Scuola di Mountain Bike

20 novembre 2019 | commenti: Commenta per primo |

Autunno con brio! Noi non ci fermiamo mai

Novembre: il mese delle castagne. Forse un tempo. Negli ultimi anni, assistiamo a eventi climatici impensabili rispetto a quando le parole riscaldamento globale ed effetto serra non erano ancora state coniate.

Quindi, mentre nei supermercati vediamo le prime montagne di pandori e panettoni, noi che andiamo in bici, stiamo inanellando una serie eccezionale di belle escursioni, e non vi nascondo che durante questa striscia di bel tempo ho fatto più bagni in mare che durante l’estate.

D’accordo, siamo tutti preoccupati per questi cambiamenti contro natura e non pensate nemmeno per un minuto che io non lo sia. Vorrei però soffermarmi sugli aspetti positivi che in un certo senso favoriscono chi pratica sport all’ aria aperta. L’ aria è tiepida, quindi salire in bici e pedalare con pantaloncini e maglietta ha tutto un altro sapore.

Per la scuola di mountain bike, il tempo stabile e temperato ha rappresentato un vero e proprio mare di iscrizioni, e se ci incontrate per strada, mentre ci rechiamo in pineta, potete assistere al passaggio di una lunga colonna di bimbi che, in fila indiana pedalano allegramente e con energia.

Questo articolo è per loro. I miei piccoli allievi sono proprio speciali: prima di tutto sono bimbi (e bimbe) che hanno scelto di alzarsi dal divano spontaneamente per combinare qualcosa di originale. La scuola di mountain bike di Avventure in Bici è tutto fuorchè un parcheggio per ragazzini.

Qui si cresce e ci si impegna, ma soprattutto ci si diverte. Anni di esperienza mi hanno insegnato un trucco che ritengo prezioso: riuscire ad insegnare a chi impara, facendo in modo che non se ne accorga, e che non si senta sotto esame o obbligato ad assistere ad una noiosa lezione. E credetemi, spesso non è facile come può sembrare.

Ma se vi capita di fare un salto all’ Oasi AICS durante la lezione in pista vi accorgerete di un qualcosa di indefinibile che in una vita da sportivo ho sempre adorato: un mix di sudore e risate come solo una squadra felice riesce a produrre. Perché contrariamente a quanto si pensa, la mountain bike, così come la vediamo noi, è uno sport di squadra.

E’ vero, ognuno pedala sulla propria bici, ma quando si esce dal cancello del Centro Sportivo, questa ventina di ragazzini ha una sola identità ed uno scopo comune: divertirsi in mezzo alla natura in compagnia degli amici. E per dei bimbi di pochi anni, scusate se è poco.

Il nostro obiettivo è quello di formare dei giovani che, completamente autosufficienti, possano godere delle meraviglie di questo nostro vituperato pianeta, futuri adulti che abbiano la voglia e le capacità di andare alla ricerca degli angoli più belli e sperduti, in sella ad un mezzo, la bicicletta, così snobbato e sottovalutato da chi vuole solo apparire, e che invece rappresenta l’alternativa pulita all’ automobile, per il nostro (ed il loro) futuro.

I numeri, e soprattutto i sorrisi sui volti dei nostri allievi ci gratificano, e confermano che siamo sulla strada giusta.

Ma qual è il segreto di questo successo? Nessun segreto, ci mancherebbe, però ci sono alcuni fattori che giudico fondamentali: potrei cominciare a parlare di serietà, passione, impegno, delle nostre qualifiche, sono tutte qualità fondamentali ma non fanno la differenza con altri sport e con altri insegnanti.

La verità è che ho sempre odiato andare a scuola. Proprio non mi andava giù. E per questo più che insegnare, la mia filosofia è quella di condividere le mie conoscenze con persone che amano sentirsi libere e vive; in questo caso i miei allievi sono dei complici, autorizzati quando serve ad infangarsi o impolverarsi senza risparmio. Come me. Non ditelo a nessuno, ma io sono rimasto uno di loro.

