Scrivere lettere, c’è chi lo fa ancora?

1 agosto 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Sono sempre stato innamorato delle lettere scritte…

C’è dentro una sorta di storia d’amore con la parola scritta. Ho iniziato a scrivere cartoline da bambino.

Provo sempre uno sentimento speciale solo nel ricordare quei momenti in cui stavo sempre scrivendo e in particolare ricevendo cartoline.

Ricordo di tenere sempre vicino al petto ciò che ricevevo per posta prima di leggerle.

Oggi non è più lo stesso, non puoi tenere un messaggio di posta elettronica o un sms accanto al tuo corpo e la differenza tra le due azioni ti da una sensazione e ti trasmette dei sentimenti differente.

Per molto tempo ho avuto una corrispondenza con un caro amico. Abbiamo iniziato quando lui era partito per il servizio militare a Roma e l’abbiamo continuiato per piu’ di dieci anni da diversi posti dove ci trovavamo e in momenti differenti della nostra vita.

Ho ancora ogni singola lettera e quando le prendo in mano, estrapolandole dalla scatola che le contiene, ho sempre delle belle emozioni.

Il mio amico è morto già da qualche anno. Ne aveva abbastanza della vita, e in quelle lettere, potevo individuare i suoi semplici cambiamenti da un ragazzo divertente e creativo a un uomo depresso da quello che gli accadeva attorno e alcune delusioni contribuirono a trasformare la sua personalità fino al punto di preferire lasciare questa Terra nella speranza di trovare una felicità e una calma differente da qualche altra parte.

Continuo a leggere ed odorare quelle lettere di cui conosco ogni singola parola e ne conosco l’odore che emanano. Non riuscii a convincerlo che valeva la pena continuare a sentire quelle sensazioni, a continuare a scrivere. Ha preferito andare via.

Quando mi siedo alla mia scrivania, o sul divano, una tazza di caffè a portata di mano, con quella scatola piena di lettere e con tante buste colorate che le contengono, con forme e calligrafie diverse, accanto a me, sento di voler prendere nota nel mio taccuino delle mie sensazioni del momento.

È sempre cosi.

Solitamente, alcune delle mie playlist su iTunes vengono riprodotte in sottofondo e cerco di carpire una frase da quelle canzoni che ascolto, per trovare ispirazione.

Cioè, questo è il punto esatto che trovo l’ispirazione e che inizio a scrivere ai miei amici o familiari oppure sul mio blog o su Tablet Roma.

Dico loro, o a tutti voi se uso il blog, della mia giornata e dei pensieri che mi sono passati per la mente. Ma dal momento che il virus ci ha colpito, insieme al distanziamento sociale, la mia scrittura di lettere non è più limitata al personale; Scrivo storie quasi tutti i giorni.

Utilizzo cosa la tecnologia moderna mi offre, come le “note” sul mio iPhone, e spesso appena mi sveglio uso quell’applicazione per scrivere a volte solo una frase, qualcosa che voglio annotarmi e che forse un giorno riprenderò. Esplorerò meglio e più in profondità quando troverò il tempo o quando un altro lockdown mi darà il tempo.

È il mio modo di rallegrare i miei amici e il mio approccio per documentare questa strana esistenza in cui ci troviamo. Devo ammettere che mi diverto molto a scrivere.

Ho così tante lettere e storie che sono state scritte in modo questi mesi di isolamento e spero che un giorno le mostrerò in qualche forma.

Un post, uno spazio su una rivista, una lettera ad un amico o a mia figlia.

Penso sempre che ci sia un livello di introspezione quando viene scritta una lettera; è richiesta una certa ricerca dell’anima all’interno di noi.

C’è così tanta energia nella pausa prima che la penna colpisca la carta mentre cerchiamo parole e significati. Forme e sostanze. È un momento magico, e posso rimanere anche 10-20 minuti in attesa di iniziare, e quando comincio, di solito non mi fermo fino alla fine.

L’ho trovato utile in ogni momento incerto della mia vita. Scrivere lettere o appunti mi aiuta a gestire l’ansia e l’incertezza. La pausa prima dell’inizio e la gioia alla fine di quell’esercizio, è un momento che devo affrontare quando sono in difficoltà.

Il mio cervello va in giro cercando di trovare la parola giusta e la descrizione corretta per ciò che provo. È come una terapia, ma con tanto duro lavoro nel ricercarsi internamente.

Devo ammettere che scrivere lettere, con una penna, è ancora un’esperienza che esplode un sentimento differente che scrivere e-mail e sms.

Le lettere rivelano e trasferiscono molto più di noi rispetto alle altre forme di comunicazione.

Ogni lettera ha un’impronta immateriale di tutto il nostro essere. È davvero la nostra firma personale. Ospita i nostri pensieri, paure e desideri personali. Quando volo, ho sempre un piccolo diario con me e scrivo tutto il tempo del viaggio. Mi piace vedere le parole uscire dalle mie mani: tutti i turbinii e le curve creati dalla mia mano che finiscono in una pagina vuota.

