Itinerari bike: il Sentiero della Bonifica

17 aprile 2019 | commenti: Commenta per primo |

Ai Confini della Realtà, il Sentiero della Bonifica.

Roma è una città meravigliosa. E’ cosa risaputa in tutto il mondo ed io non sono che una voce in più a confermarlo. Ma più che una una grande capitale europea, sembra quasi una nazione a sé. Non so se succede anche a voi, ma sempre più spesso, mi capita di riflettere sui comportamenti dei miei concittadini.

Non voglio cadere nella banalità, ma sembra che a Roma l’unica regola sia non avere regole. Intendiamoci, non è proprio che queste ultime non ci siano; ma è nostra abitudine stiracchiarle, le regole, finchè finalmente esse non si piegano al nostro stile di vita e non viceversa.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Così, a passeggio o in bici per le vie della Città Eterna, assistiamo a tutto ed al contrario di tutto. Sostengo che sembri una nazione a sé perché si impara a sopravvivere nel caos, ma appena ci si reca all’ estero, cioè fuori Roma, ci si rende conto di come vivono gli altri. E a mio modesto giudizio gli altri, anche se non tutti ovviamente, vivono in maniera decisamente meno stressante.

Noi siamo andati a vedere se è proprio così. La nostra sveglia suona qualche minuto prima dell’ alba.

Il gruppo di Avventure in Bici si prepara a vivere una domenica dal sapore rilassato.

L’intenzione è quella di trascorrere una giornata tra amici, in mezzo alla natura e, possibilmente, con il minore impatto ambientale. Impresa impossibile? Niente affatto. La nostra meta è il famoso Sentiero della Bonifica, un bell’itinerario che si snoda lungo la Val di Chiana per più di sessanta chilometri.

Questa valle non a torto è conosciuta anche come la valle dei ciclisti ed è senz’ altro il fiore all’ occhiello della mobilità sostenibile della Regione Toscana. Il nostro appuntamento è alla stazione Termini, e più precisamente al binario 1 Est.

Noi dell’Infernetto abbiamo lasciato l’auto all’Eur, e raggiungiamo la stazione con la metropolitana, praticamente deserta a quell’ ora del mattino.

Dopo un’ oretta e mezza di piacevole viaggio, eccoci alla stazione di Chiusi, catapultati nel cuore della Toscana.

Siamo ancora leggermente assonnati ed abbiamo bisogno di un caffè, ma subito dopo saliamo in bici ed inizia l’ avventura. Sul treno abbiamo ammirato le evoluzioni del Tevere che serpeggiava per le campagne, il livello relativamente basso delle sue acque lasciava scoperte candide isolette di pietre e rada vegetazione. Il fiume che siamo abituati a vedere in città, vituperato ed inquietante, qui è un grosso torrente ricco di uccelli e dalle acque cristalline.

Un altro mondo. I primi chilometri che percorriamo in bici, oltre a svegliarci completamente, ci traghettano oltre lo spartiacque tra i corsi ed i canali che confluiscono nel Tevere e quelli che invece affluiranno nell’ Arno. Siamo in terra Etrusca, si respira un’ atmosfera intrisa di storia, ma soprattutto colpisce la pace che pervade questa vallata.

La giornata promette sole pieno ed Il colpo d’occhio abbraccia il panorama per chilometri.

Che meraviglia!

Il Sentiero della Bonifica non è altro che la via utilizzata dai manovali che avevano il compito di mantenere in efficienza i canali e le infrastrutture, qui non è raro imbattersi in manufatti ed edifici storici che ricordano gli sforzi per bonificare quella che un tempo era una palude.

Dopo qualche chilometro si staglia sulla destra il lago di Chiusi, un grazioso specchio d’ acqua nascosto a tratti dalla lussureggiante vegetazione. Sul manto erboso vi sono alcune aree pinic perfettamente attrezzate che sembrano nuove di zecca.

Quando transitiamo noi, nel lago navigano alcune canoe e sembra proprio il paesaggio di una cartolina. Subito oltre entriamo nella valle vera e propria.
Per tutta la lunghezza del percorso, seguiremo fedelmente il Canale Maestro o Maestro della Chiana, come lo chiamano da queste parti, i suoi argini saranno la nostra strada; la presenza dell’ acqua, tra canali e laghi sarà costante, e ci accompagnerà per tutta la giornata.

