Sentiero Pasolini, mon amour

18 settembre 2019 | commenti: 3 |

Sentiero Pasolini Amore Mio

Tante volte vi ho portato con me su sentieri impervi oppure nei boschi più fitti. Come lettori affezionati di Tablet Roma, sapete che cerco di farvi vivere con i miei articoli le intense emozioni che provo quando faccio escursioni in mountain bike.

In queste ultime estati bollenti ad esempio, mi sono divertito ad andare a pedalare in alta montagna, dove il fresco tonifica ed il silenzio è totale e rigenerante. Devo però riconoscere che per compiere tali escursioni, sono necessari allenamento e capacità di conduzione della bici non comuni, specialmente in discesa.

Ma in genere la bicicletta è proprio per tutti, ed è sinonimo di libertà; questo vuol dire che non ci vogliono particolari doti per chi decide di farsi un bel giro su percorsi semplici e ben segnalati. Di recente, con le città strangolate dal traffico e dall’ inquinamento, anche le più insensibili amministrazioni locali sono state costrette a considerare la bici ed i suoi utenti come una risorsa. In tutto lo Stivale si moltiplicano le iniziative per incentivare questa forma pulita di mobilità.

Tuttavia, anche se viviamo in una nazione magnifica, noi italiani abbiamo l’ atavica abitudine di complicare anche le cose più semplici. Così per eccesso di burocrazia o semplice inerzia, sono centinaia i progetti sui tavoli di chi amministra, in attesa di essere realizzati, spesso con investimenti irrisori.

A Roma non siamo ancora al passo con le grandi capitali europee, ma le istituzioni mostrano finalmente interesse crescente sul tema grazie anche alla spinta popolare. Non è soltanto per via della diffusione della bicicletta come mezzo salutare e sostenibile; la differenza con il passato la facciamo soprattutto noi amanti delle due ruote.

Proprio così: chi utilizza la bici per spostarsi, spesso si batte per ottenere alcuni privilegi, come quello di non essere investito da un auto mentre si reca al lavoro, ad esempio, e chiede a gran voce a chi di dovere di agire, non per dare disturbo, ma semplicemente per poter tornare a casa sano e salvo.

Tante città e soprattutto le periferie sono un inferno per chi le percorre in bici nonostante questa sia un mezzo economico, pulito e silenzioso. Auto e biciclette, diciamoci la verità, non sono compatibili e se si vuole incentivare per davvero l’ uso della bici, bisogna per forza realizzare piste ciclabili.

E se non le fate voi (amministratori), le facciamo noi. Fantasie? Direi proprio di no. Da qualche anno, un gruppo di cittadini ed appassionati sta realizzando un progetto ambizioso: un collegamento ciclopedonale tra Roma e Ostia, valorizzando enormemente il cicloturismo lungo il fiume come avviene in molte capitali d’ Europa.

L’ obiettivo non è solo turistico ovviamente; si tratta di una ciclovia che sorge in gran parte sull’ argine del Tevere e che potrebbe snellire la mobilità cittadina soprattutto durante la bella stagione. Roma ha un clima spettacolare ed io vi assicuro che percorrere questo facile itinerario, in mezzo alla campagna, avvolti dal silenzio è un’ esperienza unica.

Il Sentiero Pasolini, se lo percorriamo da Ostia verso Roma, per adesso è percorribile da Ostia Antica, proprio accanto agli scavi.

Un turista che si affacciasse per la prima volta in questa parte semisconosciuta del corso del Tevere si troverebbe davanti prima l’ imponente sagoma del castello di Giulio II e lo splendido borgo medievale, costeggerebbe poi tutto il percorso degli scavi, pedalando accanto ad un vero tesoro a cielo aperto.

Ben distanziate, le fattorie si ergono come sentinelle trasportando chi transita indietro nel tempo, quando l’ agricoltura era alla base della vita del luogo e dove ogni ettaro sottratto alle paludi era da considerarsi una vittoria per l’ uomo. Arrivati al fiume dopo pochi chilometri di strada sterrata si sale sull’ argine e si procede su un fondo perfettamente mantenuto.

