Sciopero nel trasporto aereo

16 gennaio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Sciopero nel trasporto aereo: quali diritti per i passeggeri?

Ecco le ragioni che rendono lo sciopero nel trasporto aereo il più odioso dei disservizi cui può andare incontro il viaggiatore, il turista o il vacanziero.

Lo sciopero nei servizi di trasporto aereo è probabilmente l’evenienza che più di altre crea disagi e danni al viaggiatore, turista o vacanziero.

Infatti, mentre nei casi di negato imbarco, cancellazione o ritardo prolungato di un volo i passeggeri interessati possono (generalmente) beneficiare di una serie di tutele, in caso di sciopero non sempre ciò accade.

Vediamo da vicino le ragioni che rendono lo sciopero il più temuto tra gli inconvenienti di viaggio.

Sotto questo profilo, il primo elemento da considerare è la frequenza con cui esso si verifica, conseguenza dell’elevato numero dei soggetti operanti nel settore del trasporto aereo.

In effetti, l’agitazione può essere indetta dal personale navigante di condotta (piloti) e/o da quello di cabina (assistenti di volo) di una delle numerosissime compagnie aeree che affollano ormai i nostri cieli. L’astensione dal lavoro può essere peraltro proclamata da una delle tante associazioni sindacali cui aderiscono le migliaia di controllori di volo presenti ed operanti in Europa. Talora, infatti, è sufficiente la “chiusura” di poche ma cruciali aree di controllo aereo per perturbare significativamente le attività di linea.

Anche i lavoratori di terra del settore aeroportuale possono a loro volta incrociare le braccia con effetti negativi sulla regolarità degli arrivi e delle partenze dei voli.

Sotto il profilo delle conseguenze lo sciopero rischia di ben esemplificare il proverbiale detto “oltre al danno anche la beffa”. Trattandosi, infatti, di evento che sfugge al controllo del vettore aereo, lo sciopero viene considerato dalla normativa vigente una circostanza eccezionale.

Ciò significa che lo sciopero può escludere l’obbligo della compagnia aerea di riconoscere ai passeggeri interessati la compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento CE n. 261/2004 per un ammontare fino a 600EUR.

Attenzione però. Non sempre il vettore può legittimamente invocare lo sciopero per giustificare la cancellazione o il ritardo del volo, e dunque per non erogare l’indennizzo economico.

In base alle norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, lo sciopero non può riguardare i cosiddetti voli garantiti che la compagnia deve preventivamente comunicare all’ENAC (soggetto controllore).

Inoltre, è generalmente assicurato l’arrivo a destinazione di tutti i voli nazionali in corso al momento dell’inizio dello sciopero.

Parimenti, è garantito lo svolgimento dei voli internazionali con orario stimato di arrivo entro mezz’ora dall’inizio dell’astensione dal lavoro.

Sono altresì di norma assicurati tutti i voli schedulati in orari antecedenti all’inizio delle agitazioni la cui partenza, tuttavia, a causa di ritardi indipendenti dalla volontà delle parti, ricada nell’orario dello sciopero.

In ogni caso, anche laddove il vettore sia esonerato dall’obbligo di corrispondere la compensazione pecuniaria dovrà comunque osservare le ulteriori prescrizioni previste dal citato Regolamento comunitario a tutela dei passeggeri.

In primo luogo, il vettore ha l’obbligo di prestare l’assistenza materiale ai passeggeri che in conseguenza dello sciopero rimangono bloccati in aeroporto.

L’assistenza materiale viene fornita assicurando pasti e bevande in congrua relazione con la durata dell’attesa e, se necessario, provvedendo alla sistemazione alberghiera ed ai relativi trasporti da e per l’aerostazione.

Ovviamente, in caso di impossibilità ad effettuare il trasporto aereo, il vettore dovrà offrire prontamente il rimborso del prezzo pieno del biglietto per la o le parti di viaggio non effettuate. Per la o le parti di viaggio già effettuate se il volo in questione è divenuto inutile rispetto al programma di viaggio iniziale del passeggero, nonché, se del caso:

a) un volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale, non appena possibile;

b) l’imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale, in condizioni di trasporto comparabili, non appena possibile;

c) l’imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale, in condizioni di trasporto comparabili, ad una data successiva di suo gradimento, a seconda delle disponibilità di posti.

Ad ogni buon conto, nel dubbio, potete sempre rivolgervi a ViaggiareTutelato al fine di ottenere chiarimenti, consulenza ed assistenza in merito ai diritti del viaggiatore.

a cura di Giovanni Masia

per Viaggiare Tutelato

 

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