che soltanto con i poteri speciali alla Capitale possono essere eliminati

 “Servono risorse economiche e personale – afferma Alessandro Ieva – indispensabili per i Municipi che conoscendo bene il territorio possono incidere in maniera efficace”

 Prosegue il nostro ideale viaggio per meglio conoscere alcuni tra gli ambiti più importanti per la salvaguardia del nostro territorio.

Speciale guida, l’Assessore Alessandro Ieva che ci parla dell’eccezionale patrimonio ambientale e turistico del quale è dotato il Municipio X: il mare

 

Assessore Ieva, tra le sue competenze c’è anche la cura e la sicurezza delle spiagge. A nostro parere, una risorsa principale del Municipio X. Ed invece è ormai soltanto fonte di diatribe sterili. È d’accordo?

Non solo. Attorno alla gestione degli arenili negli anni sono nati e cresciuti abusi e affari illeciti, quando invece a crescere sarebbe dovuto essere il Turismo. Portare la legalità, in questo e altri ambiti, è una nostra missione, anche se richiede tempo. Questa Amministrazione sta lavorando concretamente al rilancio del territorio nonostante le forti resistenze ancora presenti. Il Municipio X viene da uno commissariamento per mafia, perché chi lo ha governato prima del Movimento 5 Stelle ha ignorato quanto di illegale si era configurato rendendo permeabile la macchina amministrativa alla criminalità. 

A sinistra il Comandante di spiaggia Alfonso Formisano

Aver abbattuto i chioschi fatiscenti sulle spiagge libere, assegnati con procedure illegittime, anche se impopolare, è stata una scelta indispensabile. Sugli arenili liberi garantiamo direttamente i servizi essenziali con fondi di bilancio capitolino: fontanelle e docce, bagni nella stagione balneare, campi sportivi, illuminati alcuni tratti di arenile, vagliatura e pulizia, anche con il servizio di manuale, isole ecologiche per la raccolta differenziata, servizio di salvataggio anche con il supporto delle unità cinofile, passerelle.

E soprattutto lasciato libera scelta ai cittadini dove poter trascorrere momenti di relax, senza che qualcuno sfrutti arbitrariamente la situazione. Come Amministrazione municipale, abbiamo subito aderito alla campagna Plastic Free lanciata dal Ministero dell’Ambiente, mettendo in campo una serie di iniziative pratiche e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

L’8 settembre scorso, con una iniziativa che si è svolta sulla spiaggia libera di fronte alla Casa della Salute, abbiamo distribuito migliaia di borracce riutilizzabili, acquistate con fondi regionali, riscuotendo un grande successo in termini di partecipazione cittadina.

Più recentemente, con “Io sono ambiente”, coinvolgendo le scuole del territorio, abbiamo presentato al Borghetto dei Pescatori preziosi supporti quali uno scarrabile per il recupero dei rifiuti in mare, 2 vagliatrici per la rimozione delle plastiche dalle spiagge e 59 raccoglitori per la raccolta differenziata. Questi ultimi saranno installati sul lungomare di Roma.

È noto ormai a tutti che oltre il 75 per cento dei rifiuti presenti nei fondali marini, è plastica. Riteniamo che la legge “Salvamare” darà un grande supporto per pulire i nostri mari. Finalmente i pescatori potranno portare a terra i rifiuti “pescati” in mare e conferirli negli impianti di raccolta che saranno allestiti nei porti, e su questo il X Municipio si farà trovare pronto perché già si è attivato acquistando un cassone scarrabile da posizionare nei pressi del Canale dei Pescatori. Fino a questo momento i pescatori erano costretti a ributtare in mare i rifiuti perché avrebbero compiuto il reato di trasporto illecito degli stessi.

Novità assoluta, l’approvazione del Codice etico volontario per l’osservazione dei cetacei. Un vademecum di regole di buona condotta in mare realizzato grazie ad un lavoro coordinato tra Commissione Ambiente, Territorio e Sicurezza, Assessorato, Capitaneria di Porto, Osservatorio Ambientale e l’associazione Oceanomare Delphis Onlus, promotrice di un progetto denominato “Delfini Capitolini” con lo scopo proprio di assicurare una migliore conoscenza della presenza e dell’ecologia del tursiope, specie costiera, nel tratto di mare antistante Fiumicino, Ostia e Torvaianica che include l’Area Marina Protetta delle Secche di Tor Paterno.

 

A che punto è il PUA, Piano Utilizzazione degli Arenili?

 Com’è noto il nuovo PUA è stato avviato durante il commissariamento straordinario con il quale è stato gestito il Municipio X, prima del nostro arrivo, la cui proposta con Deliberazione della Commissione Straordinaria del Consiglio del Municipio numero 19 del 2017 è stata recepita da Roma Capitale con memoria di Giunta capitolina. È l’unica strada per abbattere il cosiddetto “Lungomuro”, recuperare la percentuale di spiagge libere e quindi poter assegnare tramite gara nuove concessioni.

