Una risata ci salverà dallo stress

13 maggio 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Una risata ci salverà. Il Guaritore interno

Probabilmente è una verità che tutti conosciamo anche se non sempre la teniamo in considerazione. Sicuramente la scienza e la medicina se ne occupano da tempo soprattutto grazie alle importanti scoperte della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI). Malattia e guarigione sono legate da un sottile gioco di influenze reciproche tra sistema immunitario, sistema nervoso e stress psicologico.

Negli scorsi articoli si è approfondito il tema dello stress: fisico e psicologico e in quale modo essi siano collegati e abbiano ripercussioni sulla persona.

E se ci fermiamo qui.. la situazione è triste. Anche se è iniziata la Fase 2, questo periodo di incertezze, ansie, paure non si è concluso. Anzi… siamo confusi, non abbiamo elementi per sapere quando finirà e soprattutto come finirà. Cosa vorrà dire per noi? Cosa ci accadrà?

Questa è la realtà attuale ed è inutile girarci intorno. Da più di due mesi siamo sottoposti ad una situazione di forte stress psicologico e non abbiamo idea di quanto tempo ancora esso perdurerà.

Quindi? Ci ammaleremo tutti a causa dello stress?

Cominceremo tutti a soffrire di sindrome da impotenza appresa come i poveri cani dell’esperimento di Seligman? Ci è impedito anche il minimo spazio libero in cui poter esercitare la nostra volontà di significato, per dirla con le parole di Viktor E. Frankl?

Una psicoterapeuta saggia (quale spero di essere) risponderebbe evitando di generalizzare e di prospettare scenari catastrofici. Inviterebbe a non farsi paralizzare dalla paura ma ad attivare le proprie risorse interne ed esterne. E, in effetti, è quello che sinora anche io ho fatto tramite le pagine di Tablet.

E così, volendo continuare su questa strada intrapresa di “piccoli strumenti di sostegno psicologico” voglio parlare di un qualcosa che noi possiamo fare, perché può essere una nostra scelta, anche e nonostante lo stress psico-fisiologico da Covid-19, Fase 1, Fase 2 e… tutti i nostri dubbi e paure senza risposta.

E stato spiegato come lo stress colpisca l’organismo qualora le “difese” psicologiche falliscano e così produca tutta una serie di reazioni fisiologiche che finiscono col determinare elevata e continuata produzione di cortisolo, il quale abbassa le difese immunitarie e può condurre a malattia.

Quindi, questo ci dice una cosa importante ed è quanto afferma la PNEI. Se l’organismo può produrre ormoni che “ci fanno ammalare” perché non può accadere anche il contrario?

Se ciò che dobbiamo evitare è il distress, perché non diventare “esperti” nel ricercare l’eustress?

Questa è una idea che si può prendere in considerazione, perché è una cosa in cui possiamo appunto esercitare la nostra libertà di volontà… possiamo diventare noi stessi il nostro guaritore interno. Ma in che modo? La psicoterapeuta saggia di prima direbbe che ognuno ha da trovare il proprio modo. Che è assolutamente vero.

Però un piccolo suggerimento voglio darlo, condividendo alcune informazioni che possono ampliare il campo di conoscenza rispetto a come noi (il nostro organismo) funzioniamo.

Se il cortisolo è il nemico N° 1 allora le endorfine,  neurotrasmettitori di natura peptidica rilasciati dalle cellule nervose, le quali hanno come bersaglio i recettori oppiacei, sono e devono essere i nostri alleati N° 1. E come le produciamo le endorfine, in particolare le beta-endorfine?

Provando emozioni positive come la gioia. Ma in questo momento proprio non ci viene facile essere tanto gioiosi… però, anche se preoccupati, niente ci impedisce di farci comunque una bella risata.

Essa è il miglior antidoto contro lo stress quotidiano: riduce la frequenza cardiaca, distende i muscoli, fa svanire l’ansia, ha funzioni analgesiche e antinfiammatorie È oltremodo interessante osservare cosa succede al nostro corpo quando ridiamo: la risata nasce dal cervello che, attraverso i sensi della vista e dell’udito, rileva uno stimolo che spinge al riso.

