Solo un minuto, per un mondo più accessibile

2 gennaio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Solo un minuto, è il primo progetto che Tablet abbraccia in questo 2019!

Solo un minuto è una campagna culturale, di “auto” educazione/sensibilizzazione a sostegno della mobilità, accessibilità, viabilità per l’autonomia strutturale e culturale verso persone con diversa abilità.

La campagna nasce partendo dall’esigenza dettata dalla cattiva educazione e dalla mancanza di rispetto, dimostrata in questi ultimi anni dai conduttori di auto, camion, mezzi pubblici, motorini e biciclette e verso le persone con disabilità o fragili. Il progetto si basa sulla cultura, l’etica, sulla promozione, per smuovere le coscienze delle persone, di tutti noi, delle amministrazioni pubbliche, un modo differente di essere persone, civili ed educate.

La frase “solo un minuto” è la risposta più frequente che viene data a una persona diversamente abile da chi ha parcheggiato il suo mezzo di trasporto nel luogo dedicato ad una persona disabile, o che intralcia la mobilità del disabile stesso.

L’ideatrice di #solounminuto

Lorella Ronconi, l’ideatrice della campagna racconta: “A me è stata detta molte volte, ma il 15 maggio 2017, di ritorno da un convegno sulle barriere architettoniche, mi è stata ripetuta con indifferenza dalla conducente di un Suv che aveva invaso il marciapiede sul quale ero di ritorno a casa. Avevo la febbre ed ero stanca, non potetti chiamare i vigili urbani, feci una foto all’auto però.

Questo atteggiamento di indifferenza mi fece arrabbiare e di getto pubblicai la parola #solounminuto con la foto, ma in seguito, mi fece riflettere sulla maleducazione, sull’aumento della cattiva educazione nei confronti delle persone disabili. I conducenti di auto o motorini dovrebbero conoscere il codice stradale, dovrebbero avere un po’ di buonsenso e attenzione verso le persone disabili e fragili”.

Dopo tre mesi dall’ “incontro con il Suv”, il 13 settembre 2017 è stata aperta la pagina Facebook , proprio per dare via ad una campagna sociale.

L’iniziativa vuole essere un momento di riflessione, autoriflessione. Non vuole puntare il dito su amministrazioni o enti preposti o essere giudice, vuole solo essere una azione pacifista, culturale, educativa che propone delle foto per far riflettere ed educare.

#SOLOUNMINUTO NON è MAI CONTRO ma PER.

Basta con il vizio di puntare il dito contro Tizio o Caio! Non serve essere violenti, maleducati, rabbiosi o diventare “razzisti al contrario”. Per migliorare la sicurezza delle persone disabili in una città c’è già il codice della strada.

Ognuno di noi è attore e spettatore e ci piacerebbe, tutti assieme, arrivare a ri-flettere (attraverso le foto) illuminare le nostre intelligenze, per diventare pensatori, “produttori” di buon senso e rispetto civile per l’altro. Perché migliorando la vita delle persone fragili, in fondo, miglioriamo anche la nostra, perché ognuno può essere anche momentaneamente fragile o con difficoltà motorie.

#solounminuto continua a promuovere il rispetto, e rifiutare “razzismi al contrario”, ma le persone in difficoltà hanno bisogno anche di fatti.

La pagina si occupa di disabilità vissuta e vista attraverso il non rispetto dell’autonomia e viabilità stradale, nei centri abitati: i parcheggi negli stalli riservati alle persone diversamente abili, i parcheggi sulle strisce pedonali d’attraversamento e in prossimità di scivoli con passo carrabile.

E ancora, i parcheggi sopra i marciapiedi che impediscono l’autonomia e il passaggio ai disabili, persone con fragilità e mamme con i passeggini. E in futuro, magari, potrebbe interessarsi anche di altri tipi di cattiva educazione nei confronti delle persone diversamente abili come (stereotipi, tabù, luoghi comuni ecc..)

La risposta positiva di un mondo civile

Una sorpresa inaspettata per Lorella Ronconi ideatrice dell’hashtag e della pagina e per Emanuela Fallani (editor fan page). Il successo? Forse il bisogno, inconscio o taciuto, di tante persone? Arrivano foto da mamme, anziani, zii, papà, non solo di disabili. Desiderio di civiltà? La community è una realtà che accomuna le persone, una realtà che cerca di unire le regole di civiltà con un’etica che renda più comoda la vita per tutti.

