Sanremo 2019 – Vincitori e Vinti

9 febbraio 2019 | commenti: Commenta per primo |

I prudente inciampi del Festival di Sanremo 2019

– Cosa rende interessante un Award Show? Si potrebbe cominciare con un buon conduttore. La scelta dell’host è uno dei momenti più delicati e indispensabili per il funzionamento di una serata. Deve farsi notare senza essere forzato, intrattenere senza irritare, mostrarsi elegante ma mai noioso.

Pendere verso un estremo piuttosto che un altro si è spesso dimostrato deleterio per gli ascolti: il disastro dell’edizione del 2015 dei Video Music Awards, condotti da un’agghiacciante Miley Cyrus più disperata che mai di scandalizzare, è ancora ben impresso nella memoria pop di tutti.

Il nostro Festival di Sanremo 2019, per la sua sessantanovesima edizione, non piomba a simili bassezze: la scelta di Claudio Bisio avrebbe potuto dare alla luce una serata coinvolgente e affiancarlo a Claudio Baglioni e Virginia Raffaele prometteva di dare il giusto equilibrio alla sua verve. Purtroppo, le buone intenzioni non si sono trasformate nel risultato atteso.

La commedia dei tre presentatori è sembrata forzata e invadente, spesso priva dell’impatto e del fascino necessario per attirare lo spettatore. I loro frammenti, seppur pieni di energia, stancano presto, e lasciano il pubblico a chiedersi incessantemente quando inizierà il prossimo brano.

La gara

I concorrenti rivelano un altro sintomo problematico delle serate: l’incapacità di compensare la tradizione con il nuovo e un desiderio disperato di compiacere tutti: vecchi e giovani, tradizionalisti e innovatori, fan della trap o delle ballate. In certi casi, bisogna ammetterlo, l’attaccarsi a un nome classico e a un viso noto produce risultati positivi.

Loredana Bertè splende nei suoi capelli blu elettrico, e divora il palco con la sua famosa voce rauca. Meritatissima la standing ovation durante la seconda serata, dopo una trionfale performance della sua nuova hit ‘Cosa Ti Aspetti Da Me’.

Non è così per l’altra signora della serata, Patty Pravo, che con i suoi dreadlocks color panna riporta alla memoria la sunnominata Miley Cyrus. La collaborazione con il rapper Briga non basta a reggere in piedi ‘Un Po’ Come La Vita’, che più che una canzone intesa come tale sembra un mashup (competente) di due brani completamente slegati fra loro. E altrettanto ambivalente è il resto delle serate, sia in termini di stile che di qualità.

Il desiderio di compiacere tutti lascia un pesante buco vuoto nella stessa struttura del programma. C’è la vecchia generazione e la nuova, ma non c’è quasi nessuno di intermedio – le leve pop degli anni duemila devono accontentarsi di ruoli da ospiti, ma li portano avanti in modo eccezionale – che siano una deliziosa ed elegantissima Giorgia o un Marco Mengoni più affascinante e disinvolto che mai, che regge il palco da solo come in compagnia.

Gradita sorpresa è anche la scelta di Riccardo Cocciante, ospite come Mengoni per la seconda serata, di esibirsi con la canzone ‘Bella’, proveniente dalla colonna sonora del musical ‘Notre-Dame De Paris’, assieme agli interpreti del musical stesso. Ma tra le “leve mediane” della musica c’è anche una concorrente, una Arisa radiosa più che mai, che sceglie a colpo sicuro un’atmosfera leggera e positiva in ‘Mi Sento Bene’.

Il Festival dei Giovani?

Per il resto, il festival stesso sembra in mano ai giovani. I risultati sono, neanche a dirlo, ambivalenti.

Da una parte c’è Ultimo, che con l’affettuosa ‘I Tuoi Particolari’ ha conquistato la vetta di iTunes, e la nostalgica ballata di Enrico Nigiotti ‘Nonno Hollywood’; dall’altra ci sono gli sguardi persi e i commenti confusi sui social network che accompagnano le performance di Achille Lauro, trapper di ispirazione americana che piomba meritatamente nella zona rossa sin da subito con ‘Rolls Royce’.

Da una parte c’è la sperimentazione dark di Ghemon con la sorprendente e sottovalutata ‘Rose Viola’, dall’altra c’è il giovane Mahmood, che con ‘Soldi’ sembra più che altro interessato ad accaparrarsi la posizione di hitmaker dell’estate. E nel mezzo ci sono gli altri, né carne né pesce, né commoventi né divertenti, che fluttuano nel mare delle nomination e fanno del loro meglio appena vengono chiamati sul palco.

In attesa, probabilmente, del supposto trionfo della signora Bertè (VIDEO).

di Maria Flaminia Zacchilli

AGGIORNAMENTO DEL DOPO FESTIVAL

Nonostante l’intera sala sanremese acclamasse il vincitore anticipato dalla nostra Maria Flaminia Zacchilli, in un’atmosfera surreale difficile da ricordare andando indietro negli anni, Loredana è terminata alle spalle del trio che invece è andata a giocarsela al televoto.

Un visibilmente infastidito Claudio Baglioni ha dovuto fare i conti con il pubblico, che avrebbe voluto premiare la Bertè e quanto meno vedere sul podio canzoni come quelle di Simone Cristicchi o Boombabash.

Ancora più curiosa la vittoria finale del giovane Mahmood, che di nome fa Alessandro, ma con un papà egiziano ed un (presunto) coming out alle spalle, diventa uno spot politico apparentemente perfetto. Qui dove finisce la realtà e dove arriva il complottismo non è dato saperlo, fatto sta che all’Eurovision, tra le altre cose, ci sarà a rappresentare l’Italia questo cantante dalla faccia da bravo ragazzo. E chi vuol capire, capisca.

Mastica amaro. sui social ed in conferenza stampa, Ultimo, giunto nel terzetto finale ed accreditato come vincitore fin dall’inizio, che poteva contare su un’orda di voti da casa, compreso quello del Ministro dell’Interno… Sorridenti, ma anche loro visibilmente delusi, i tre ragazzi de Il Volo, che nonostante gli intrecci dimostrati da ‘Striscia la Notizia’ tra gli organizzatori del Festival, il direttore artistico, i super-ospiti ed i concorrenti stessi, tra cui appunto i giovani abbruzzesi, sono rimasti a bocca asciutta.

Il solito Festival, questo Sanremo 2019, che si lascia dietro polemiche e poche canzoni da ricordare, ma che dà lo stesso linfa vitale al business. Appuntamento al 2020, con Sanremo  70 e probabilmente un Baglioni-ter. Perchè Sanremo è Sanremo.

RIVEDI LA PERFORMANCE DI MAHMOOD

di Martino del Volo

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