Rischio idrogeologico e allagamenti

20 novembre 2019 | commenti: Commenta per primo |

Rischio idrogeologico e allagamenti, il pericolo aumenta

L’Italia pur essendo un Paese bellissimo, pieno di arte e cultura e di edifici storici meravigliosi, soffre moltissimo per il rischio idrogeologico che molto spesso comporta gravi danni al paesaggio e a chi abita nelle zone colpite, lo abbiamo appena visto con gli allagamenti a Venezia.

Infatti se il rischio idrogeologico dipende da fenomeni connessi con la natura del territorio, ovvero dalla geologia e geomorfologia dei terreni e dei pendii, l’uomo purtroppo influenza a 360 gradi la natura.

Così il rischio idrogeologico aumenta in relazione a quelle attività umane che prevedono la modifica del territorio come la costruzione di infrastrutture come strade, ponti, ferrovie, edifici, abitazioni… che vanno ad intaccare la stabilità naturale del territorio incrementando fenomeni erosivi e l’instabilità del suolo.

I numeri

Ad oggi sono più di 10 milioni di persone che vivono in zone con un altissimo rischio idrogeologico; solo il 4% dei Comuni italiani ha provveduto ad evacuare e abbattere le case abusive per lasciare la natura libera e i fiumi possono esondare in sicurezza.

Con le recenti piogge abbiamo visto che il nostro territorio è tanto bello quanto debole; “Con l’aumento dell’intensità delle piogge il nostro paese e’ ancora più a rischio idrogeologico” dice Fausto Guzzetti, direttore dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Cnr. E non si può che dargli ragione.

Dal 1990 al 2011 il rischio idrogeologico ci è costato 15 miliardi di euro di danni, 5581 comuni sono a rischio, senza contare che in alcuni casi si aggiunge anche il rischio sismico.

Il nostro Paese cerca da sempre di riparare i danni del rischio idrogeologico ma nessuno pensa alla prevenzione, che è l’unico mezzo che abbiamo per evitare danni a cose o a vite umane.

Le cause  e le possibili soluzioni

I cambiamenti climatici che hanno portato a periodi di siccità e periodi di piogge intense di sicuro influenzano il rischio idrogeologico; il terreno dopo una lunga siccità non riesce più a drenare le piogge violente ed impetuose e quindi ecco che ci troviamo con quelle immagini di terrore, disperazione e distruzione che abbiamo visto tutte le volte che parliamo di alluvioni.

Cementificazione selvaggia e pochi alberi sono solo due cose che combinate possono essere letali per il nostro territorio e per noi stessi, che quel territorio lo amiamo e lo abitiamo.

Pulizia degli argini, non gettare nei fiumi ogni genere di rifiuto, piantare molti alberi che con le radici trattengono il terreno evitando frane e smottamenti, costruire in modo corretto, sono solo alcuni modi per tenere le nostre città al sicuro limitando il rischio idrogeologico.

Se continuiamo a piangere ogni volta che avviene un alluvione ma poi non facciamo niente di concreto a causa di lungaggini burocratiche e abusivismo distruggiamo il paesaggio ma anche la nostra stessa vita.

di Valeria Fraquelli

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