Rinaldo Boggiani. Vasandhi – Schiava in India, schiava in Italia

17 ottobre 2018 | commenti: Commenta per primo |

Vasandhi. Schiava in India, schiava in Italia è l’ultimo libro scritto da Rinaldo Boggiani ed edito da Infinito edizioni, collana Orienti.

copertina-vasandhiVansandhi è la storia vera dell’omonima protagonista, e del suo lungo viaggio, che comincia in India, per  concludersi in Italia.

L’autore riporta in maniera asciutta, ma non per questo meno evocativa, la storia di Vasandhi, senza indulgere in falsi abbellimenti. Con immagini vivide, seppur per noi incredibili, riesce a portarti in India, nelle case dai muri di fango e i tetti di foglie, dove serpenti, scorpioni e insetti sono dappertutto e grandi come pollici o ancora in riva al fiume, dove i morti vengono bruciati su grandi pire.

Sì, perché quella di Vasandhi è prima di tutto una saga familiare che, come in “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcìa Màrquez,  racconta un microcosmo isolato, in cui vigono rigide regole e dove a fare da sfondo è, all’inizio, un piccolo paesino del sud dell’India, povero e depresso.

Donne vessate diventano genitori di bambini che subiscono violenza da parte di parenti e diventano, a loro volta, adulti rabbiosi e amareggiati, in una spirale in cui soltanto piccoli gesti d’amore sembrano portare luce.

Come la gentilezza della sorella della protagonista, Nagu o l’umiltà, la grande dignità e la bontà della nonna Minakshi.

Centrale, nel romanzo, è la descrizione della situazione della donna che, se da bambina è considerata solo forza lavoro, al pari di un adulto, una volta diventata “signorina” ha “bisogno” di un marito.

Perde quel poco di libertà di movimento e spensieratezza che prima aveva, perché gli uomini potrebbero avvicinarla e importunarla e i genitori cercano per lei lo sposo migliore, che la ragazza dovrà servire, in tutto.

Anche la vita della protagonista sembra ricalcare questa trama, sino a quando a chiederla in sposa non è un indiano, ma un europeo, un italiano.

Qui ci si immagina che la sua vita prenderà una piega diversa. Che l’uomo sarà un salvatore, che la tratterà come una sua pari e le farà conoscere il benessere e il rispetto che le donne pretendono in Italia.

Invece, come gli europei che andarono secoli fa a depredare le Americhe o quelli attuali che vanno nei paesi asiatici a “caccia” di donne e bambini, l’uomo che arriva a portare via Vasandhi è arrogante, prepotente e volgare.

Voleva una moglie indiana e se l’è comprata, come si fa come una bambola ricordo.

Quello che tocca in questo libro è la solitudine, il coraggio e la spiritualità della protagonista, nel sopportare prima i maltrattamenti in India e poi le offese in Italia, sino a trovare il coraggio di ribellarsi, per dare una vita serena alla figlia, anche se questo vorrà dire trasgredire le regole della propria cultura, che non ammette il divorzio e il non avere più contatti con la propria famiglia.

Il libro ha visto anche la collaborazione di molte persone tra cui: Alessandro Haber che ne ha curato la prefazione,  Giorgio Cortellessa, che scritto l’introduzione e la campionessa della Nazionale paralimpica italiana di salto in lungo,  Francesca Cipelli, che si è occupata della postfazione.

E proprio Francesca è anche la madrina del progetto “Un libro, una pietra”, collegato al libro.

I proventi derivanti dalla vendita del libro saranno, infatti, destinati alla costruzione di un piccolo tempio per il doposcuola a Singampunari, nello stato di Tamil Nadu, nel sud dell’India, dov’è nata Vasandhi, per insegnare a bambine e bambini i diritti fondamentali dell’individuo.

Inoltre, grazie al regista Ferdinando De Laurentis, il libro e la storia di Vasandhi diventeranno presto un documentario.

Sostenere questo progetto è un modo per far sentire il proprio appoggio a Vasandhi, ma anche un modo per gettare le basi per un futuro migliore ed equo, per quelli che saranno gli uomini e le donne di domani.

di Barbara Donzella

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

Costruzione del modellino del tempio del progetto “Un libro, una pietra“, realizzato dall’Istituto Tecnico Statale Geometri “Amos Bernini”.

Il Cinese, di Andrea Cotti

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