Non ci vogliamo sostituire alle istituzioni” affermano Lorella, Emanuela ed i collaboratori della pagina, “a chi è preposto al rispetto delle regole. Ma solo illuminare, con le nostre foto pubblicate, gli atteggiamenti arroganti, indifferenti. Atteggiamenti, abusi, che sono vere violenze per chi ha difficoltà di movimento in un centro urbano. L’autonomia di ogni persona è un diritto ed un dovere. Un momento anche per far riflettere le amministrazioni pubbliche.

Tablet Roma ha quindi deciso di contribuire alla diffusione della campagna dando spazio sulla propria pagina Facebook, ma anche nelle sue flash news, alle immagini di #solounminuto, soprattutto a Roma e ancora più se sul X e IX municipio, dove siamo maggiormente radicati.

Le Curiosità

Nasce la pagina Facebook (13 ottobre 2017)
Nascono i profili YouTube e Instagram
Su Twitter il comando municipale di Terre d’Argine (Modena) promuove campagna #solounminuto sull’accessibilità, sicurezza stradale.
Il commissariato di Riccione, crea settimane sul rispetto codice della strada dedicate alla disabilità con il nostro hashtag e ci invia report
#solounminuto diventa marchio registrato
Il concorso cinematografico “Clorofilla festival” di Legambiente inserisce la sezione “#solounminuto” dedicata a cortometraggi a tema
Nel festival Clorofilla arrivano 12 cortometraggi dei quali in lingua spagnola; a breve la premiazione.

I numeri (aggiornati ad ottobre)

I seguaci, 9371 persone seguono la pagina.
I Mi piace,9329.
Copertura media di 26500 persone al mese.
490 persone al mese che seguono la pagina
I post/immagini pervenuti. Arrivano in media 120 foto/post a settimana (gran parte privati, da ripulire dalle targhe e pubblicare noi, altri pubblici, ma da controllare prima e autorizzare in seguito, nel rispetto della privacy)
Sono quasi 2500 le foto pubblicate.

Tutte le segnalazioni su Roma e sul IX e X Municipio possono essere inviate alla nostra Redazione o direttamente a #solounminuto.

L’indifferenza è anche quella del cittadino che, vede, passa e non fa nulla. Per questo #solounminuto si pone su un contesto differente. Sul concetto in cui tutti possiamo essere protagonisti per migliorare la qualità della vita degli altri, ma prima di tutto di noi stessi, attraverso un’etica, uno stile educativo  portatore di rispetto, in modo pacifico, senza fare critiche, ma cercando solo di far riflettere, come uno specchio.

Le barriere impediscono ai cittadini di vivere in modo sociale e civile ciò di cui hanno diritto. Come ad esempio camminare su marciapiedi che hanno alberi o spazzatura gettata in mezzo e impediscono di accedere a negozi, in banca, in farmacia, in posta o anche solo di andare all’alimentari a fare la spesa.

Non solo è impossibile per i parcheggi, ma anche per l’indifferenza di chi costruisce o di chi ristruttura.

Vi lasciamo con la riflessione che ci hanno segnalato, di un amico di #solounminuto scomparso nel 2016, Giulio De Paola: “Tornando a casa mi sono imbattuto stasera su questa simpaticissima perla. Una macchina occupa lo scivolo, un’ altra è in curva. Entrambe in evidente divieto di sosta. Capisco benissimo che i vigili non possono controllare tutto, ma continuo a segnalare queste cose perché è un problema di senso civico.

E’ inutile parlare di massimi sistemi del mondo: la civiltà si misura da queste cose e Grosseto è una città accessibile per finta, visto che nei negozi con la carrozzina non si entra. Le colpe, spesso, si dividono tra istituzioni e cittadini: non è mai colpa soltanto di una o dell’altra parte perché stupidità, ignoranza e superficialità vanno a braccetto“.

Materiale informativo gentilmente messo a disposizione da #solounminuto ©

Redazionale di Martino De Volo

Immagini tratte dalla pagina Facebook di #solounminuto che ne detiene ogni diritto

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

 

 

“Una Chance fa la Differenza”. Parola di Richard Bernstein, giudice della Corte Suprema degli U.S.A., non vedente

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