Questo stimolo colpisce la zona del talamo e dei nuclei lenticolari e caudali, da dove parte l’impulso che arriva ai nervi facciali che, a loro volta, stimolano il muscolo zigomatico e altri 15 muscoli facciali, tra cui quelli del sacco lacrimale.

Sempre dal cervello, inizia la cascata dei neuropetidi, le beta-endorfine prodotte dall’emisfero cerebrale destro, che dà il via alla risata e attiva il nervo vago. Questi stimola internamente il diaframma, i polmoni, i visceri.

La risata diventa più fragorosa e aumenta la pressione sanguigna: viene provocata una vaso-dilatazione che arrossa viso e collo. La velocità di circolazione del sangue causa una maggiore ossigenazione che assicura un miglior funzionamento dell’organismo.

Il battito cardiaco sale e la pressione arteriosa scende velocemente, i polmoni producono espirazioni a getto intenso, diaframma e addome sussultano con contrazioni che fanno “fare ginnastica” a tutto il plesso solare.

L’impulso della risata arriva sempre più in basso, fino allo stomaco, dove attiva i processi digestivi e arriva al fegato, del quale agevola il metabolismo grazie all’aumento della circolazione del sangue in tutto l’organismo. Quando la risata termina, il battito cardiaco rallenta e la pressione sanguigna si normalizza: inizia un benefico respiro profondo e un piacevole stato di rilassamento.

Ma il risultato più straordinario di questo “terremoto interiore” è che anche la composizione chimica del nostro sangue è cambiata! E questo per merito dell’incremento delle beta-endorfine.

Esse svolgono un ruolo fondamentale per quasi tutte le funzioni vitali. Intervengono nel dolore, nello stress, nel liberare pianto o riso, nell’appetito, nell’apprendimento, nel comportamento, nell’attaccamento, svolgendo l’importante compito di “informare” e proteggere l’organismo circa la piacevolezza o meno di uno stimolo, fungendo dunque da “rinforzo” o da “segnale d’allarme”. Sono la “morfina” che siamo in grado di produrre da soli.

La risata aumenta il livello di beta-endorfine nel sangue ed esse sono una molecola che ha recettori in tutti i principali organi, sia a livello centrale, che endocrino e immunitario.

Modula le sensazioni di piacere e di soddisfazione, aumenta la soglia per gli stimoli dolorosi, riduce le sensazioni di distress, ha azione analgesica. Sono stati scoperti recettori anche sui linfociti, il che indica che aiuta ad aumentare le difese immunitarie.

Quanto finora detto ci spiega, dunque, perché ridere ci fa bene e in che modo tutto ciò possa avere un significato terapeutico soprattutto nell’attuale momento storico.

Ridere nonostante tutto? Ecco… se fossi un medico potrei “prescriverla” a voi come si prescrive una medicina contro una malattia cronica, per esempio la pillolina mattutina contro l’ipertensione.

Non essendo un medico posso solo invitarvi a riflettere e a considerarla appunto una possibilità, una risorsa: combatto lo stress ricercando e procurandomi momenti di sane risate.

Ogni modo è auspicabile: vedere film dei comici preferiti, leggere libri divertenti, guardare video divertenti in rete, farsi il solletico, inseguirsi e giocare, fare a cuscinate… non sentitevi troppo adulti, troppo seri o troppo tristi per questo.

Parlatevi invece e sostenetevi con un dialogo interno in cui vi dite: “io sto avendo cura di me stesso, io sto attivando il mio apparato risanatore, io voglio potenziare il mio guaritore interno”.

E non a caso ho usato questi termini: concludo infatti consigliando un libro e un film.

Il film racconta la storia del giornalista Norman Cousins che negli anni ’70 per combattere una brutta malattia degenerativa ottenne risultati con una cura a base di Vitamina C e film dei Fratelli Marx. Il titolo è “Tanta voglia di vivere”. Il libro è invece “Il guaritore interno” di Locke e Colligan. Siate creativi nel procurarvi motivi per esplodere in fragorose risate e siate consapevoli che, così facendo, vi state prendendo cura di voi.

Dott.ssa Giulia Migani

Psicologa – Psicoterapeuta

Analista transazionale socio-cognitiva

EMAIL: giuliamigani@yahoo.it

 

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