Sicurezza Idraulica

20 marzo 2019 | commenti: Commenta per primo |

X Municipio – Sicurezza idraulica, per la sicurezza del territorio e dei suoi abitanti

 

Ogni allerta meteo, provoca uno stato di ansia crescente a molti abitanti del X Municipio, dall’Idroscalo all’entroterra, che si attenua solo con l’arrivo del sole.

Lo scampato pericolo non riduce comunque la rabbia di osservare una situazione che sembra essere cristallizzata nel tempo, da tante forse troppe parole ascoltate negli ultimi 15 anni.

E’ opportuno ricordare che il X municipio con i suoi oltre 230 mila abitanti (popolazione iscritta in anagrafe al 31.12.2016) è fra i più popolosi del Comune di Roma. Per dare un idea la popolazione è quasi il doppio di quella di Latina, oltre 3 volte quella di Viterbo, oltre 4 volte quella di Frosinone.

Il X Municipio è anche uno dei più estesi del comune di Roma, la sua superficie è di 150,74 Kmq (il comune di Milano ha una superficie di 182,07 Kmq).

Perché parte del territorio del X Municipio è cosi a rischio?

  • Morfologia e geologia – terreni poco permeabili
  • Livello di urbanizzazione – aumento spropositato delle superfici impermeabili
  • Vulnerabilità del contesto territoriale – sistema scolante inadeguato all’attuale livello di antropizzazione
  • Cambiamenti climatici – piogge brevi ma di fortissima intensità

Il reticolo di canali che caratterizza il territorio ha origine dalla Bonifica (anno 1884). Canali ad uso agricolo che avevano la funzione di riserva di acqua per l’irrigazione e scarico in mare. Oggi l’uso agricolo è stato sostituito quasi completamente dalla funzione di scarico delle acque meteoriche anche di prima pioggia. Le acque di prima pioggia su superfici impermeabili sono quelle che, cadendo durante la fase iniziale di un evento meteorico (i primi 5mm), si presentano spesso cariche di inquinanti di varia natura ed origine, dilavati dalla superficie delle aree scoperte. La composizione di tali acque, le rende particolarmente pericolose per l’ambiente e imporrebbe quindi che ad esse fossero riservati adeguati sistemi di trattamento.

Il Coordinamento Sicurezza Idraulica dopo aver promosso in collaborazione con Il CBTAR – Consorzio di Bonifica Tevere ed Agro Romano, l’evento divulgativo, per far conoscere ai cittadini del X Municipio, non solo le criticità del proprio territorio, ma anche quali e quanti interventi sarebbero necessari e con quali priorità procedere, per mitigare il rischio idraulico.

A valle dell’evento come Coordinamento, consci dell’importanza dello studio presentato del Prof. Mancini e dal suo Staff, osservando che i mesi passano e le novità attese non si concretizzano, abbiamo voluto in qualche modo provare a fare una sorta di appello agli organi competenti, ad iniziare dal Ministro dell’ambiente Sergio Costa.

L’ obiettivo è di riportare   l’attenzione sui fondi destinati alla mitigazione del rischio idrogeologico, pronti dal 2015.

Nella lettera inviata anche al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e alla Sindaca Virginia Raggi, il CSI ribadisce l’urgenza di dare corso a quelle opere prioritarie e fondamentali, così come riportate nello studio dell’Università Roma TRE.

Dopo aver assistito negli anni al costante consumo di suolo, anche in presenza di continui allagamenti, di cui uno in particolare è ricordato per un decesso (2011) e all’assenza della realizzazione di interventi atti a mitigare il rischio idraulico in modo organico.

Ribadiamo la necessità che i Cittadini siano ben informati circa la fragilità del territorio sul quale risiedono, che gli Amministratori provvedano a mettere in atto tutte le politiche di salvaguardia dell’ambiente.

Occorre considerare che negli anni sul nostro territorio, nessun effetto hanno sortito leggi come la 183/89, che ha definito le “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo”. Per arrivare poi al D.Lgs 152/06 che ha suddiviso il territorio nazionale in Distretti, ciascuno presieduto da una Autorità di Distretto.

Tale percorso tuttavia, ad oggi, non è stato ancora concluso e le AdB ( Autorità’ di bacino) nazionali svolgono il ruolo di coordinamento all’interno dei Distretti tracciati.

In Italia, i principali riferimenti normativi in materia di difesa del suolo e pianificazione del rischio idraulico sono legati ai Piani Stralcio di Assetto Idrogeologico (PAI) delle Autorità di Bacino (Piani che si configurano come stralci funzionali dei più complessi Piano di Bacino), redatti ai sensi della Legge 183/891.

La nota del CSI vuole essere l’ennesimo appello.

Vista la mancanza di notizie su progetti esecutivi e bandi di gara, il Coordinamento chiede di passare dalle parole ai fatti con:

  • il rispetto delle priorità delle opere, così come indicate nell’elenco prodotto dal citato Studio;
  • l’attivazione, con la necessaria urgenza, delle procedure per la realizzazione della progettazione definitiva almeno delle opere con priorità 1A, 1, 2 e 3, in quanto propedeutiche all’inserimento nelle piattaforma ReNDiS (Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo);
  • l’accorpamento, per quanto possibile, degli interventi che ricadono nella stessa macro area.

 

di Veronica Piro e Sandro Massimei

Coordinamento Sicurezza Idraulica Municipio X

 

 

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