Sostenibilità ambientale per un ambiente più sano

18 maggio 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Il clima sta cambiando intorno a noi, è l’ora quindi di una sostenibilità ambientale per migliorare le proprie vite

Il clima sta cambiando, lo possiamo vedere tutti i giorni e possiamo anche notare gli effetti di eventi estremi, ondate di caldo e di freddo che sconvolgono il nostro clima, la nostra vita.

L’Unione Europea si sta muovendo, sta cercando di prendere delle decisioni che possano mettere d’accordo tutti gli Stati membri, sta cercando di fare capire che adesso non possiamo più aspettare, che il tempo per rendere il clima più pulito stringe.

I rifugiati climatici stanno crescendo e si calcola che il loro numero sia superiore a quello degli sfollati di guerra. In 22 anni di monitoraggio, non ci siano mai stati così tanti sfollati nel mondo, siamo al massimo storico.

IDMC, il centro di monitoraggio sul clima, calcola che 45,7 milioni di persone vivano ancora da migranti nei propri paesi.

Gli sfollamenti più duraturi sono causati da conflitti e guerre; tuttavia, dal 2009 sono i disastri naturali a costringere le persone ad abbandonare le proprie case e le proprie terre.

Uomini, donne e bambini che a causa degli effetti del clima, della siccità e delle inondazioni si ritrovano a perdere tutto e sono costretti ad abbandonare la loro casa e la loro terra. Le catastrofi naturali infatti hanno innescato quasi tre quarti dei nuovi spostamenti registrati nel 2019 in tutto il mondo. Parliamo di 24.9 milioni di persone su un totale di oltre 33 milioni di sfollamenti. I terremoti, a cui siamo purtroppo abituati in Italia, sono una piccola percentuale del totale: in oltre il 95% dei casi sono tempeste o inondazioni a lasciare dietro di sé una scia di devastazione.

La sostenibilità ambientale si sta facendo seria, non possiamo più voltarci dall’altra parte e fare finta di niente. Le popolazioni indigene sono le più colpite, sono quelle popolazioni che non hanno difese e non possono fare altro se non assistere impotenti alla distruzione del loro territorio, di tutti i loro ricordi e del loro stile di vita.

Il nostro pianeta sta soffrendo moltissimo per tutti i danni che finora sono stati fatti all’ambiente, e tutto solo per guadagnare più denaro e non capendo che senza un pianeta pulito tutto quel denaro non vale niente.

Perchè “l’Unione europea è un importante attore globale in qualità di produttore e consumatore

L’impronta ecologica della maggior parte dei paesi europei supera attualmente la loro area biologicamente produttiva disponibile o “biocapacità”. Inoltre, poiché l’UE intrattiene relazioni commerciali con il resto del mondo, una parte considerevole delle pressioni ambientali associate al consumo nell’Unione europea è percepibile al di fuori del territorio dell’UE.

Per di più, la quota dell’impronta ecologica della domanda dell’UE che viene esercitata al di fuori dei suoi confini è aumentata nel corso del decennio passato per quanto riguarda l’utilizzo del suolo, dell’acqua e delle materie prime, oltre che per le emissioni nell’atmosfera” e quindi è un preciso dovere quello di impegnarsi per ridurre l’impronta ecologica.

Solo la sostenibilità ambientale può aiutarci a superare il momento che stiamo vivendo e a ripartire più forti di prima; forti e consapevoli che il pianeta è solo uno ed è molto delicato per questo dobbiamo tenercelo ben ben stretto

di Valeria Fraquelli

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Immagine Pixabay in Creative Commons CC0.

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