Il panorama offre innumerevoli scorci unici: dai campi a perdita d’ occhio di un verde intenso sulla destra ed il Tevere che scorre lento e maestoso alla nostra sinistra.

All’orizzonte la sagoma dei Castelli Romani è il tocco finale e rende questo posto bello come se fosse il lavoro di un pittore famoso. Nei mesi più caldi la gradevole brezza che soffia lungo il fiume ci tiene sempre ventilati ed i chilometri scorrono facili facili sotto le ruote.

Gli appassionati di archeologia industriale potranno ammirare da vicino le idrovore della Bonifica e non è raro imbattersi in manufatti di questo glorioso periodo. Altri incontri che non sono rari sono quelli con i volontari che con trattorini o decespugliatori faticano a turno per tenere sgombro dalla vegetazione il passaggio.

Immaginate l’ impegno che ci vuole per tenere sotto controllo chilometri di erbacce, canne e quant’ altro per rendere fruibile a tutti noi questo itinerario che si snoda con naturale eleganza tra antico e moderno, tra campagna e città.

Il tutto purtroppo appesantito dall’ostruzionismo di chi invade abusivamente gli spazi demaniali, e certo non ha a cuore ne’ l’ecologia ne’ la viabilità.

In una delle poche deviazioni, troviamo anche un po’ di salita e la traccia non è che un sentierino che si snoda nell’erba per arrivare ad un torrione dall’aspetto antico. Qui praticamente ci si affaccia sul Tevere dall’alto ed è forse il punto più panoramico di tutto l’itinerario.

Proseguiamo allegramente. Sul sentiero Pasolini comunque non ci si annoia mai, e nemmeno ci si perde: ad ogni bivio sono presenti chiare indicazioni, scritte su cartelli in legno, su dove ci troviamo, dove possiamo andare e, se siamo stanchi persino la più vicina fermata del treno Roma-Lido.

Cosa desiderare di più? Una panchina con affaccio sul fiume per godersi il fresco? Ebbene c’è anche quella. E poi, più avanti si arriva ad un ponticello in legno, approntato per superare con facilità un canale con le rive molto scoscese e che non fa altro che confermare che l’unione delle idee e la volontà delle persone appassionate sono una forza formidabile.

Il Sentiero termina (per adesso) nei pressi di Vitinia dove sembra che un altro gruppo di appassionati abbia in mente un nuovo progetto: una ciclabile che unisca il Sentiero Pasolini con la riserva Decima-Malafede. Se poi si dovesse tradurre in realtà il progetto del ponte ciclopedonale per unire le due sponde del Tevere, da Dragona a Parco Leonardo ci si può facilmente rendere conto che lentamente ma inesorabilmente si sta costituendo una rete. Una rete ciclabile che invece di imbrigliare potrebbe proiettarci in un mondo più sano, divertente e vivibile.

Fino a qualche anno fa, un progetto come il Sentiero Pasolini, che ci restituisce 24 chilometri di natura, sarebbe apparso come troppo avvenieristico perché in fondo i ciclisti erano solo qualche manciata ed il traffico non era così feroce.

Oggi invece, soprattutto con l’ avvento delle bici con la pedalata assistita, quest’opera e le altre che sicuramente la seguiranno, diventano di fondamentale importanza, suggerendo un drastico cambio di rotta rispetto al passato.

Deve cambiare insieme alla nostra, la mentalità di chi pensa le nostre città come realmente futuribili. Quando si realizza una nuova strada, è doveroso che accanto ad essa scorra una pista ciclabile. Perché tutto questo sia reso possibile, serve però l’aiuto e la collaborazione di tutti, persone ed istituzioni. Sono fermamente convinto che insieme si possa fare la differenza, e chissà che in un futuro non troppo lontano, non ci capiti di incontrare sul Sentiero Pasolini, famiglie in bici che con cocomero ed ombrelloni pedalino allegramente verso il mare.

di Carlo Luca Santagà

Avventure in bici

 

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