La televisione italiana e la sua storia

5 febbraio 2021 | commenti: Commenta per primo |
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Com’è entrata (e rimasta) la televisione nelle nostre case?

Oggi la televisione è come un oggetto d’arredamento, è spontaneo accenderla e guardarla quando vogliamo a tutte le ore del giorno e della notte, ma non è sempre stato così perchè al momento della sua nascita la televisione era ben diversa.

Forse non tutti sanno che il metodo di trasmissione televisiva fu inventato già nel 1883, il 24 dicembre per essere precisi, da Paul Gottlieb Nipkow che inventò un disco perforato a spirale per dividere un’immagine in un mosaico di punti e linee. Grazie ad una fotocellula al selenio completava il suo telescopio elettrico.

Certamente a quell’epoca il progetto di Nipkow era addirittura futuristico e neanche all’ufficio brevetti gi diedero molto credito, tanto che la sua richiesta di brevetto non fu facile e riguardava solo la riproduzione elettrica di oggetti illuminanti. Alla fine il brevetto fu concesso nel gennaio del 1885.

Ma sarà solo nel 1925 che venne inventata la prima televisione grazie ad un inventore scozzese, John Logie Baird, e anche in questo caso si trattava di un modello elettromeccanico poi sostituito da un tubo catodico. L’apparecchio era di legno e molto ingombrante ma il formato dello schermo era veramente ridotto rispetto alla grandezza del mezzo.

La diffusione dagli anni ’50

Sarà con gli anni ‘50 che la televisione diventerà un vero e proprio oggetto di consumo di massa.

All’inizio il televisore si trovava in bar, ristoranti, centri commerciali e anche nei cinema e la gente faceva di tutto pur di non perdersi i programmi preferiti; anche attorno alle vetrine dei negozi di elettronica si formavano capannelli di persone.

Era diventata una consuetudine allestire in ogni locale una sala con televisione dove i clienti consumando potevano godersi il loro programma preferito, e all’epoca Rischiatutto, Cantagiro e le prime soap opera garantivano sempre il pienone.

Con il passare del tempo la televisione cominciò ad entrare nelle case dei cittadini italiani perché riuniva la famiglia e provvedeva ad informare e intrattenere con vari programmi che spaziavano dai quiz alle prime fiction.

All’epoca non esisteva il telecomando, per cambiare canale bisognava alzarsi e muovere le manopole poste sotto allo schermo della televisione; sarà con gli anni ‘60 che verrà introdotto il primo vero telecomando.

Con gli anni ‘70 entrarono in gara le prime tv private, era la fine del monopolio della RAI anche se per i primi tempi le emittenti di privati non potevano trasmettere in diretta ed avevano tutta una serie di vincoli.

Il boom negli anni ’80 fino ai giorni nostri

Bisogna attendere gli anni ‘80 per vedere un vero e proprio fiorire di piccole emittenti che cominciano la loro avventura trasmettendo alcune per poche ore a livello locale, altre a livello nazionale per più tempo. Nei primi anni ‘70 si cominciarono a ricevere le prime trasmissioni estere a colori, una vera novità per l’epoca.

Ecco che nasce Canale5, seguito a ruota da Rete4 e Italia1 che poi si fonderanno e daranno origine al gruppo Mediaset. Negli anni ‘90 ormai le tv private erano tantissime e finalmente potevano trasmettere anche in diretta così i palinsesti migliorarono e si arricchirono con eventi e informazione in tempo reale.

Di digitale terrestre si cominciò a parlare nei primi anni 2000; da qui in avanti è iniziata l’epoca della tv on-demand, delle televisioni che integrano Internet per un’esperienza di visione ancora migliore, delle app per vedere e rivedere i programmi preferiti ogni volta che si vuole…

Intanto il segnale analogico è stato spento ormai in tutta Italia e si riceve solo il digitale destinato ad evolversi ancora nel tempo.

di Valeria Fraquelli

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