Un altro aspetto vincente di questa scuola è che la direzione del Centro Sportivo mi lascia la massima autonomia e questo significa poter inventare qualcosa di fantasioso e vario per rendere ogni lezione diversa dalla precedente.

Quando mi sono diplomato alla Scuola Nazionale Maestri di Mountain Bike, ho capito che, prescindendo dall’assoluta capacità e competenza dei miei formatori, il divertimento è una cosa seria, e con il tempo ho fatto mio questo precetto. Senza eccezioni. Così, in questo grande contenitore umano che sono le nostre lezioni del lunedì e del mercoledì pomeriggio, c’è spazio per tutto e per tutti, nessuno viene lasciato indietro.

Non abbiamo un inizio e una fine del corso, chi si iscrive viene portato avanti e aiutato ad entrare in squadra come se fosse con noi da sempre. I più grandi aiutano i piccoli e questi ultimi cominciano a capire che in mountain bike, come nella vita è bello aiutare ed essere aiutati.

Si impara a cadere e a rialzarsi, anche metaforicamente, e si apprendono cose che sembrano poco importanti nel mondo di oggi, dove la soluzione spesso ti appare servita comodamente su un display, ma per le quali stiamo perdendo capacità, come orientarsi in un luogo sconosciuto, con una bussola, con il sole, o come leggere una carta topografica.

Tutto questo, lo trasmettiamo ai più giovani insieme ad un fondamentale concetto: la sicurezza.

Lasciatemi dire che in questo caso i bambini, possono sicuramente insegnare qualcosa a noi adulti: il rispetto delle regole. Una volta imparata (perché compresa) una regola, la rispettano e non ammettono eccezioni o deroghe come invece, talvolta per pigrizia o fretta facciamo noi quando siamo “grandi”.

Vi garantisco che è un’emozione viaggiare per strada seguiti da una moltitudine disciplinata e attenta ma allo stesso tempo colorata e festante. E che soddisfazione sentire mentre ci si addentra nella nostra pineta, frasi come ”adesso siamo diretti verso nord-ovest…”

Noi istruttori siamo collegati via radio, uno in testa ed uno in coda al gruppo e ci divertiamo come pazzi mentre assistiamo all’esplosione di fantasia e libertà della nostra squadra che rumorosamente procede per i sentieri finchè il tempo che scorre non ci obbliga al rientro alla base. Arrivati al Centro, si defatica facendo qualche ulteriore giro di pista o si chiacchera per qualche minuto tutti insieme, ragazzi, genitori, insegnanti.

In queste situazioni si imbastiscono nuovi programmi, si discute di nuove proposte, dall’acquisto di una bici o di un casco alle mille iniziative che gravitano intorno al mondo di questo sport. La scuola, oltre alla pista lunga più di 300 metri, dispone di un discreto parco-bici e chi ne fosse sprovvisto può servirsene finchè non arriva il momento di volare alto e comprare una bici propria.

Arrivasse pure l’ autunno, quello vero, non ci fa gran che paura. Alimentiamo un cantiere che non si ferma mai, con la pioggia o con il sole.

E’ pomeriggio inoltrato ed i ragazzini sciamano via. Daniele ed io chiudiamo la pista, mettiamo a posto le bici e andiamo a casa contenti.

La sensazione di aver fatto qualcosa di buono è tangibile. Forse uno dei regali più belli che la vita mi ha fatto è poter vivere ogni giorno pienamente ed in questo la mountain bike, ma in genere la bicicletta fa senz’altro la sua parte, come se fosse in grado di portarmi indietro nel tempo.

A questo proposito il giornalista e scrittore Federico Pace afferma: ”La bici pare avere un legame stretto, più di altri mezzi, con quello che è la memoria, con il tempo che passa, con tutto quello che non si riesce più a recuperare. Forse anche perché è il mezzo che più di altri sembra essere legato all’ infanzia. A quel tempo in cui il tempo pareva ancora non esistere”.

Buon autunno in bici a tutti!

di Luca Carlo Santagà

Avventure in bici

Scuola di mountain bike

c/o Oasi AICS

Via Varna, 66 Infernetto

Per informazioni: Luca 3470704344

 

 

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.