E qui, come i più affezionati lettori di Tablet Roma ormai sanno, vorrei aprire la mia consueta parentesi: l’ itinerario che percorriamo è totalmente in terra battuta ed è liscio come se fosse asfalto.

E’ perfettamente mantenuto, e questa, come si può facilmente immaginare non è una cosa facile. Per di più, periodicamente, si incontrano segnali che non solo indicano il percorso, ma le distanze tra i vari tratti, compresi i chilometri effettuati e quelli che mancano all’ arrivo.

Ad ogni attraversamento con strade asfaltate si trovano cartelli con informazioni sui paesini circostanti e le distanze( tra i più, vi segnalo Montepulciano e Cortona) e volendo esagerare potrei descrivervi cosa può provare una persona che sta compiendo un percorso in bicicletta e trova proprio sulla ciclabile un Bicigrill.

Si, avete letto bene: un Bicigrill, con tanto di ristorante, officina e ricambi.

Cosa prova il ciclista che viene dalla capitale del mondo quando vede una cosa del genere? Meraviglia, certo, ma anche tristezza. Come è possibile che in una città che muore di traffico e di inquinamento non si possa dare un vero colpo di reni e cominciare tutti insieme a cambiare davvero le cose?

A partire dalle periferie, che sono un inferno per centinaia di migliaia di pendolari dell’auto e certo non sono soggette a vincoli paesaggistici, per continuare con gli argini nel Tevere, che potrebbero essere resi tutti ciclabili, come i pochi ed eroici volontari del Sentiero Pasolini stanno cercando di fare tra mille difficoltà.

E’ necessario capire che il vero cambiamento è quello della mentalità: dipende da noi, prescindendo dalle amministrazioni. Chiudo queste mie considerazioni aggiungendo che in più di sessanta chilometri di percorso non abbiamo visto immondizia. Una cartaccia, un mozzicone. Nulla.

Torniamo alla nostra avventura. Si prosegue verso Arezzo, su questo bel fondo liscio, la strada è dritta e facile quindi ci si può guardare intorno; il paesaggio è costellato di verdi colline, tutte uguali e allo stesso tempo diverse, e appaiono evidenti i motivi per i quali gente di tutto il mondo voglia comprare una casa in Toscana. I chilometri scorrono veloci sotto le ruote e ci fermiamo all’ ombra, sulle rive di un laghetto per una meritata sosta-pranzo.

Che giornata!

I pochi chilometri che ci separano da Arezzo vengono percorsi senza fatica e non vediamo l’ ora di visitare questa città medievale in bici. La ciliegina sulla torta, o meglio una delle ciliegine, si presenta sotto forma di una bella pista ciclabile su asfalto che ci traghetta dalla fine del Sentiero della Bonifica, al centro della città dove ci fermiamo davanti ad una nota gelateria.

Dopo un gelato dalle proporzioni imbarazzanti, ci godiamo un giro in bici tra vie e piazze del centro storico di Arezzo, sotto un caldo sole primaverile, abbiamo percorso poco più di settanta chilometri uno più bello dell’altro ed ora ci aspetta un comodo viaggio in treno nel quale daremo una prima occhiata alle foto ed ai video di questa indimenticabile esperienza.

Avevo tenuto per me un’ ultima emozione: quella di percorrere in bici il tratto tra la stazione Termini e l’Eur, nel tardo pomeriggio in una domenica ecologica dove il traffico avrebbe dovuto essere, se non inesistente, almeno limitato…sono le 19 ed appena transitati dal Colosseo siamo in mezzo al traffico domenicale. In piena Fascia Verde. Un mare di auto. Sicuramente tutte ibride ed Euro 6. Come no. Bentornati a Roma.

INFO:

Lunghezza percorso: km. 65
Fondo stradale: terra battuta
Altimetria: 29m
Difficoltà: molto facile
In treno: andata da Roma-Termini a Chiusi-Chianciano, ritorno da Arezzo a Roma-Termini
www.sentierodellabonifica.it

 

 

 

testo e foto © di Luca Santagà

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