La vita dopo l’addio al proprio cane

21 giugno 2020 | commenti: 4 |
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Sempre qui con me, la vita dopo l’addio al nostro cane

Non è mai facile voltare pagina quando uno dei nostri cani o gatti ci lascia.

Ogni angolo della nostra casa, ogni istante degli anni passati insieme, ci propongono ricordi bellissimi ed allo stesso tempo dolorosi. Ci manca l’aria, tutto sembra avere perso colore, sapore, energia.

In questi ultimi mesi purtroppo tanti miei amici hanno dovuto affrontare il momento del distacco, ed io, da fuori, ho solo lontanamente potuto immaginare la loro disperazione.

Se per la perdita di persone a noi care, abbiamo dalla nostra la forza di averle “vissute” per tanti e tanti anni, per la perdita di un animale, che vive talvolta solo un decimo di noi umani, non resta alcuna certezza, se non il rimpianto e un grande senso di vuoto.

L’addio a Budino, dogo argentino

Quando è venuto a mancare Budino, il cane di Francesca, il colpo è stato durissimo anche per me che lo conoscevo solo attraverso Facebook.

Budino era un bellissimo e maestoso dogo argentino,  eterno giocherellone, e nello stesso tempo punto fermo della vita di Francesca.

Negli ultimi mesi il suo stato di salute era peggiorato, e Francesca aveva chiesto alla community consigli su specialisti veterinari   che potessero trovare una soluzione per farlo guarire. Diceva sempre che, seppure non le fossero date speranze sulla possibilità di regressione della malattia, lei comunque non intendeva arrendersi.

Sì, perché Francesca è una guerriera, una combattente, una paladina che non ha paura di mettersi in prima fila e di combattere per ciò che ritiene giusto. Così come non volta mai le spalle ai cani in difficoltà, allo stesso modo ha affrontato con dignità e caparbietà la malattia di Budino, e l’ha sostenuto ed accompagnato fino all’ultimo giorno.

Quella che segue è la testimonianza di Francesca, donna speciale della quale ho una stima profondissima.

Spero tanto che quello che leggerete possa essere di aiuto e conforto per chi ha dovuto, o sa già che dovrà, lasciar andare il proprio amico a quattro zampe.

Ciao Budino!

Entro ancora nei negozi e vedo qualcosa che ti sarebbe piaciuto, penso “questo lo prendo per Budino”, oppure mi viene in mente quel posto bellissimo dove siamo stati anni fa e mi dico che uno di questi giorni ti ci riporto.

Subito dopo arriva implacabile l’amara consapevolezza che non sei più con me.

E’ un meccanismo crudele, una piccola scossa che dalla punta delle dita arriva alla punta dei piedi:  ogni volta questa orribile sensazione mi devasta.

Non è solo la perdita, la mancanza. Sono i mesi di sofferenza, il senso di impotenza di fronte a questo mostro che ti ha logorato: qualsiasi cosa io abbia tentato non era abbastanza efficace per strapparti dalle sue grinfie.

Ti ho sentito scivolare via come sabbia tra le dita, anche se mi sforzo di vedere che  i nostri ultimi mesi insieme sono un dono che mi hai fatto, per imparare a vivere senza di te.

Non può esserci coraggio se prima non c’è la paura, quindi, e tu sei stato davvero molto coraggioso, anche se questa prova è stata difficile.

Una persona mi ha detto che i cani non vedono le malattie come qualcosa da combattere.

Hanno un modo diverso di affrontarle, di accettarle.

Le subiscono.

Ho pensato tanto questo e lo trovo irrimediabilmente vero.

Per i cani quel momento fa parte della vita e lo accettano come un passaggio necessario, ma per noi no.

Anche se fino all’ultimo giorno ho creduto e sperato con tutte le mie forze di riuscire a salvarti, negli ultimi mesi mi sono spesso chiesta se sarei stata in grado di capire quando lasciarti andare, non volendo assolutamente accanirmi quando tu ti fossi arreso. 

Invece è stato poi davvero semplice, un momento così chiaro e intimo che oggi in qualche modo mi dà un senso di pace.

Hai lasciato un grandissimo vuoto, eppure sei in ogni angolo della nostra casa, del nostro giardino, sei in ogni oggetto e in ogni pensiero.

Si alternano momenti in cui riesco a pensarti con il sorriso, in cui persino rido al ricordo di qualche cosa che hai fatto, ma altri momenti sono più difficili, amari e pieni di rabbia.

Non sarebbe un amore così grande se non facesse così male adesso.

foto di Ginevra Dini

Ora mi sto sforzando di affrontare tutto questo come hai fatto tu: lasciare che questo dolore mi attraversi e si allontani, così da lasciare qui con me solo i nostri momenti migliori.

Questo voglio sperare.

Non è il tempo che ci cura, siamo noi che impariamo a vivere lo stesso con quel pezzo in meno. Per fortuna abbiamo la memoria: quel posto in cui possiamo sempre tornare, in cui tutto rimane sempre perfetto ed i ricordi di te, di noi, sono vivi e pieni di gioia.

Mi ci rifugio spesso, sai, nei nostri ricordi.

Riesco a sentire il tuo pelo sotto le mie dita, il tuo peso che si abbandona addosso a me per farti accarezzare, i tuoi baffetti che mi fanno il solletico in faccia al risveglio del mattino.

Riesco a sentire le tue unghie sulla pelle quando mi pesti i piedi, il tuo abbaio che pretende un altro lancio di pallina, sento le tue zampate sulla porta chiusa quando   vuoi uscire in giardino, o quel sibilo che fai   quando vuoi ancora un po’ di cibo.

Nei ricordi non esiste l’imperfetto ed il passato remoto.

La tua presenza è qui ed ora, anche se non sei più al mio fianco.

Quanto devo a te il mio modo di essere? Non saprei nemmeno dire.

Grazie di tutto, merluzzetto del mio cuore. Ti ritroverò ovunque tu sia ora.

Tua per sempre

Francesca

di Elena Cannella e Francesca Maculan

Foto di Francesca Maculan e Ginevra Dini

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Le nostre storie d’amore continuano qui:

Rocky e Greta, un amore infinito

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4 commenti

  • Fabio ha detto:

    Che meravigliosa testimonianza, struggente ma reale. Mi accade regolarmente di pensare a tutti gli amori che hanno passato la loro più breve vita vicino a me, cani 7, gatti 8, cavalli 2, uccelli molti. Da tutti ho ricevuto regali preziosissimi. Li vedo e li sento ancora. Mi hanno insegnato una cosa di grande importanza, il Tempo, è il solo valore che va speso subito con tutta l’intensità possibile. Non lo si può mettere da parte e spenderlo dopo.

    • Francesca ha detto:

      Sono assolutamente d’accordo. Bisogna viverli in ogni momento al 1000% perché quegli attimi non tornano.
      Lo sento sempre presente, in piccole inconfondibili cose. Grazie per il tuo commento.

  • Massimo ha detto:

    Grazie della tua testimonianza, mi hai fatto commuovere. I nostri piccoli vanno amati dal primo all’ultimo giorno e anche dopo. Ti abbraccio

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