Rapporto annuale WWF

7 novembre 2018 | commenti: Commenta per primo |

I vertebrati stanno scomparendo, stiamo autodistruggendo la Terra, lo dice il rapporto annuale WWF

rapporto annuale wwfL’allarme, l’ennesimo, arriva dal rapporto annuale WWF ufficiale e non fa sconti, negli ultimi 50 anni “grazie” all’uomo sono scomparsi il 60% degli animali vertebrati e questo mette a rischio anche la nostra esistenza.

Il WWF Living Planet Report 2018 studiato da 50 esperti in collaborazione con la Zoological Society of London ha il compito di rilevare lo stato di salute del pianeta e dal 1998 monitora lo stato di vita animale e la biodiversità globale.

A livello scientifico, è bene infatti sottolineare come queste non siano solo teorie sensazionalistiche, il documento sostiene che nel 2050 il solo 10% della Terra risulterà non condizionato dal peso delle attività umane, come a dire che solo questa percentuale sarà governata dalla natura.

Già oggi si stima che la percentuale del 75% del nostro Pianeta sia stato modificato dall’uomo e l’accelerazione che si prospetta per i prossimi trent’anni sembra essere molto rischiosa per il futuro degli esseri umani.

Nel mare sono spariti negli ultimi 30 anni in 50% dei coralli, mentre nell’ultimo mezzo secolo il 20% delle foreste dell’Amazzonia non esiste più.

Numeri da brividi

Oltre alle percentuali già citate va segnalato che mammiferi, uccelli, pesci, rettili, anfibi si sono più che dimezzati in meno dal negli ultimi 50 anni.

Dalle più di 16mila popolazioni di oltre 4000 specie di animali vertebrati del mondo degli anni settanta sono state ridotte oggi al 60% di quesi numeri.

Sono più di 8mila le specie a rischio di estenzione è la causa è quasi sempre dellea mano dell’uomo, dallo sfruttamento eccessivo delle risorse terrene alle modifiche degli ambienti naturali ai cambiamenti climatici.

Le cause

Troppo facile indicare che l’uomo è cattivo, ma quali sono gli errori umani? Come si è arrivati ad un riscaldamento globale oltre i parametri naturali e di sicurezza?

E’ presto detto, oltre agli sfruttamenti incontrollato della terra, c’è l’inquinamento, la costruzione di dighe e miniere, la cementificazione in generale, tutto ciò che si raccoglie nel termine “impronta ecologica umana” (ma che sarebbe meglio definire “disecologica”), ovvero la misura del consumo delle risorse naturali. E anche qua il rapporto annuale WWF non fa sconti, dal 1970 al 2014 è cresciuta del 190%!

Global Deal

L’accordo globale è la solita inascoltata richiesta d’aiuto ai grandi leader politici ed economici della Terra. Il WWF lo segnala senza mezzi termini, stiamo distruggendo il Pianeta e ci stiamo auto-cancellando, se i sistemi ambientali non vengono ripristinati ci perdiamo tutti.

Con un occhio alla Conferenza di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici, il messaggio è quello di mettere in atto tutte le cautele e le tutele necessarie per salvare il Pianeta.

Se i “potenti” non ascoltano la voce della natura, si prova a parlare la lingua del business, cosicchè il rapporto parla anche di soldi e prova a toccare quel tasto. I servizi offerti dalla natura possono essere valutati come un vero e proprio business dal valore di 125.000 miliardi di dollari.

Soldi persi se non si muovono sull’economia di scala mondiale, una grande occasione persa, che si pensa che la somma dei PIL di tutto il mondo è di 80mila miliardi di dollari.

di Lorenzo Sigillò

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Le immagini Pixabay  appaiono in Creative Commons CC0

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