Tappeti d’autore

12 settembre 2018 | commenti: Commenta per primo |

Rigorosamente contemporanei: ecco il nuovo trend dell’interpor design 2018

 

Generalmente, quando si parla di tappeti, non ci sono vie di mezzo: c’è chi li ama e c’è chi li odia!

Il tappeto, elemento di decoro tanto in voga negli anni d’oro, è stato nell’ultimo decennio quasi del tutto dimenticato. Negli ultimi anni definito dal minimalismo nordico elemento superfluo, è oggi una nuova icona decor. E’ protagonista di interessanti operazioni di sperimentazione e ricerca.

Così, uno degli oggetti d’arredo più antichi presenti nelle nostre abitazioni si è finalmente adattato al gusto contemporaneo. E questo grazie ai brand specializzati e ai designer affermati, che hanno reinterpretano l’oggetto cult per eccellenza della casa borghese. Il tempo e i nodi restano le matrici su cui si fonda la preziosità di un tappeto, la cui realizzazione può impiegare anche mesi di lavoro. Matrici che sono composte dall’intreccio di fili di lana, di seta, di cotone, provenienti dalla Persia, dall’Afghanistan, dal Nepal, dall’’India, per formare capolavori unici.

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Ma ora, tramontata l’era polverosa dei tappeti persiani fieramente esibiti dalla ricche signore borghesi, il tappeto moderno si libera dai retaggi barocchi. Si  reinventa rieleggendosi nuovamente quale oggetto cult delle nostre abitazioni.

Quest’anno, infatti, al Salone del Mobile, edizione 2018, sono state molte le aziende che hanno presentato le loro collezioni di tappeti firmate da design – star di fama mondiale.

Potendo vantare tra le sue collaborazioni i più grandi designer della scuola milanese, quali Giò Ponti, Ico Parisi e Joe Colombo, l’azienda lombarda Amini presenta la collezione Trasparenze. Una collezione contemporanea di tappeti moderni nella quale i colori chiari e dominanti, nell’uniformità della loro cromia, sono in grado di proiettare una profondità oltre la tela.

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Interessante è la linea Blur di Nanimarquina, brand spagnolo vincitore dell’Elle Decor International Design Award 2018 per la categoria Floor Covering, realizzata dai fratelli francesi Bouroullec.

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La sequenza di linee geometriche a ripetizioni sono i tratti distintivi di questi designer che con la loro collezione offrono due letture diverse dello stesso prodotto. Infatti, questi tappeti, se osservati da lontano appaiono come superfici indefinite e sfocate. Ma, se ci si avvicina, rivelano linee e rombi scanditi ritmicamente in proporzioni diverse, quali elogio al più puro stile cinetico. L’effetto sfocato è stato ottenuto invertendo il senso in cui viene tradizionalmente tessuto un kilim. Questo cambiamento nella tessitura rende le linee sfocate e il processo più laborioso, ma al contempo crea l’effetto di un tappeto invecchiato.

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Mentre i Bouroullec giocano con le geometrie, la designer turca Begüm Cana Özgür con la collezione Shade [foto] immagina un paesaggio di sfumature, che abbracciano e coordinano tappeti e pouf.

La collezione Tres Vegetal di Nani Marquina ed Elisa Padron celebra la naturalezza dei materiali. Le forme semplici e i colori neutri raccontano una placida atmosfera mediterranea.

Lo stile rustico di questa collezione è dato dall’uso della canapa. Questa fibra filata a mano è stata scelta sia per la sua natura biodegradabile, leggera ma resistente, sia quale elemento di connessione con la passione del marchio per la natura. La bellezza di questa collezione, creata in India, risiede nella trama piatta, ma piena di irregolarità generate dall’incrocio delle fibre nei loro diversi spessori, ma anche nelle tonalità delle fibre beige, avorio e bianco sporco.

Di Alessandra Lino – Architetto

 

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