La rivoluzione tecnologica del nostro tempo

13 febbraio 2019 | commenti: Commenta per primo |

La nostra vita sta cambiando, siamo nel pieno di una rivoluzione tecnologica.

Recentemente ho trovato a metà prezzo in una libreria di Londra, e mi sono divorato velocemente uno dei migliori libri del futurologo Alvin Toffler “Future Shock”, nel quale ammoniva il Mondo sui cambiamenti di vita, che secondo l’autore, stanno avvenendo “troppo velocemente”, se confrontati al passato.

Il libro è datato 1970 ed ovviamente non ricordo come venne accettato al tempo, ma sta di fatto che Alvin Toffler, ci fa notare che le innovazioni tecnologiche sono sempre più veloci e che queste, che lui definisce nel suo libro “onde”, arrivano, raggiungono il loro apice e declinano appena una nuova onda tecnologica innovativa si presenta nella società.

Toffler descrive in particolare tre onde importanti nell’esistenza dell’essere umano, che hanno avuto diversi tempi di vita.

La prima, chiamata “Agricoltura”, è durata circa 3000 anni e la tecnologia ha sviluppato gli strumenti utili all’uomo per svolgere il proprio lavoro e sostenere la propria esistenza.

La seconda era legata alla “Macchina a Vapore” e la rivoluzione industriale conseguente e durò 300 anni, un decimo di quella precedente.

A questo punto Toffler ci ha messo altri dieci anni (1980, con la pubblicazione di un’altro libro/saggio), per individuare una terza onda di trasformazione, ben prima che si immaginassero smartphones e Internet e almeno cinque o sei anni prima che si parlasse di personal computer, Toffler ha individuato la terza onda come “l’onda informatica, dello spazio e dell’elettronica”.

Onda che sarebbe durata circa 30 anni, anche stavolta un decimo di quella precedente, ripetendo lo schema esponenziale delle rivoluzioni precedenti.

Ipotizzare che le prossime onde sarebbero state più veloci di quelle precedenti nello svilupparsi e nel finire è la conclusione naturale alla quale arriva l’autore.

Oggi è fin troppo facile individuare la quarta onda di trasformazione, come quella dell’Informazione e la diffusione di massa di Internet e Computer. Quest’onda, possiamo scandirla in ulteriori micro onde che ci portano al giorno d’oggi.

Internet ci ha aperto le porte a librerie infinite, enciclopedie e dizionari, che possiamo definire la prima micro onda. Poi abbiamo la seconda, quella della comunicazione personale, nella quale tutti ci creiamo un’e-mail che in breve diventa il primo mezzo per inviare e ricevere informazioni e comunicazioni. Questo fa si che il luogo e il tempo del lavoro, da sempre legati a concetti concreti e statici, vengano sostituiti da concetti astratti e aperti come mobile-era.

La fase successiva non può che essere la comunicazione sociale e/o virtuale, che trasforma la comunicazione “uno con uno” della e-mail, in comunicazione di “uno con tutti”.

L’ultima onda, quella degli smartphones, non più computer, ma semplici e macchine sempre più piccole da tenere in tasca, spesso al polso, dove tutte le onde delle ultime trasformazioni si raccolgono in un mini device che viaggia e vive con noi.

I tempi sono sempre più veloci, da 3000 anni a 300 anni, fino a 30, poi tre anni, tre mesi…e via aumentando la rapidità della trasformazione.

C’è una nuova onda di trasformazione all’orizzonte?

Certo che c’è, e stavolta sarà certamente legata alla connessione del nostro corpo con la tecnologia, che detta cosi può fare rizzare i capelli, ma che ha invece impatti positivi nella nostra vita.

La Scienza e la medicina stanno sempre più sperimentando su questo settore e il fatto che già oggi si possa inviare in tempo reale i dati del vostro battito cardiaco o della pressione al vostro medico, solo semplicemente scaricando un’applicazione sul nostro smartphone, ci danno un chiaro segnale sulla prossima rivoluzione dell’uomo su questo Pianeta.

Dopo, ci sarà la stampante 3D, qualcosa che stimoli il cervello e via di seguito, tutto sempre più veloce, sempre più nel futuro.

Ma il discorso finale è che il libro citato all’inizio di questo pezzo, rimane fondamentale per capire il Mondo di oggi.

