Vite incrociate, teatro ad Ostia

20 luglio 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Vite incrociate: come affrontare temi seri in modo coinvolgente

Tre condizioni, tre drammi della società contemporanea raccontati in modo geniale, ironico ma non per questo meno profondo e significativo.

Vite incrociate, la rappresentazione andata in scena ieri sera al Chiostro di Palazzo del Governatorato, ha toccato argomenti quali l’integrazione, la violenza sulle donne e la condizione sociale; i tre personaggi che li rappresentano si incrociano in un ipotetico teatro dove le loro problematiche ed il loro talento si esprimono restituendo la loro identità.

Una serata memorabile – ha affermato l’Assessore alla Cultura Silvana Denicolòcon temi molto importanti e con temi con cui ci confrontiamo purtroppo quotidianamente. Uno spettacolo molto coinvolgente e ringraziamo l’Associazione Piccola Palocco e il Trio Quartetto per essere qui”.

Per tornare allo spettacolo la genialità della messa in scena si deve a Cosimo Famigliolo che oltre ad essere ideatore e tra i protagonisti, ha curato la regia. Il suo personaggio è chiaro: aspira alla recitazione e combatte per la sua diversità sessuale. Si trova all’improvviso davanti un’altra aspirante artista, questa volta cantante: Fatou Kinè Fall. Ha una voce stupenda e lo dimostra cantando brani di Frank Sinatra ed Amy Winehouse, ma il suo inserimento nel mondo dell’Arte è difficile per via del colore della sua pelle.

E poi c’è l’attrice Antonella Giordano. Il suo personaggio ha subito violenza, ha soffocato il suo desiderio di calcare il palcoscenico, è vittima della dipendenza dall’alcol, si adatta a fare le pulizie proprio in un teatro dove incontra gli altri due personaggi. Ed insieme con ironia, leggerezza ma non superficialità, danno vita ad un happening che dona loro dignità e forse cambia il corso del loro destino.

 

di Emanuela Sirchia

Ufficio Stampa Municipio X

 

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