Scrivo in italiano e in inglese, ma l’ultima non è la mia lingua ed ho imparato da solo questa lingua straniera, lentamente e senza insegnanti di sorta.

Non ho ancora un ampio vocabolario e una grande abilità in inglese. Ma non mi interessa mostrare la mia conoscenza accademica dell’inglese in una lettera o in un post.

Ogni volta deve essere un esercizio. Un esame che serve per crescere. Sento di migliorare ogni volta che scrivo in inglese. Se mi fermo e provo la vergogna del mio inglese, non recupererò mai il mio divario. Quindi ne ho bisogno. È una sfida per me stesso. So che non sarò mai perfetto, ma non è questo il punto di scrivere.

Devo esprimermi, con le parole, in italiano o in inglese, o talvolta con la mia macchina fotografica.

Non sono il miglior fotografo del mondo ma non è (di nuovo) il punto.

Una volta che la lettera è scritta e sigillata in una busta, o una foto è stata scattata, e la mostro sul mio blog (www.massimousai.com), gli schizzi del funzionamento della mia mente sono sbloccati, trasportati al destinatario prescelto.

A volte potrebbe essere una lettera o un’immagine inviata a una sola persona. Tuttavia, la sensazione non è diversa quando mostro e pubblico cosa produco attraverso un post o sia nello stato su alcuni social network, ad un destinatario più grande, spesso a me sconosciuto e certamente molto più eccitante nell’immaginare le differenti reazioni al mio scritto o alle mie foto.

Adoro immaginare che quando la lettera è aperta, una parte di me fuoriesce dalla busta e lui (o lei) possa vedere immaginariamente la mia faccia, le mie espressioni e ricordare il suono della mia voce. Adoro la sensazione di andare nelle mani del lettore e dentro la sua anima.

La stessa sensazione che ho quando ricevo una lettera.

Scrivere lettere o scattare foto è una palestra per la mente. Mentre scrivo, ho diviso le emozioni e ho intrappolato le mie paure.

Per un momento, sento di sistemare tutto, mi sento più sicuro e coraggioso. Potrebbe essere solo un momento, ma è importante.

Siamo tutti narratori e narratori dove abbiamo un ruolo da protagonista alla fine della storia.

Quindi per me la gente dovrebbe sempre scrivere una lettera o a fare una foto quando si trova persa, isolata, sola e sembra che nulla abbia più senso.

Usate di più il vostro telefono per scattare foto e scrivere note invece di chattare su Facebook o WhatsApp tutto il tempo

Non possiamo pretendere di essere Hemingway, Dante o F. Scott Fitzgeralds, dobbiamo solo essere noi e non importa troppo se non appaiamo colti nella ricerca quasi maniacale nella ricerca delle parole per impressionare il lettore.

Dobbiamo esprimere emozioni, non serve usare parole complicate e inusuali se non riusciamo a trasmettere sensazioni ed emozioni. Non tutte le emozioni nell’arte arrivano con una tecnica significativa, a volte le canzoni più importanti sono canzoni semplici, da persone con la voce non perfetta e solo con soli pochi accordi, fatti con una chitarra neppure ben accordata. – e va bene cosi.

Non siamo tutti scrittori o fotografi nati, e nemmeno tutti vogliamo essere tali.

L’unica cosa che la tua lettera o la tua immagine ti richiede è essere te stesso. Una tua lettera o un tuo post potrebbe non essere una lettera di un grande scrittore, e va benissimo, dato che non è questo il criterio per essere uno scrittore di lettere.

È davvero molto semplice: basta scrivere e ti prometto che non c’è niente di così piacevole come ricevere una lettera. Faresti felice una persona oltreché’ liberarti dalle pressioni di altri problemi.

È un piccolo momento gioioso, ed è di questo che è fatto il mondo: una serie di piccoli momenti gioiosi.

Non sottovalutate mai il potere di un singolo momento

Recentemente uso una nuova tecnica per inviare una lettera. Dopo aver scoperto in questo periodo di pandemia, che le poste viaggiavano lentamente. Così scrivo una lettera con la penna, ne faccio una foto della lettera e la mando via e-mail in allegato.

Sì, non è lo stesso, ma ho ancora tutti i vantaggi di scriverla e l’azione che faccio è importante, per me, come lo stesso fatto di riceverla una lettera.

Ultimo ma non meno importante, adoro scegliere il foglio su cui vuoi scrivere le lettere; Ho scoperto di recente un negozio qui in città, con un mucchio di penne, buste, carta, tutto di diversi colori, forme e materiale. Un posto magico che mi piacerebbe possedere.

Non ho idea se si tratti di un’attività redditizia, ma ho promesso a me stesso che se un giorno vincerò alla lotteria, aprirò un negozio del genere. Solo per annusare la carta.

di Massimo Usai

www.massimousai.com

foto free pexels.com

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