Diciamo anche che un sistema si può chiamare rivoluzionario e d’impatto generale sulla nostra società, quando il numero di persone che usano i nuovi strumenti raggiunge un limite minimo di 50 milioni di fruitori, solo a quel punto un prodotto o un sistema parte integrante della Società.

Alcuni numeri sono interessanti per analizzare questi fenomeni, su come funzionavano e come funzionano oggi.

London

Ad esempio, la Radio e la sua rivoluzione, ci hanno messo 38 anni per raggiungere questo numero di possessori nel Mondo.

13 anni ci sono voluti per i televisori e ben 12 per avere 50 milioni di possessori di telefoni cellulari. Con l’arrivo di Internet tutto questi tempi si sono ridotti e cambiati per sempre.

Lo stesso sistema Internet ha impiegato solo 4 anni a raggiungere questo numero di utenti, e da quel momento tutto non è stato più lo stesso.

Ad esempio, gli ipods e i blog hanno raggiunto i 50 milioni di utenti per essere considerati un prodotto “di massa” in meno di tre anni e MySpace (ricordate?) poco più di due anni.

Facebook ci ha messo solo 1 anno e mezzo dall’apertura del sito per gli studenti della Harvard University, mentre Youtube ci ha messo solo un anno, mentre siti come Instagram, WhatsApp, Snapchat hanno fatto questo percorso entro i primi loro sei mesi di vita.

Ma il record, per il momento irraggiungibile, è quello di Angry Birds, che in sole cinque settimane ha raggiunto i 50 milioni di utenti, frantumando tutti record precedenti. In questi anni abbiamo visto la tecnologia cosi presente nella nostra vita, che perfino l’Oxford English Dictionary deve aggiungere nuove parole ogni anno con una rapidità mai segnalata prima.

“Unfriend”, “Selfies”, “Hashtag”, “Tweet”, “cyberbulling”

…e molte altre, sono nuove parole che troviamo sul dizionario e che sono presenti sui di testi di legge. Sono parole che solo tre anni fa non esistevano.

Insomma, se fossimo nati nel pieno della Rivoluzione Industriale, quello sarebbe stato l’unico sistema che avremmo conosciuto, mentre oggi, la stragrande maggioranza di noi, ha già conosciuto così tante rivoluzioni che ci chiediamo spesso come era possibile la vita senza internet o la smartphone, ma sappiamo che era cosi, ed è inutile dire “era meglio” o “era peggio”. Una rivoluzione di questo tipo non ammette di tornare indietro e la nostalgia.

Nessuno vuole tornare a lavorare nelle fabbriche come durante la Rivoluzione Industriale, così come nessuno vuole riavere una società agricola, così come lo era prima della rivoluzione industriale.

Abbiamo solo la vita che corre più veloce, dobbiamo adattarci e muoverci in questo contesto. Prendere atto che quello che conosciamo oggi nel 2019, e che ci pare “il futuro”, sarà il passato in meno di un anno, un passato remoto quanto lo è la Rivoluzione industriale, una cosa che non tornerà.

La nostra difesa?

Adeguarsi. Non farsi distrarre troppo, non innamorarsi di qualcosa che verrà abbandonato domani mattina. Mentre leggete queste cose, di certo qualche milione di persone sta lavorando per cambiarci le carte in tavola.

Siamo sempre più stimolati e più distratti, ci sentiamo sempre più stanchi, specie mentalmente, ma probabilmente è li che dobbiamo lavorare. Sulla nostra mente, sulla selezione che questa può fare.

Bisogna studiare sempre, leggere di continuo, analizzare con entusiasmo e con il giusto distacco. Non farsi travolgere emotivamente, ma neppure respingere a prescindere le innovazioni.
Siamo distratti, ma possiamo controllare la distrazione. Solo cosi possiamo accettare le rivoluzioni in atto senza essere patetici e fuori dal tempo.

Alla fine, la costante di tutte queste rivoluzioni è che tutte ci hanno permesso di vivere più a lungo su questa Terra che in fondo è sempre stato il vero target del genere umano, la vita eterna o perlomeno la più lunga e meno dolorosa possibile.

100! 100! 100!

Il target dei 100 anni di vita media non è lontano, una volta raggiunto questo punto, il target sarà ancora un altro e se pensate a come fosse la vita sulla Terra 2000 anni fa, provate a bruciarvi una notte di sonno a solo tentare di immaginare come sarà tra soli 100 anni.

foto © e testo di Massimo Usai

www.massimo.usai.co.uk

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