Filippine, seguendo il tifone Haiyan

1 agosto 2018 | commenti: 1 |

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Il mio progetto non è solo un viaggio ma un sogno rimasto per troppo tempo parcheggiato in un angolo.

Dopo aver girato l’Australia con lo zaino in spalla ed in completa solitudine per quasi due anni, ora desidero partire e far qualcosa per chi sta peggio di me, desidero utilizzare il mio tempo per far uscire il sorriso sul volto delle persone che incontrerò.

Voglio conoscere il vero, e non quello che ci raccontano i media, provare nuovi sapori e odori, ammirare i colori e i volti vissuti della popolazione filippina che è sopravvissuta al tifone Haiyan (i filippini lo chiamano Yolanda), che ha portato via con sé centinaia di migliaia di vite.

Questo viaggio lo voglio condividere con Pierre, il mio ragazzo, perché possa rendersi conto delle realtà esistenti fuori dalla nostra comfort zone.
pzqw2323Dopo essermi informata sulle zone maggiormente colpite dal tifone, ho pianificato un itinerario di viaggio che andasse a toccare le aree in cui vivono ancora in gravi difficoltà, con la volontà di consegnare dei filtri per l’acqua potabile, visto che ancor oggi migliaia e migliaia di persone stanno morendo di tifo, a causa dell’acqua contaminata(da qui il nostro bisogno di ricevere uno sponsor).

Fare questo viaggio significherebbe dimostrare a tutti noi, Pierre ed io compresi, che chiunque nel proprio piccolo può cambiare le sorti di questo paese.

Immaginate se ogni turista (se ne contano ben 25.000 all’anno provenienti solo dall’Italia), portasse con sé nel suo viaggio nelle Filippine, anche solo 1 filtro per l’acqua. Le cose possono cambiare e cambieranno quando le persone capiranno com’è importante e facile fare questo gesto.

598994_10151478293924184_319879318_nQuesto è uno degli obiettivi del viaggio, contagiare le persone a portare un “gadget for life” a questa gente bisognosa e testimoniare come questo paese sia una meraviglia del pianeta, e come tale debba essere protetto e preservato.

Per fare questo viaggio io e Pierre ci “armeremo” con uno zaino in spalla e il minimo indispensabile all’interno, per poter trasportare anche i filtri che vogliamo donare.

Di seguito vi descrivo il nostro itinerario, nato cercando quante più informazioni possibili dagli italiani che vivono laggiù e contattando in internet i local di quelle aree.

Vorremmo partire a settembre, dall’aeroporto di Milano, destinazione Tacloban. Là ci aspetterà Zenia Dulce, un’insegnante sopravvissuta al tifone Haiyan, che ci accompagnerà per 7 giorni nelle zone della città più in difficoltà (visiteremo Abucay, Utap, Apitong, Barangay) e che tradurrà alle famiglie che riceveranno i filtri, come utilizzarli al meglio.

Il tutto verrà ripreso e condiviso nei social network per sensibilizzare la gente. Ci sposteremo nelle varie zone grazie a passaggi dei local o tramite l’utilizzo di taxi locali.
Alloggeremo in questi giorni in ostelli, o ospitati dalla popolazione. Zenia non può ospitarci perché ancor oggi non ha una casa ma vive dentro una baracca precaria. Scenderemo poi verso Santa Cruz, Tanauan, Tolosa, Tulag, Julita per poi risalire verso Tacloban.

Ci tengo a ringraziare la Dottoressa Maria Luisa Guinto- Adviento, doc specializzata in rehab da catastrofi naturali, che ho contattato privatamente e che ha reso possibile questo progetto, creando una rete umana di persone che ci guideranno durante tutto il viaggio.

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Una volta rientrati a Tacloban, saluteremo Zenia e prenderemo un volo interno che ci porterà nella città di Cebu dove incontreremo un collaboratore della dottoressa. Con il suo aiuto, ci muoveremo verso le aree di Talisay, Minglanilla, Naga, Toledo, Balamban consegnando quanti più filtri possibili, per poi tornare verso l’aeroporto.

Abbiamo pensato di fermarci in ostello a Cebu per 4/5 giorni, muovendoci in auto.
Come a Tacloban, cercheremo di riprendere il più possibile le situazioni esistenti ed addentrarci il più possibile dentro la loro quotidianità.

Voleremo infine verso l’isola di Bohol, esplorando in macchina tutto il suo perimetro ed addentrandoci verso l’entroterra; siamo curiosi di ammirare i paesaggi incontaminati di quest’isola e conoscere la differenze rispetto le zone già visitate.

Anche per quest’ultima tappa vogliamo tenere con noi dei filtri da poter consegnare alle persone bisognose che troveremo lungo il nostro viaggio on the road, ed una volta completato anche questo itinerario, torneremo verso Tacloban per poi rientrare in patria.

Ci tengo a raccontare qualcosa in più di questi filtri, che si chiamano LifeStraw, hanno un costo di 29 euro cadauno e la volontà è quella di portarne almeno un centinaio. Sono dei filtri che rimuovono un minimo di 99,9999% di batteri acquatici, 99,99% di protozoi acquatici e filtra fino a 0,2 micron.

Superano gli standard di filtraggio UE ed EPA. Rimuovono E.Coli, Giardia, l’Oocita Cryptosporidium e molti altri parassiti acquatici. Inoltre filtrano fino a 1.000 litri di acqua contaminata cadauno senza usare iodio, cloro o altri composti chimici, garantendo la salute di un individuo per più di un anno.

Non hanno bisogno di batterie e non hanno componenti smontabili, questo per garantire un uso semplice ed immediato ad ogni persona che ne venga in possesso.

Io e Pierre vi chiediamo uno sponsor per poter garantire la salute a questa povera gente, testimoniandovi in prima linea l’avvenuta consegna di questi oggetti salva vita e facendovi innamorare di queste spiagge e territori, in parte ancora selvaggi.

Promuoveremo questo viaggio utilizzando i nostri social networks e trovando appoggio in Tabio Tashi Photographer, che promuoverà il nostro viaggio su Facebook ed Istagram, nonché giornali e televisioni locali.

Grazie a tutti e buona vita!

di Marta Rambuschi

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