Raffaello 1520-1483, la mostra

17 giugno 2020 | commenti: Commenta per primo |
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RAFFAELLO 1520 -1483  Arte e Genio

La mostra dedicata a Raffaello che ha riaperto al pubblico il 2 giugno alle Scuderie del Quirinale, dopo l’emergenza sanitaria del Covid -19, è un viaggio nella vita dell’artista. Si colgono la bellezza della sua pittura, il genio delle sue invenzioni e l’amore che egli nutrì per il mondo classico che si rivela, come una grande passione capace di permearne l’intera vicenda biografica.

RAFFAELLO 1520 – 1483 è un percorso a ritroso in tutti i sensi. Inizia da quel momento ricco d’emozione che segna il commiato da questa terra, del tanto osannato pittore e architetto della fabbrica di San Pietro, sepolto nel Pantheon, e giunge all’inizio della sua carriera, quando il padre, anche lui artista, accortosi delle capacità straordinarie del figlio undicenne, lo affida al Perugino.

L’efficacia di questa rassegna si misura sicuramente nell’accostare le opere ricche di colore dell’urbinate.

Vi ammiriamo gli incarnati delle bellissime Madonne e dei loro giocosi bambini, i volti pensosi dei Papi, dei cardinali e di letterati famosi, assieme alla filigrana degli oggetti e degli abiti condensati in prismi di luce capaci di riflettere gli stati d’animo, alla potenza e all’aurea magica che si sprigionano dalle antiche testimonianze del mondo classico greco e romano.

Nel rimbalzare ai nostri occhi, questi confronti suggestivi, rivelano come con una cartina al tornasole, quello che già un trattatista del Cinquecento, Ludovico Dolce, a meta di quel secolo, scriveva: fu tanto ricco d’invenzione che faceva a quattro e sei modi, differenti l’uno dall’altro, un’istoria, e tutti avevano grazia e istavano bene. Giorgio Vasari, l’autore delle Vite dei più eccellenti, pittori, scultori ed architetti, che coprono un arco di tempo che va dal Trecento al Cinquecento, lo descrive come da subito un pittore divino.

La sua intelligenza e modernità è sicuramente leggibile nella lettera del 1519 scritta a quattro mani, dopo la nomina avvenuta nel 1513 a Conservatore delle antichità romane, con il noto letterato Baldassarre Castiglione ed indirizzata al Papa Leone X. In essa, che si ammira in mostra nella versione del prezioso manoscritto dell’Archivio di Stato di Mantova, si sottolinea la necessita di salvaguardare e di studiare i monumenti antichi contro il dilagante degrado.

Un documento che è una pietra miliare nella disciplina della tutela e della conservazione del patrimonio storico ed artistico e che rivela la comprensione, agli albori del pensiero moderno, della necessità, allora non comunemente condivisa, di questa azione.

Un’installazione multimediale, dedicata alla ricostruzione della pianta di Roma antica e curata da Alessandro Viscogliosi, permetterà di comprendere il significato ed il plusvalore dell’impresa di rilievo archeologico ed architettonico, lasciata interrotta a causa della sua scomparsa improvvisa.

Apprezzato ed amato dai suoi contemporanei, morto assai giovane, a soli trentasette anni, attento alle invenzioni dei suoi colleghi come Leonardo da Vinci, Michelangelo e Frà Bartolomeo, progetterà ed eseguirà ad un ritmo vertiginoso, assieme alla sua bottega, opere che come diceva ancora nel 1830, il famoso pittore francese, Eugène Delacroix, emanano un’armonia che incanta.

La mostra prorogata fino al 30 agosto a Roma, città nella quale Raffaello ebbe modo di esprimere nella pienezza della sua maturità, il suo talento artistico e alla quale deve la fama destinata a superare i confini temporali, è un’occasione imperdibile per studiosi ed amanti dell’arte di toccare, quasi con mano la sua grandezza, attraverso centoventi delle sue opere, fra dipinti e disegni, in dialogo con quasi altrettanti manufatti antichi e rinascimentali, sculture, codici, documenti e capolavori di arte decorativa.

Le prevendite che avevano, già alla prima apertura, registrato un record di 60.000 richieste provenienti da tutto il mondo, sono una testimonianza felice di un progetto che si è avvalso dei prestiti dei maggiori musei italiani, spagnoli, francesi, inglesi, statunitensi ed austriaci.

Un programma realizzato grazie alla collaborazione fra le Scuderie del Quirinale e le Gallerie degli Uffizi e curato da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi assieme a Vincenzo Farinella e Francesco Paolo di Teodoro. Sono chiare le parole di Marzia Faietti: avvicinarsi a Raffaello è una cosa facilissima: e questo perché l’urbinate è autore di un’arte complessa ma allo stesso tempo capace di comunicarsi a tutti. La sua pittura è talmente meditata, ponderata, sublimata, contiene tanti livelli di lettura che ogni osservatore … ha la possibilità di ammirarla e di ammirarne aspetti e qualità diverse.

Le precisazioni di un altro curatore Matteo Lafranconi, Direttore anche delle Scuderie del Quirinale, aggiungono ulteriori significati.

Si è voluto cercare di restituire, almeno per approssimazione, la qualità, la varietà, la grazia, la cultura e l’intelligenza del pensiero creativo raffaellesco. Un’opportunità unica per Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, almeno per questa generazione, per immergersi completamente nel meraviglioso universo dell’arte di Raffaello, raccontato da un percorso inedito, ricco di oltre 200 opere.

Ci sono infatti dipinti straordinari qui riuniti, entrati nell’immaginario, come la Madonna del Granduca e la Velata delle Gallerie degli Uffizi, o creazioni mai tornate in Italia come la stupenda Madonna d’Alba della National Gallery di Washington, la Madonna della Rosa dal Prado e la Madonna Tempi dalla Alte Pinakothek di Monaco di Baviera. Ci sono i ritratti di Giulio II della National Gallery di Londra e quello di Giulio de’ Medici con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi degli Uffizi, dove la bellezza del colore si affianca al sapore di una ricostruzione storica e filologica di Papi che hanno segnato un’epoca storica.

Percorriamo un viaggio nella mente di Raffaello.

Nell’ideazione di opere importanti come la decorazione delle Stanze Vaticane, nei disegni dei cartoni degli arazzi con le storie dei Santi Pietro e Paolo per la Cappella Sistina, nella decorazione della Loggia di Psiche per la Farnesina di Agostino Chigi e nei progetti delle Logge Vaticane.

Il bellissimo catalogo della mostra è edito da Skira e, nelle quasi cinquecento pagine, abbiamo modo di apprezzare l’arte e la scienza di Raffaello e di avvicinarsi ad essa con più consapevolezza.

                                                                                                                

di Patrizia Lazzarin – giornalista e storica dell’arte

patrizia.lazzarin_@libero.it

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