La Tesi di Laurea. Decalogo di sopravvivenza

11 gennaio 2017 | commenti: Commenta per primo |
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La Tesi di Laurea. Come sopravvivere in dieci semplici mosse

Da collezionista seriale di lavori precari quale sono, mi è capitato di incappare nelle tesi di laurea altrui. Passione per la lettura, curiosità, amore per la scrittura, familiarità con Word, margini, note, interlinea, ritenuta d’acconto e il gioco è fatto.

Mi ricordo la mia tesi triennale. Quella sensazione di abbandono assoluto, affrontata meglio durante la tesi magistrale. Al tempo già adoravo scrivere di quello che preferisco nel modo che più mi piace. Sono perciò passata dal terrore di sbagliare all’inebriante sensazione di onnipotenza di chi non avrà nulla di corretto dal proprio relatore. È stata una gran bella discussione di laurea. Avevano letto citazioni iniziali e introduzione. Conoscevano i miei cavalli di battaglia, e ho così potuto dare libero sfogo alla mia lieve tendenza all’essere logorroica.

Ma se non fossi stata abituata a scrivere? Se non fossi stata tanto testarda in tutto da riversare il mio assoluto bisogno di indipendenza e di solitudine persino nella stesura della mia tesi? Per esempio il ricordo della triennale ha tutto un altro sapore. Nemmeno le note sapevo scrivere, nemmeno le note.

Qualche giorno fa sono incappata nella lettura di un articolo Come vincere il terrore della pagina bianca di Guido Vitiello, per la rivista Internazionale.

È tempo di compiere il crimine simbolico così lungamente preparato. Ma c’è un solo terreno su cui puoi braccare la preda della “sfuggente grafomane”: gli alba pratalia della pagina di Word; e un solo strumento per tappare la bocca alla logorroica francese: la parola. Comincia, comincia oggi stesso, partendo da qualunque punto, foss’anche da una frase a caso. Scaccia con impazienza la voce molesta che ti dice che quel che scrivi è imperfetto, insufficiente, provvisorio: è un’aggressività da rivolgere altrove.

Tesi di Laurea

Mi è così venuta l’idea di scrivere un decalogo di sopravvivenza alla scrittura della tesi di laurea.

  1. Mai ascoltare i colleghi portatori sani di ansia perennemente appollaiati fuori dagli studi di tutti i professori del piano. Avranno sempre un numero infinito di problemi burocratici e incolmabili. Ne parleranno con voi, con voi si confideranno. Scappate via urlando.
  2. La soluzione per non incappare in alcun tipo di problematica è informarsi autonomamente, tramite sito, gruppi social, segreterie, colleghi affidabili che ci sono passati prima di voi.
  3. Assistete alle sedute di laurea unicamente dei vostri più cari amici, per amore, mai per dovere. Ascoltare le tesi di tutto il dipartimento non vi permetterà di sapere come andrà la vostra, e certo non è tra le attività pre-laurea più rilassanti.
  4. Se siete donne, ricordatevi le scarpe di ricambio. Dovrete premiarvi in quel giorno così speciale, non perdere l’uso degli arti inferiori. Se siete uomini, la cravatta si può sempre levare, e la cinta può essere allentata dopo il brindisi-abbuffata.
  5. Dovete invitare ad assistere alla vostra discussione unicamente chi vorrete davvero, con tutto il cuore. Altrimenti vi ritroverete lo stesso gruppetto appassionato accanto a voi fino alla cresima dei vostri figli.
  6. Se avete dei dubbi, disturbate il vostro relatore, alcuni dicono sia addirittura pagato per questo.  A quanto pare, bibliografia e note a piè di pagina ai loro occhi sono l’elemento principale della vostra tesi. Riscrivere tutte le note, in base alle preferenze del vostro professore, corsivo, virgolette, Ibidem, credetemi, non è una bella faccenda.
  7. Non esistono unicamente costosissime agenzie di revisione tesi. Esiste innanzitutto la vostra testa. Siete in grado di fare tutto da soli. E se proprio sentite di avere bisogno di una mano, la troverete sicuramente nella veste di un collega tutor che, magari ad un buon prezzo, potrà starvi accanto nella stesura, offrirvi una spalla su cui piangere, e suggerimenti pratici, come questo fantastico decalogo!

  8. Non impazzite per il frontespizio. La copisteria di facoltà ha sempre la soluzione.
  9. Un libro che rappresenta un must per i tesisti letterati è sicuramente Come si fa una tesi di laurea. Le materie umanistiche Umberto Eco.
  10. Tempistiche: organizzatevi. Scrivere. Poco alla volta, sempre, tutti i giorni. Arrivare con l’acqua alla gola, scopiazzare, non argomentare, incollare, non sviluppare idee personali, non approfondire. Tutto questo può essere evitato mantenendo la calma e accantonando l’irrinunciabile bisogno di procrastinare, almeno per una volta.

 

Vi lascio con il video più divertente della storia, dalla web-serie ESAMI – PUNTATA FINALE – Doppi incarichi: https://www.youtube.com/watch?v=vbq9aPHCFP8 .

di Cristina Ippoliti

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