R1 e Pepper, Robot ‘in corsia’

30 gennaio 2019 | commenti: Commenta per primo |

La Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo prima in Italia a sperimentare i robot in corsia

 

R1 e Pepper sono robot umanoidi da oltre due mesi impiegati tra le corsie della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia. Lo scopo è quello di imparare a riconoscere i sintomi dei pazienti ed essere loro di supporto al bisogno.

Sembra una storia che arriva direttamente dagli Stati Uniti, ma ci possiamo piacevolmente stupire del fatto che questa sperimentazione sia del tutto made in Italy. I due robot vengono impiegati anche per venire in aiuto al personale della casa di cura nel monitoraggio dei pazienti, nel controllo che tutto vada bene nelle stanze e soprattutto di notte.

Due robot di supporto in ospedale

È ovviamente l’intelligenza artificiale a rendere i due robot così performanti. È proprio questa che permette loro di imparare, e migliorarsi. Da novembre, l’inizio del periodo “in corsia”, R1 e Pepper hanno fatto grandi passi avanti. Ora l’ulteriore passo avanti per i due robot sarà quello di imparare a comprendere un paziente, sostanzialmente dovranno diventare empatici. Non si tratta di un elemento di poco conto: i robot in questo modo saranno in grado di codificare le informazioni autonomamente. Saper riconoscere attività e oggetti, analizzare le emozioni e il comportamento consentono ai robot di comprendere l’ambiente che li circonda e a sapersi comportare di conseguenza.

L’impresa richiederà ancora del tempo, dunque. Altri 2-3 anni in corsia per i due robot.

Sperimentazione italiana

Il progetto ha preso forma da alcune realtà italiane e non solo che operano nel mondo della ricerca e dell’Innovazione: l’Istituto italiano di tecnologia (IIT), il laboratorio di ricerca di Roma di Konica Minolta e la “Casa Sollievo della Sofferenza” e dall’azienda giapponese SoftBank robotics.
La struttura di San Giovanni Rotondo è stata la prima in Italia a condurre questa sperimentazione. Ma non sarà l’ultima, dato che prossimamente altri ospedali nel nostro Paese saranno coinvolti nel progetto.

di Simona Gitto

 

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.