La Delibera capitolina è in fase di discussione nelle commissioni competenti ed ha ricevuto un primo parere favorevole il 14 gennaio 2020, con alcune osservazioni migliorative, in Commissione Ambiente, Territorio e Sicurezza del Municipio Roma X.

Il regolamento per la gestione dell’utilizzazione degli arenili dovrà seguire un iter che prevede anche il passaggio alla Regione Lazio e l’approvazione definitiva in Assemblea Capitolina. I tempi si potranno protrarre di circa 180 giorni se la Regione deciderà di assoggettare il piano alla VAS, anche se la riduzione del cemento sulle spiagge sarà notevole e questo mi porta a pensare che non sarà necessario questo passaggio, ma su questo, ripeto, sarà la Regione Lazio a decidere.

Il mare della Capitale cambierà volto proprio grazie all’opportunità offerta dal PUA.

 

Quali i punti fondamentali del PUA?

Il regolamento suddivide stabilimenti balneari storici con valore architettonico, stabilimenti balneari con valore testimoniale, spiagge libere, spiagge libere con servizi.

I pilastri del PUA sono:

– Spiagge libere;

– Tutela degli edifici storici;

– Corridoi verso il mare;

– Riaprire finalmente la visuale verso il mare;

– Strutture con servizi, dal lungomuro al mare.

L’obiettivo è la ridefinizione dei parametri della legalità intorno ai 18 chilometri di spiagge del litorale restituendole, insieme al mare, ai romani che per troppo tempo ne sono stati privati a causa del degrado e dell’abusivismo.

I principali settori di riqualificazione previsti dal PUA sono quattro:

– Foce del Tevere;

– Urbano;

– Ricreativo Sportivo – Naturalistico;

– Naturalistico.

All’interno di ogni settore sono previsti ambiti specifici di riqualificazione rispetto alle relazioni fisiche, morfologiche e relazionali, oltre al contesto territoriale e paesaggistico con cui confrontano o in cui sono inseriti.

Secondo il piano, ogni ambito deve assicurare in modo imprescindibile la previsione di una quota pari al 50% che dovrà assolvere alla funzione di libera fruizione.

Il regolamento prevede l’individuazione di edifici balneari storici con valore architettonico invarianti per la riqualificazione dell’arenile e dello stesso lungomare ma anche le spiagge con destinazione alla pubblica fruizione e i varchi di accesso all’arenile posizionati a distanza non superiore a 300 metri lineari l’uno dall’altro.

Inoltre, prevista nel PUA la “passeggiata a mare”, intesa come fascia riservata al libero transito, che costituirà il limite massimo di avanzamento delle attrezzature da spiaggia.

Quello che si sta portando a termine è un ottimo lavoro che ritengo fondamentale per restituire la visibilità del mare ed in piena legalità. È un’idea di lungomare fruibile 365 giorni all’anno e, rispetto al 50 per cento di spiaggia libera che il regolamento prevede, si andrà ben oltre. Molto importante, ai fini del recupero di maggiore percentuale di spiagge libere, aver espunto dal conteggio delle spiagge libere Castelporziano.

 

Assessore Ieva, in questa sua prima esperienza politica, secondo lei, quali gli ostacoli, quali i “difetti” amministrativi da eliminare?  

Devo dire che l’attività iniziale di ricognizione non è stata semplice, soprattutto in funzione della programmazione dei lavori. È stato necessario intensificare da subito incontri con il personale tecnico amministrativo per valutare dove migliorare gli aspetti organizzativi, soprattutto perché abituato nei due anni di commissariamento ad una gestione quasi autonoma, ma riscontrando subito disponibilità.

Ritengo che fino ad oggi sia stato fatto un ottimo lavoro in sinergia tra parte politica, tecnica e amministrativa. I numeri di bilancio sui fondi impegnati e sulle gare effettuate sono elementi inconfutabili che premiano il grande impegno e la professionalità messi in campo. Un municipio, tuttavia, è performante se ha personale e fondi adeguati alle necessità del territorio.

Questo di certo è un aspetto su cui continuare a lavorare, i municipi conoscono meglio il territorio rispetto alle strutture centrali e lavorano più velocemente rispetto ai Dipartimenti. Altro elemento critico da sottolineare riguarda le strutture assessorili municipali che non hanno personale tecnico e amministrativo su cui poter contare se non su una sola figura di segreteria, pertanto gli assessori sono costretti a lavorare h24 con grandi difficoltà.

La soluzione non è Ostia Comune, ma Roma Capitale con poteri speciali affinché tutti i municipi abbiano più autonomia, maggiori risorse e personale, soprattutto quando un municipio come il decimo ha il decentramento speciale su temi quali spiagge e verde.

 

di Emanuela Sirchia

 

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